Aston Martin: L’ AMR23 ha fatto lo step annullando il porpoising

1 Mar, 2023

Aston Martin è sicuramente fra quei team che hanno attirato positivamente l’attenzione dopo i tre giorni di test in Bahrain, con la AMR23 che ha innalzato molto le aspettative in vista del primo week end di gara di domenica.

Il team inglese con sede a Silverstone viene da un 2022 piuttosto deludente, soprattutto per la prima parte di stagione. Parte dell’annata scorsa è stata poi “raddrizzata” con gli sviluppi, ma un settimo posto finale in classifica costruttori non è stato di certo un risultato accolto allegramente dai membri del team di Lawrance Stroll. Aston Martin è stata inoltre coinvolta nello scandalo riguardante lo sforamento del budget cap assieme a Red Bull, anche se di entità nettamente minore. Il 2022 è stato un anno da dimenticare quando doveva essere l’anno della svolta. L’ambizione a diventare un top team non può più subire grossi ritardi, e il 2023 rappresenta l’anno in cui importanti investimenti in risorse umane e materiali dovranno venire fuori con i risultati della AMR23. “Le aspettative adesso sono alte, ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Il nostro obiettivo è in primis migliorare il 2022, è questo il nostro focus attuale” – queste le parole del Team Principal Krack. 

La vettura 2023 è la prima in cui si vede la mano di Dan Fallows, nuovo direttore tecnico subentrato ad Andrew Green, per portare l’esperienza e il “know-how” dalla sua direttamente da Red Bull, avendo lavorato al fianco di Adrian Newey. Il tecnico ex Red Bull ha messo mano sulla vettura 2023 in stretta collaborazione con l’ingegnere italiano Luca Furbatto. L’equipe di tecnici Aston Martin può contare adesso su una base strutturale migliore grazie alla nuova galleria del vento (che sarà operative fra qualche mese) e con il nuovo simulatore.

Il team di Stroll ha inoltre investito risorse in ambito amministrativo e di gestione interna con l’arrivo di Martin Whitmarsh (ex Team Principal McLaren). L’asso nella manica però è rappresentato dalla figura di Fernando Alonso, con lo spagnolo che dovrà portare con sé tutta la sua esperienza e il suo talento in pista e fuori pista.

L’AMR23 impressiona per il passo gara ma il Team non crede di essere davanti a Mercedes.

Della nuova Aston Martin ha impressionato specialmente l’ultimo giorno di test, nel quale Fernando Alonso ha simulato la vera e propria gara di domenica, per sua stessa ammissione, portando a termine 57 giri (esattamente gli stessi previsti per il GP del Bahrain).

Lo spagnolo ha messo in mostra un passo gara davvero eccellente, se comparato a quanto fatto dalle altre squadre. Alonso ha effettuato tre stint rispettivamente con mescole C3-C1-C2 continuando sempre ad abbassare i tempi man mano che la vettura aveva meno benzina. “Abbiamo seguito il programma previsto per la vera e propria gara, inclusi i pit stop secondo una strategia studiata.

La Ferrari stava seguendo lo stesso programma, con le stesse identiche modalità, e ammetto che noi siamo stati leggermente più veloci”. Ha dichiarato il due volte campione del mondo. Un dato che ha stupito un po’ tutti vedendo come altre squadre, fra cui soprattutto Ferrari, avevano un crollo repentino della prestazione nell’arco dei vari stint.

In vista della prima gara l’AMR23 sembrerebbe piazzarsi come “prima delle altre” alle spalle di Red Bull e Ferrari. Tuttavia, all’interno del team inglese hanno voluto tenere basse le aspettative e frenare gli entusiasmi. Tuttavia, Aston Martin crede che Mercedes sia ancora terza forza consolidata, anche se sembrata vulnerabile nel corso dei test.

Occhio di riguardo anche su Alpine. I francesi avrebbero celato parte del suo potenziale rispetto ad una AMR23 che non si è risparmiata più di tanto nel corso di questi 3 giorni di prove. Lance Stroll, ancora in dubbio, dovrebbe essere sostituito da Felipe Drugovich, rendendo infondate le voci che volevano un ritorno di Sebastian Vettel alla guida della “verdona” inglese.

Con l’AMR23 Il vero step è stato fatto annullando il porpoising

La mano di Dan Fallows sulla nuova Aston Martin la si è vista soprattutto perchè la nuova AMR23 è parsa molto stabile, capace di andar subito forte, consistente una volta scesa in pista. Il porpoising non si è visto per nulla sulla vettura color vedere smeraldo, mentre è ancora un problema irrisolto per molti team.

Lo stesso vice direttore tecnico, Eric Blandin, aveva dichiarato a fine gennaio che “il fenomeno del rimbalzo aerodinamico è intrinseco a questa filosofia di vetture dotate di canali venturi, e difficilmente verrà annientato completamente se non con un cambio radicale all’aerodinamica”.

Le pance e fondo della AMR22 copiati dalla Red Bull RB18 nel 2022

 

L’aver ovviato all’ innesco “dell’effetto delfino” rispetto al 2022 abbiamo visto lo scorso anno quanto si riveli vantaggioso in termini di assetto meccanico, e quanto importante sia su queste monoposto di quasi 800kg. Questa caratteristica sembra accomunarla direttamente alla Red Bull. Tuttavia azzardare paragoni risulta per il momento abbastanza proibitivo. E’ visibile il lavoro molto accurato a livello aerodinamico, la vettura presenta molte diversità con la monoposto dello scorso anno, anche comparata alle evoluzioni degli altri team.

L’aerodinamica delle pance ne è un esempio lampante, dove non si è deciso di fare un “copy and paste” dalla RB18 come sullo step evolutivo dello scorso anno, ma si è lavorato in maniera più aggressiva, mirata a mettere insieme le due filosofie di Ferrari (svaso superiore) e Red Bull (ampio sottosquadro) per avere dal corpo vettura sia carico sia efficienza.

Il salto prestazionale è comunque importante e conferma quello che i tecnici Aston Martin avevano visto nel corso dell’inverno, ossia una vettura in media oltre i 2 secondi più veloce della prima versione portata in pista della vecchia AMR22. Questo nonostante i pavimenti siano rialzati di 15 mm per contrastare il rimbalzo riducendo l’effetto suolo.

Confronto telemetrico tra il giro più veloce ai test della AMR22 (2022) e quello della AMR23 (2023)

Nei test abbiamo anche potuto scorgere il nuovo layout dei cestelli freno anteriori e del nuovo posizionamento della pinza dei dischi brembo, con la nuova pinza che è stata posizionata più in basso. Questo si combina al nuovo layout del triangolo superiore completamente rivisto per fini aerodinamici e per far lavorare meglio il flusso in direzione delle pance. Il braccio superiore è praticamente incurvato e presenta una doppia pendenza, mentre quello posteriore è stato ribassato rispetto al 2022 posteriore riprendendo la filosofia Red Bull.

La vettura di Silverstone inoltre può contare adesso su una maggiore libertà nella disposizione della zavorra (posizionata sotto il pavimento) dovuta grazie all’ avvicinamento ai fatidici 798kg di peso minimo imposti da regolamento. Questo va a tutto vantaggio del bilancio complessivo della vettura.

Autore: Rosario Giuliana
Co-Autore: Andrea Vergani