Fernando Alonso: “Avere solo tre giorni di test è ridicolo per uno sport come la F1”

Loris Preziosa
23 Feb, 2024

Nella conferenza stampa della seconda giornata di test Fernando Alonso ha spigato come sia complicato avere un quadro chiaro della situazione, in quanto il poco tempo a disposizione prima del via del campionato sia un fattore non poco penalizzante per la preparazione della stagione. In perfetto stile “Alonsiano” ha espresso il suo punto di vista senza troppi giri di parole.

“E’ difficile dire a che punto siamo, sono soltanto test, il nostro programma è in costante cambiamento. Con queste regole è difficile capire come fare”, ha commentato il pilota di Oviedo, che ha espresso disappunto su una questione che negli ultimi anni tiene banco nel paddock nel periodo dei test pre stagionali e non solo. Fernando Alonso ha spiegato con un paragone eloquente come tre sole giornate di test per una squadra siano decisamente sproporzionate al livello di uno sport come la F1: “Un giorno e mezzo per ogni pilota per fare un campionato del mondo, è come se nel calcio o nel tennis cambiassi le palle e poi lasciassi i giocatori provare solo un giorno prima dei tornei. Siamo lo sport più tecnologicamente avanzato e tutto questo è ridicolo.”

Alonso

Potremmo definirla una staccata profonda quella tirata da Alonso alla Formula 1. Una dichiarazione tutt’altro che infondata vista la necessità di team e piloti di aumentare il tempo in pista per provare al di fuori dei weekend di gara. In questo scenario, situazioni come quella della mattinata di oggi con la problematica ad un tombino che ha impedito il regolare svolgimento della sessione, si rivelano ulteriormente penalizzanti.

Alonso ha poi accennato alla possibilità di introdurre la seconda macchina per i team ai test pre stagionali, soprattutto nell’ottica di un GP imminente sullo stesso circuito: “Non conosco i costi ulteriori del portare entrambe le vetture in pista, visto che fra una settimana corriamo qui. Penso che più o meno tutti abbiamo due macchine pronte. Avere due vetture pronte penso che sia il minimo per uno sport professionistico come il nostro.” Un’affermazione senza troppi giri di parole, che con tutta probabilità trova d’accordo gran parte del paddock, se non la totalità dell’ambiente. Perché se da un lato bisogna riconoscere l’impegno del Circus Iridato nel voler essere carbon-free, dall’altro non si può prendere sotto gamba il fattore allenamento per i piloti della massima espressione del motorsport.

Autore: Loris Preziosa