Analisi Libere Miami: Mercedes prova l’aggancio, Ferrari l’allungo.

Paolo D’Alessandro
7 Mag, 2022

Autore: Paolo D’Alessandro
Co-Autore: Giuliano Duchessa & Piergiuseppe Donadoni

Il Venerdì di Miami non ha certamente deluso le aspettative del pubblico della Formula1. La pista è ancora da scoprire, anche per gli stessi piloti, rendendo acerbo qualsiasi tipo di giudizio. Certamente si sta rivelando più sfidante del previsto, anche a causa di alcuni imprevisti poco attesi alla vigilia di questo appuntamento.

Il circus si aspettava di trovare un asfalto liscio e con tanto grip, con il bitume eliminato dal trattamento con acqua ad alta pressione. Già dal giovedì erano però emersi dei problemi con alcuni ‘sassolini’ che si staccavano dal manto stradale costringendo gli organizzatori anche a interventi nella successiva notte. Inoltre, dopo i primi giri, i piloti hanno subito notato che il grip è inferiore alle aspettative, ci sono dei bump inattesi ma soprattutto vi è solamente una unica linea ideale. “E’ un po’ deludente. La pista è molto sconnessa e invece ci aspettavamo un asfalto liscio. Inoltre se vai fuori dalla linea, non c’è grip e per questo abbiamo visto diversi errori. Se esci dalla traiettoria ideale, è finita. La situazione migliora se si pulisce l’asfalto, ma non appena iniziamo a girare e tornano i pezzi di marbles, peggiora. In FP2 era iniziata bene ed è andata peggiorando. E’ un po’ restrittivo, non è facile la differenza in questo modo” ha commentato un deluso Lando Norris a fine sessione, classificando la pista di Miami come divertente e sfidante per i piloti, ma ‘restrittiva’ fin quando sarà possibile tenere una sola linea ideale. Sergio Perez ha commentato anche il feeling che dà la pista dove non vi è grip. “È come se la pista fosse bagnata da quel lato o come se ci fosse della ghiaia in quella zona. Gareggiare così sarà difficile”

Il pilota inglese della McLaren ha così in parte giustificato gli errori che abbiamo visto da parte di Carlos Sainz e Valtteri Bottas. Il lato positivo della pista è che mette alla prova i piloti e si dimostra complicata nelle sue curve tortuose, con gli ingegneri che lavoreranno ancora in vista delle FP3 alla ricerca del giusto compromesso. A rendere complicata la situazione ci sono anche le altissime temperature, con asfalto che superava i 50°.

Gli aggiornamenti Mercedes hanno messo la W13 in lotta con i migliori?

La notizia più chiacchierata della giornata di ieri è stata il ritorno nelle parti nobili della classifica da parte della Mercedes. Tempi veloci, piuttosto costanti e nessun grande errore da parte dei piloti in un clima visivamente diverso rispetto agli ultimi appuntamenti.

Gli ingegneri del team di Brackley sono riusciti ad anticipare l’arrivo di diversi componenti rispetto al pacchetto definitivo che vedremo nei prossimi appuntamenti e che potrà confermare o no se il progetto può essere conservato e migliorato tra queste e la prossima stagione, o per loro servirà una svolta concettuale. Riviste entrambe le ali con un’anteriore ‘rivoluzionato’ nel mainplane e soprattutto endplate oltre che in flap più carichi internamente, più scaricati esternamente; l’ala posteriore è adattata al circuito, quindi piuttosto scarica e efficiente, con corda ridotta e profilo piatto, non più con un quelle ondulazioni nella parte centrale. Il team ha anche apportato piccole modifiche al fondo ma soprattutto alla beam-wing portando una versione più da basso carico, come fatto da Red Bull in Bahrain, per le alte velocità di Miami.

Il porpoising non è stato un problema – per loro tanto quanto per Ferrari e le altre squadre, seppur nelle seconde libere e con maggior carburante si sia evidenziato maggiormente. Il circuito prevede l’uso del DRS in tutti gli importanti allunghi alleggerendo la macchina che già è pensata con un carico aerodinamico ridotto rispetto ai precedenti appuntamenti. L’assetto sospensivo rigido e altezze meno estreme aiutano ulteriormente a mitigare il fenomeno e per questo la W13 è stata vista saltellare solamente quando hanno provato ad abbassare la vettura. Lewis Hamilton non sembra però ancora convinto di un ritorno della Mercedes ad alti livelli e dopo le FP2 avverte: “Sono prove libere, non sappiamo cosa fanno gli altri. La macchina sembra la stessa, non abbiamo ancora risolto il problema del porpoising, ma sembriamo comunque più veloci. Stiamo migliorando la macchina”.

Un altro fattore che sta aiutando molto la W13 – penalizzando invece altre squadre – è il grande caldo. Uno dei difetti di questa macchina è il difficile warm-up delle gomme, che qui non sarà un fattore grazie ai 30° di aria che dovrebbero perdurare per tutto il weeekend. Il meteo inciderà molto sulle caratteristiche del circuito; il tanto caldo infatti aiuta a trovare grip all’anteriore ed aiuta chi soffre di mancanza di carico all’avantreno, rendendo la pista più neutra di quello che ci si può attendere. “Sapevamo che il caldo ci avrebbe aiutato. Credo sia stato il venerdì più produttivo per noi, la macchina funziona bene..ma non facciamo illusioni per ora” ha chiosato invece George Russell dopo le due sessioni di prove libere. Andrew Shovlin rimane anche lui con i piedi per terra, rinfrancato però da questo inizio positivo della Mercedes. “Un inizio incoraggiante, ma non diciamo ancora se siamo tornati. Stiamo lavorando bene, abbiamo portato diversi aggiornamenti e cerchiamo anche di togliere peso della macchina. Ad Imola faticavamo a raggiungere le temperature ideale negli pneumatici, ma qui il problema sarà il surriscaldamento” .


Sulla prestazione Mercedes c’è il dubbio di una vettura più leggera di benzina e con una mappatura leggermente più aggressiva di motore, mentre in questo campo sono rimaste più conservative sia Ferrari che RedBull. I tempi comunque dicono che se sul ritmo da Qualifica la Mercedes ha mostrato potenziale importante, sul piccolo stint di Sim gara il divario con i migliori torna ad esserci. Meno rispetto agli appuntamenti precedenti, ma se George Russell è partito con i tempi di Leclerc per poi crollare velocemente dopo 2-3 giri, Lewis Hamilton è rimasto ancor più attardato, con una simulazione (breve e quindi non molto affidabile) più lenta di 4 decimi rispetto a Leclerc e di 2 rispetto a Sergio Perez.

La Ferrari segue il suo piano di lavoro, RedBull sempre veloce, ma problematica.

La Prima sessione di prove libere è stata anticipata dalla notizia del cambio di Power Unit per quanto riguarda Charles Leclerc e tutti gli altri motorizzati Ferrari – ad esclusione di Carlos Sainz che aveva smarcato questa unità ad Imola. Nessuna novità componentistica, ma una scelta già programmata da tempo che permetterà al Cavallino di usare un motore fresco e rinforzato, con più cavalli a disposizione dopo i buoni riscontri di affidabilità in pista e a Maranello.

Mattia Binotto aveva anticipato piccoli aggiornamenti aerodinamici per adattarsi alle caratteristiche del circuiti. In Fp1 la Scuderia ha scelto una conformazione classica con più carico, vista già a Jeddah, scaricando poi la vettura nelle FP2 con riscontri positivi.

Dai dati GPS raccolti, il divario in allungo tra Ferrari e RedBull si è sensibilmente ridotto tra le due sessioni. Al mattino il gap era di 10 e 13 km/h nei due allunghi principali a favore della RB18, mentre al pomeriggio si è abbassato a 2 e 8 km/h. Secondo quanto appreso da formu1a.uno la Scuderia di Maranello ha effettuato anche diverse prove sulle mappature del motore durante la seconda sessione di prove libere nei vari minisettori di allungo. Da segnalare anche in questo caso i buoni riscontri velocistici della W13 simili a Ferrari, seppur con una conformazione più scarica e il dubbio della mappatura più aggressiva del motore.


Il pacchetto con meno carico però ha dato riscontri positivi nelle curve dove la F1-75 continua a fare la differenza sulla concorrenza: nelle curve veloci è leader, mentre in quelle lente – come si conferma da inizio stagione – la W13 è vicina.

Buone risposte anche dl mini long run compiuto dal monegasco su gomma Media. Un approccio più soft rispetto ai rivali, che hanno iniziato con tempi più veloci, ma poi hanno iniziato a regredire mentre Leclerc progrediva. Il poco tempo a disposizione ha permesso a tutti di fare solo 5 giri al massimo, non dando riscontri quindi definitivi, ma mettendo la Ferrari sempre nella parte alta della classifica, con un inizio weekend positivo, nonostante l’incidente di Carlos Sainz durante le Fp2. Lo spagnolo si è scusato via radio dopo un testacoda che lo ha messo in barriera all’ingresso dalle chicane molto lenta del secondo settore – dopo che nelle FP1 ha rischiato con un testacoda alla curva 4 – confermando che in questo momento a lui manca ancora del feeling con la macchina. “Non il miglior modo di iniziare il weekend, ma bisogna guardare avanti. Mi dispiace per i meccanici, andrò a parlare con loro. La macchina però sembra competitiva e sono fiducioso” ha commentato Carlos Sainz che prima del botto era infatti in cima alla lista dei tempi, confermando le buone impressioni avute sin dai primi giri. “La pista è impegnativa e bella. C’è molto grip nella traiettoria ideale, poco fuori di essa. L’asfalto inoltre è molto duro con le gomme e la gestione in gara potrà essere importante. Noi abbiamo svolto il nostro programma di lavoro. Molti piloti sono vicini tra loro, può essere un weekend interessante” così Charles Leclerc a fine sessione.

Programma di lavoro che invece non ha concluso la Red Bull, almeno con Max Verstappen. L’olandese non era stato molto impegnato nella prima sessione di prove libere poiché ha avuto un problema di surriscaldamento alla trasmissione, costringendo i meccanici ad una sostituzione del cambio e del radiatore tra una sessione e l’altra, che però hanno innescato altri problemi. Durante il pomeriggio infatti l’olandese ha avuto problemi di idraulica con ripercussioni sullo sterzo che lo hanno portato a rallentare e poi rientra subito ai box, con le velocità basse che hanno innescato un principio di incendio nel cestello del freno della posteriore destra. Per lui sessione pomeridiana finita anzitempo ed ulteriore lavoro per la sua squadra, con un Venerdì per nulla ideale. “Una giornata dolorosa. Avrò fatto 5 giri veloci al massimo e non siamo riusciti a prendere informazioni sulla macchina”  ha commentato Verstappen a fine giornata.

Christian Horner può tirare un po’ un sospiro di sollievo nel vedere però come Sergio Perez si sia confermato competitivo, dando quindi dei riscontri sul valore della RB18, anche se il messicano non sembra del tutto soddisfatto. “Sono riuscito a fare 1 giro veloce con le medie e 2 con le soft, mentre il poco tempo a disposizione non ha permesso di raccogliere dati con il pieno di carburante. E’ stata difficile per tutti i piloti. Andremo in gara un po’ alla cieca”  .

La RedBull è parsa veloce sul giro singolo, confermando il vantaggio nei tratti veloci, pagando sempre in curva rispetto a Ferrari e anche con Mercedes. Analizzando i dati GPS si vede come Mercedes faccia molta differenza nei tratti veloci (anche rispetto a Ferrari in alcuni punti) dando la sensazione che fossero più scarichi di benzina rispetto ai rivali, oltre a confermare che la RB18 ha bisogno di un lavoro più certosino per una messa a punto migliore. Da non sottovalutare poi l’effetto caldo che aiuta certamente la W13, mentre RedBull ha pagato dazio in Bahrain e in Australia con difficoltà nel gestire le temperature.

Alfa Romeo potenziale 4 forza. Il caldo rallenta McLaren e Alpine.

Alle spalle dei tre Top Team – forse veramente tali per la prima volta in questa stagione – c’è poi un gruppo di mischia che farà divertire i tifosi. Le differenze sono minime e i dettagli faranno la differenza. Purtroppo Valtteri Bottas ha picchiato in curva 7 durante le FP1 e non è sceso in pista nelle FP2 poiché il team doveva riparare tutto il posteriore e sostituire anche gli scarichi e il turbo che si sono danneggiati nell’impatto. Il suo compagno di Zhou ha mostrato però un passo importante in entrambe le simulazioni di Qualifica e Gara che possono far sorridere il team e soprattutto il finlandese che qui potrebbe ambire a importanti traguardi.

McLaren e Alpine a modo loro stanno dando delle conferme, positive e negative. Il team di Woking mostra buoni spunti però forse il caldo li penalizza come accaduto in Bahrain, oltre a veder qui tornare delle curve estremamente lente che dovrebbero essere ancora un punto debole per loro. Per quanto riguarda il team francese invece, la loro grande efficienza qui può venire utile ma servirà anche del carico aerodinamico per affrontare le numero e tortuose 19 curve del circuito oltre che per gestire le gomme messe sotto stress da asfalto e temperature e questo infatti sembra li abbia un po’ penalizzati soprattutto in simulazione di passo gara.

A loro sembra pronta ad unirsi l’AlphaTauri, che dopo il weekend deludente di Imola vorrà confermare un progresso con gli sviluppi che erano stati montati in macchina in Italia e che effettivamente – anche grazie alla PU “Honda” – si sta rivelando interessante in questo weekend. La Haas invece conferma i tanti problemi che hanno, sempre di diversa natura, durante le Prove Libere, che non permette loro di lavorare con regolarità e di capire l’effettivo potenziale della macchina che dai pochi riscontri utili, sembra metterla a pieno merito nel midfield.. A fare da fanalino di coda sembrano destinate nuovamente Aston Martin e Williams.

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