Allison: “Mercedes soffre meno di altri il vento”

Loris Preziosa
23 Mag, 2024

Sebbene senza risultati brillanti, la Mercedes lascia Imola e si prepara ad affrontare la tappa di Monaco dopo un weekend in cui si sono visti dei miglioramenti. Queste le sensazioni del Direttore Tecnico della Mercedes James Allison, che ha parlato di progressi sul fronte performance grazie agli sviluppi portati in pista. Aggiornamenti che continueranno ad arrivare nelle prossime gare e che saranno determinanti nell’ottica dell’avvicinamento ai team di testa, l’obiettivo numero uno della scuderia con sede a Brackley.

A Imola notati miglioramenti grazie agli sviluppi

Il Direttore Tecnico James Allison si è detto fiducioso a valle del fine settimana in Emilia Romagna, alla luce dei riscontri ottenuti dal pacchetto di aggiornamenti sceso in pista ad Imola. La Mercedes infatti portava la seconda parte della prima serie di upgrade, dopo che a Miami erano state provate le prime componenti. “Molti altri team stavano portando nuovi pacchetti. Ma alla fine cosa dice veramente se le tue cose hanno funzionato e se sei andato avanti? Poiché questo è lo scopo degli aggiornamenti, ti stanno facendo crescere nella griglia in modo significativo?” Ha affermato Allison, che ha poi quantificato il miglioramento nei confronti dei team che lottano per le prime posizioni. Squadre che restano il benchmark per la Mercedes: “Direi che sulla base del passo gara che abbiamo visto a Imola abbiamo fatto un leggero passo avanti. Siamo diversi decimi di secondo più vicini ai primi rispetto a quanto eravamo all’inizio dell’anno e proprio a Imola ci siamo avvicinati di altri uno o due decimi nel confronto con i primi.” Il DT della Mercedes ha poi spiegato come originariamente il piano prevedeva di portare un unico importante blocco di sviluppi, ma poi si è optato per un percorso a step, che proseguirà fra Monaco, Canada e le gare successive.

Mercedes

Mercedes e il particolare vantaggio legato al vento

La problematica che più si è presentata in maniera costante in questo inizio di stagione è legata alla versatilità della W15, nonché alla ricerca della miglior finestra prestazionale. Nonostante si tratti di una problematica tuttora presente, dopo il weekend a Imola James Allison ha individuato nel vento un alleato per la Mercedes nel confronto con i competitors: “Paradossalmente, anche se il vento di solito rovina la guidabilità di una vettura, ci sono alcune prove che dimostrano che il vento ci danneggia un po’ meno rispetto ad alcuni dei nostri avversari. Quanto il vento diminuisce, anche il relativo vantaggio svanisce leggermente.” Un fattore certamente particolare, che non nasconde comunque delle difficoltà che si sono manifestate anche a Imola, soprattutto nella giornata di sabato, dove ci si aspettava qualcosa in più alla luce dei riscontri ottenuti nelle libere del venerdì. Un deficit, quello fra una giornata e l’altra, figlio sì delle problematiche della vettura, ma amplificato forse proprio da questa particolarità legata al vento: “Complessivamente non penso che in realtà ci sia stata molta differenza, ma se dovessi individuare una cosa, allora direi che la diminuzione del vento al sabato forse ci ha semplicemente tolto qualcosa rispetto ai nostri concorrenti.”

James Allison ha poi fatto una menzione particolare anche alle migliorie apportate sul fronte pit stop dopo che la scorsa stagione era mancata la consistenza anche alle soste ai box: “E’ stato compiuto un grande sforzo durante l’inverno nella progettazione del kit per renderlo più consistente, in modo che l’equipaggio del pit stop possa essere più sicuro nel modo in cui montano e smontano le ruote dalla macchina e nell’azione del meccanico con la pistola.” Dunque un miglioramento dal punto di vista tecnico, senza dimenticare la mole di allenamento dei meccanici prima e nel corso della stagione. Allison ha poi affrontato la tematica del degrado gomme, che si è vista in maniera accentuata durante la gara ad Imola. Il Direttore Tecnico ha evidenziato come nonostante le prove del venerdì, sia stato complicato farne una previsione accurata e lo dimostra il fatto che è stato un fattore sofferto da diverse squadre durante il GP.  “Il nostro degrado non era affatto diverso dal resto del gruppo. Ma tutti hanno ne registrato un livello particolarmente alto a Imola. In una gara che normalmente è focalizzata su una sosta, il degrado stava arrivando a un livello tale da poter iniziare a pensare alle due soste se fosse aumentato ulteriormente.” Seconda sosta che infatti è arrivata per George Russell, con cui la Mercedes aveva anticipato il primo pit stop, quando è passato dalle Medie alle Hard: “Con il senno di poi lo avremmo dovuto lasciare fuori più a lungo nel primo stint. Se si potesse rifare la gara sarebbe meno preoccupato dalla sensazione di cedimento delle gomme posteriori, perché era lo stesso per tutti. Se avesse resistito qualche giro in più, avrebbe avuto il margine nel secondo stint per non aver bisogno della seconda sosta.”

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Allison: “A Monaco qualifica importante ma non si può ignorare il passo gara”

Dopo Imola, lo sguardo è ora puntato sulla tappa del Principato di Monaco. Un weekend in cui le sessioni di libere ricoprono un ruolo cruciale per un buon svolgimento di fine settimana: “Le cose cambiano in modo così incredibile dai primi giri delle FP1 alla fine delle FP3.” Ha dichiarato James Allison. “In generale, le squadre che fanno bene sono quelle che non restano nel box ma sono semplicemente là fuori in pista, ricordando cosa serve per guidare a Monaco, trovando la fiducia per spingere sempre più vicino ai muri e semplicemente mettere a punto l’auto al variare delle condizioni del fine settimana.” Una tre giorni di non facile preparazione, in cui ogni dettaglio può far la differenza fra l’essere nelle posizioni di maggior rilievo o risucchiati nella mischia di centro gruppo. Seppur la qualifica sia fondamentale per l’esito del weekend, il DT di Mercedes ha spiegato come nel lavoro di preparazione un capitolo non indifferente vada riservato anche al passo gara, spiegandone le ragioni: “Non ci si può permettere di ignorare il ritmo gara. Immagina di fare una meravigliosa sessione di qualifica e di riuscire a mettere a punto la macchina al meglio per il giro secco. Domenica troverai una scia di macchine dietro di te e ad un certo punto avrai paura che ti superino e quindi probabilmente ti fermerai prima di quanto vorresti per evitare perdere la posizione a loro favore.” Ha sottolineato Allison, spiegando come in quel caso le vetture rimaste fuori avrebbero un vantaggio, allungando lo stint grazie ad una gestione più dolce degli pneumatici.

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