Chiarimenti Pirelli sulle pressioni degli pneumatici: Ferrari contenta

Piergiuseppe Donadoni
17 Giu, 2021

Chiarimenti Pirelli sulle pressioni degli pneumatici: Ferrari contenta.

In seguito agli incidenti avvenuti a Baku, nel comunicato rilasciato al termine delle analisi condotte, Pirelli era stata piuttosto vaga parlando di “rotture circonferenziali sul fianco interno delle gomme che possono essere messe in relazione con le condizioni di marcia della gomma” nonostante i parametri prescritti di partenza (pressione minima e temperatura massima in termo-coperta) erano stati rispettati.

Dichiarazioni che non chiarivano totalmente quanto successo; tuttavia, secondo quanto avevamo raccolto, Pirelli aveva l’impressione che almeno tre team stavano ‘giocando’ molto con le pressioni in funzionamento per incrementare le loro performance.

Nel venerdì del Paul Ricard, l’Head of F1 & Car Racing di Pirelli, Mario Isola è uscito allo scoperto. Pirelli, giustamente, non ci stava a passare per chi mette a rischio la vita dei piloti. I commenti di Verstappen (“Penso che il comunicato di Pirelli sia un po’ vago”) e Sebastian Vettel (“Se ho fiducia nelle gomme? Non posso dire di sì al 100%, come non posso dire di no al 100%”) non avevano sicuramente aiutato.

“Quanto successo a Baku è derivante da condizioni di marcia previste diverse rispetto a quelle effettive” – ha detto il manager italiano – “Questo ha generato le rotture”.

Tecnicamente la ‘colpa’ è delle onde stazionarie. Pirelli controlla quest’ultime attraverso la pressione; al di sotto di un certo valore iniziano a formarsi andando ad affaticare molto il fianco della gomma.

“Non abbiamo raggiunto le condizioni in funzionamento che ci aspettavamo, non perché le squadre stessero facendo qualcosa contro i regolamenti, ma perché cercavano come al solito le prestazioni, e questo ha creato uno scenario diverso da quello che ci aspettavamo. E lo scenario diverso era che principalmente le gomme avevano una pressione inferiore rispetto alle nostre aspettative“.

Fia e Pirelli, lavorando congiuntamente, hanno reagito immediatamente inasprendo i controlli ed alzando le pressioni sulle posteriori di ben 2 psi (21.5 psi) per questo settimo appuntamento stagionale.

Hamilton è stato piuttosto duro nella conferenza stampa: “Per me e il mio team, le regole e le linee guida sono chiare su come possiamo lavorare con le gomme. Ecco perché sono stato molto sorpreso che Pirelli e Fia abbiano emesso un chiarimento su questo”.

Il sette volte campione del mondo è comunque ‘soddisfatto’ anche se ha aggiunto: “Secondo me quello che è davvero cruciale è come monitoreremo il tutto, perché fino ad ora non c’è stato alcun monitoraggio di come sono state utilizzate le gomme, di come variava la pressione e la temperatura. Dobbiamo migliorare”.

Le nuove prescrizioni Pirelli relative agli pneumatici per il GP di Francia. Presente anche la ‘curva di raffreddamento’ su cui Pirelli si baserà per verificare a freddo gli pneumatici.

Anche Ferrari è contenta dell’aggiornamento dei protocolli (DT003) perché crede che il più ampio gap che la SF21 paga in gara rispetto alle qualifiche possa dipendere anche da questo fattore tecnico.

“Non è un segreto che i team cerchino di raffreddare il più possibile gli pneumatici, per proteggerli dal surriscaldamento.” – ha detto Carlos Sainz – “Le gomme Pirelli hanno sempre sofferto il surriscaldamento quindi tutti lottano con il posteriore”.

“A Baku era importante proteggere il retrotreno, quindi sono sicuro che ogni squadra stava facendo tutto il possibile per mantenere le temperature e le pressioni il più basse possibile” ha continuato lo spagnolo.

“Noi, per esempio, siamo molto bravi in ​​qualifica a scaldare le gomme, meno in gara con il surriscaldamento. Quanto uscito sulla gestione delle pressioni può darci alcuni indizi sui motivi per cui non siamo così bravi in ​​gara, chiarimenti sul perché riusciamo a far funzionare meglio le gomme in qualifica che in gara rispetto ai nostri competitors”.

La Ferrari arriva in Francia con l’ormai solito ‘Low Profile’ anche se internamente c’è più fiducia. “Al Paul Ricard torneremo dove eravamo a Barcellona ovvero in lotta nel midfield assieme a McLaren, Alpine, AlphaTauri e gli altri.” ha affermato Carlos Sainz.

La SF21 scalda più velocemente gli pneumatici rispetto alla MCL35M ma al Paul Ricard non sarà un grosso problema ‘accenderle’. Cosi come è più veloce nelle curve lente mentre la vettura di Norris e Ricciardo sui rettilinei e nelle curve più veloci. Il tracciato francese presenta però un layout con molte curve medio veloci, dove la SF21 ha maggiormente faticato in questo inizio di stagione.

Per migliorarne il comportamento, debutterà una nuova ala anteriore modificata nel marciapiede esterno e nel supporto di regolazione dell’incidenza, ora più spostato verso l’esterno. A parità di regolazione, sulla nuova specifica la modifica apporterà un aumento di carico aerodinamico maggiore poiché è la parte interna del flap che viene regolata.

Autore: Piergiuseppe Donadoni

Illustrazione: Rosario Giuliana

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