Ferrari 2023: il gardening di Binotto, i nuovi ruoli nel reparto motori e il curioso addio di Snapdragon

Giuliano Duchessa
9 Gen, 2023

Ferrari 2023: a Maranello è cominciata ufficialmente quest’oggi l’era Vasseur. Il francese entra finalmente in carica dopo aver concluso il rapporto con Sauber nella prima metà di dicembre. Attualmente tra la Gestione Sportiva di Maranello e il manager francese c’è stato solo un piccolo assaggio per sbrigare alcune faccende istituzionali, come le canoniche foto di rito, ma nulla di troppo approfondito.

Gardening Binotto: 12 mesi anche grazie ad un extra compenso 

C’è quindi una certa attesa, alcuni la definiscono una ‘fredda curiosità’, per lo meno iniziale, su come l’ex boss del team Alfa Romeo (nel 2023 sarà l’ultimo anno dell’azienda italiana in F1) si presenterà agli uomini e ai vari dipartimenti. Al momento non trapelano importanti prese di posizione o input differenti rispetto a quanto tracciato da Mattia Binotto negli ultimi mesi a Maranello. Intanto, l’ingegnere italo svizzero ha salutato calorosamente la squadra il 20 dicembre girando i vari reparti, per entrare ufficialmente nel periodo di gardening che, in base a quanto trapela, sarebbe stato stabilito in 12 mesi quindi sino al termine del contratto che legava Binotto alla Ferrari. Giardinaggio piuttosto importante, accettato dal tecnico anche grazie ad un extra compenso che la Scuderia sborserà in questi 12 mesi per evitare che il suo ex TP finisca altrove: squadre, Fia o Liberty Media che siano.

Ferrari 2023

Leggermente meno caloroso, per usare un eufemismo, il saluto indifferente con i vertici. Del resto quella settimana verso Abu Dhabi ha lasciato un segno, deteriorando ulteriormente i rapporti che come è noto non erano mai decollati. Oltretutto non è difficile credere a quanto sentito, cioè che senza quella famosa smentita approvata dai vertici, sarebbe stato piuttosto complicato vederlo addirittura ad Abu Dhabi. Nulla di nuovo, la storia insegna che con la Ferrari è sempre difficile lasciarsi. 

Mercedes ha già acceso la W14, si va verso l’accensione della nuova Ferrari

A Maranello si volta dunque pagina quest’oggi. Tuttavia, non tecnicamente dove non sono previsti imminenti scossoni. Intanto, se Mercedes ha già acceso la sua vettura 2023 (W14), a Maranello si lavora sodo per arrivare a quel primo importante momento di una nuova stagione. Un accensione che sarà effettuata con una power unit rivista e modificata rispetto a quella congelata la passata stagione. Ricordiamo che sono permesse modifiche di affidabilità, purché minori e motivate, anche in termini di design. Il dossier con le modifiche va trasmesso alla Fia che può impiegare fino a 14 giorni per le valutazioni e l’omologa.

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La nuova unità potrà contare su nuove parti, al fine di migliorare anche la gestione della sovralimentazione del turbo durante le oscillazioni (dovute soprattutto al porpoising) alle alte velocità. Il saltellamento è un fenomeno che, almeno secondo quanto affermano alcuni aerodinamici, non solo a Maranello, potrà essere abbastanza sotto controllo con le auto della prossima stagione. Ciononostante, potrebbe non essere del tutto risolto al 100% anche con l’introduzione di modifiche regolamentari quali le altezze dei bordi del fondo e della gola del diffusore. Qualcosa che aveva fortemente contribuito alle rotture e che non poteva essere risolto completamente durante la stagione. Le stesse sofferenze patite anche da Mercedes, soprattutto all’inizio della passata stagione. A questo riguardo un piccolo esperimento temporaneo fu introdotto nel finale di stagione solo sull’Alfa Romeo di Bottas, che non funzionò completamente ma contribuì a certe valutazioni sul lavoro da effettuare al banco.

Il lavoro procede a tutta forza nel reparto motori

Con l’uscita di Mattia Binotto va segnalato che c’è stato un assestamento significativo nelle gerarchie dei motoristi e nelle responsabilità. Enrico Gualtieri ha rinnovato il suo impegno prendendo il comando completo di tutte le attività legate alla power unit, anche e specialmente quelle propedeutiche al progetto 2026. Già da diverse settimane viene usato il 20% del tempo disponibile – 1200 ore – alla nascita della nuova unità di potenza che vedremo nel quinquennio che andrà dal 2026 al 2030. Naturalmente da qui in avanti verrà opportunamente e progressivamente intensificato il budget ore dedicato a quell’unità.

Al contempo, a novembre c’è stato il ritorno di Davide Mazzoni dopo alcuni anni in Maserati. Al tecnico è stata delegata la direzione del reparto che si occupa esclusivamente del motore endotermico. Mazzoni aveva già operato a Maranello all’epoca di Todt, Schumacher con Ross Brawn e Paolo Martinelli, naturalmente lavorando con Mattia Binotto dal 2001 al 2013 come ingegnere specialista sia nello sviluppo meccanico che in quello relativo ai problemi di affidabilità. In precedenza, con lo stesso team principal uscente a capo del progetto, tale direzione era stata ricoperta da Enrico Gualtieri ad interim.

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Proprio sulla questione power unit 2026 – motoristi – Fia, sembra essere tutto chiarito dopo la mancata convocazione del motorista italiano alla riunione di metà dicembre. Ferrari non vede particolari problemi all’orizzonte, seppur alcune questioni dovranno essere definite nelle prossime riunioni in cui il costruttore italiano sarà ovviamente presente con un nuovo uomo al posto di Binotto.

Intanto, la power unit 2023 sta ultimando i lavori al banco con ripetute sessioni di long run. Diversamente dall’inverno scorso sono corse effettuate alla massima potenza. A quanto appreso c’è un cauto ottimismo, dopo le correzioni tecniche, di poter svolgere il campionato con non più di quattro unità utilizzate ad alte prestazioni. Ricordiamo che la prossima stagione sarà disponibile un solo aggiornamento software e quindi, oltre alla affidabilità, sarà importante ottimizzare l’erogazione della potenza su oltre dieci gare. Fattore non cosi banale, che potrebbe creare alcuni “lievi buchi prestazionali in certi tracciati” da dover gestire, ci fa sapere un membro del team italiano.

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Capitolo sponsor, al di là di Velas, piattaforma di Crypto valute che attualmente affrontano un periodo molto opaco e in acque finanziariamente agitate, più interessante l’addio di Snapdragon. La Scuderia e il colosso americano Qualcomm hanno infatti risolto il contratto di sponsorizzazione dopo una solo una stagione. Una separazione concordata poiché a Maranello, su diretta indicazione dell’AD Benedetto Vigna, è stato scelto un fornitore differente (un competitor di Qualcomm) per le auto stradali. Una scelta che non è piaciuta all’azienda americana, la quale ha chiesto la risoluzione del contratto. Tuttavia, nuovi sponsor sono già in vista e saranno annunciati a tempo debito, senza dimenticare gli ingressi di BitDefender e HCL Software tra settembre e il novembre scorso.

Autore: Giuliano Duchessa

Co-autore: Piergiuseppe Donadoni