Bottas sacrificato ad Austin per avere un motore fresco in Messico e in Brasile

Giuliano Duchessa
26 Ott, 2021

Bottas sacrificato ad Austin per avere un motore fresco in Messico e in Brasile.

“Non è finita” ha twittato nelle scorse ore Lewis Hamilton.

Il sette volte campione del mondo è troppo esperto per non sapere che questa è una di quelle domeniche che accorciano il fiato dell’avversario. Sconfitte che somigliano molto a certe del passato che lui stesso ha inflitto a Vettel, Rosberg o lo stesso Bottas più recentemente.

Il suo tweet sembra più un incoraggiamento in primis a sé stesso, ma poi alla squadra, a chi lavora per lui; tuttavia ha una parte di ragione ad affermarlo.

A 5 gare dalla fine abbiamo una situazione in cui, da un lato Verstappen non ci si è davvero mai trovato, dall’altro Hamilton non ha ricordi recenti straordinari come inseguitore tra il mese di ottobre e quello di novembre.

Con una certezza ‘matematica’ in più in uscita dal Gp degli USA: è sempre più probabile che il mondiale si deciderà nelle ultime due gare.

Stavolta non è bastata neanche la sua capacità straordinaria di utilizzare le gomme. Dopo un promettente venerdì, la Mercedes è entrata in una spirale che poteva portarla a vincere in un solo modo: anticipando la prima sosta su Verstappen.

Avrebbe significato anticiparla molto rispetto ai piani iniziali che volevano la media utilizzata almeno fino al 15esimo giro. Ma sarebbe servita “la sfera di cristallo” come ha detto Shovlin, il capo degli ingegneri in pista che ha poi parlato di ottavo giro come target

Il dato iniziale è che Red Bull è stata superiore sul compound medio rispetto alla W12, il che ha tolto alcune sicurezze al box Mercedes.

Questo può dare una risposta alla domanda: Mercedes avrebbe avuto maggiori possibilità di vittoria se Hamilton non avesse passato Verstappen in partenza (grazie ad un undercut)? La risposta è certamente no per il motivo sopradetto ossia che Verstappen avrebbe preso il largo.

Solo Hamilton, grazie a quella super partenza, l’ha tenuta in vita.

Eppure il fine settimana era iniziato nel migliore dei modi per il team anglo tedesco: erano infatti 932 i millesimi che separavano la Mercedes alla RB16B di Max Verstappen nella prima sessione di prove libere.

Tuttavia, le libere di questa F1 2021, più in generale da quando i motori sono divenuti sempre più contingentati, danno spesso risultati fuorvianti. Troppo incisiva nelle performance la diversa gestione delle power unit.

Mercedes l’ha spinta maggiormente nella prima ora di libere, viceversa Honda. Mercedes rimaneva comunque positiva: “Anche se sapevamo di aver sfruttato più potenza nella prima ora di libere, pensavamo di essere in buona forma”, ha ammesso sempre il capo ingegnere di pista della Mercedes Andrew Shovlin.

Red Bull si è avvicinata di motore nelle libere pomeridiane e grazie a dei cambiamenti di setup centrati tra il venerdì e il sabato ha addirittura effettuato il sorpasso in termini di performance, con una Mercedes più attenta a ‘settare’ la macchina per migliorare il comportamento della W12 sul treno posteriore in gara.

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Il ritmo delle W12 su mescole a spalla più rigida è stato ottimo (come spesso accade) ma non sufficientemente migliore.

I dati mostrano che Max avrebbe potuto spingere un po’ di più in certe fasi del suo ultimo stint ma ha gestito molto bene il suo ritmo. Da grande calcolatore, ha centrato una vittoria ‘alla Hamilton’ che dice più dei punti guadagnati.

Certo, Red Bull ha potuto contare su un due (Verstappen – Perez) contro uno veramente importante. La posizione del messicano, in uno dei suoi weekend più positivi dell’intera stagione, è stata cruciale per portare al box anche Hamilton, solo 3 giri dopo la sosta di Verstappen.

In casa Mercedes escono comunque soddisfatti: il danno è stato ‘limitato’ e c’è stata una ulteriore prova che dimostra la loro capacità di mettere sotto pressione Red Bull con una macchina “chiaramente meno veloce”.

Ci fosse stato Bottas sarebbe stato più facile. Mercedes ha deciso che il finlandese dovrà essere una variabile importante soprattutto nei prossimi due Gp; soprattutto in Messico ma, in parte, anche il Brasile, dove le W12 potranno faticare a causa dell’altitudine.

Il vero obbiettivo del team anglo tedesco è uscire dal Brasile con un distacco tra Verstappen e Hamilton inferiore ai 20 punti per poi giocarsi il tutto per tutto negli ultimi tre appuntamenti.

Per far ciò, sarà fondamentale il contributo di Bottas e di endotermici più freschi con cui ‘rischiare’, da qui un ulteriore ICE nel bagaglio per Valtteri, e utili possibilmente a togliere dei punti importanti a Max.

Insomma, per Mercedes non sarà tanto importante che Lewis vinca i prossimi due appuntamenti, piuttosto che non sia Verstappen a farlo.

Per arrivare da vincitori ad Abu Dhabi bisogna provarle tutte: Mercedes lo sta facendo.

Autori: Giuliano Duchessa e Piergiuseppe Donadoni

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