Ferrari all’attacco al Red Bull Ring

Paolo D’Alessandro
6 Lug, 2022

Autori: Paolo D’Alessandro & Piergiuseppe Donadoni

Il mese di Luglio si apre con una back-to-back che vede la Formula 1 passare dal veloce circuito di Silverstone al più corto del calendario, il Red Bull Ring austriaco. Il circuito di casa del team di Christian Horner potrà ovviamente contare su un nutrito gruppo di tifosi olandesi che arriveranno per sostenere il loro idolo, Max Verstappen. Tribune e fumogeni arancioni riempiranno il weekend, ma il ‘Rosso’ non vuole essere da meno. La Ferrari è tornata alla vittoria in Inghilterra, con Carlos Sainz che ha conquistato la sua prima Pole e la sua prima vittoria in carriera.

Il weekend austriaco comporterà anche il ritorno della Sprint Race, con il format dell’evento cambiato rispetto alla programmazione classica. Le squadre dovranno farsi trovare pronti e le classifiche potranno essere modificate in modo più sostanzioso visto che in palio ci sono dei punti ‘extra’ con la gara da 100 chilometri prevista nel pomeriggio (16:30) di sabato.

Circuito stop&go che esalta le doti di frenata e di trazione

La conformazione del Red Bull Ring mettono subito in mostra come il circuito richieda tanta potenza del motore e una buona efficienza aerodinamica per i vari allunghi che dominano il giro. La prestazione in effetti sarà inficiata dalle differenze in termini di potenza tra le diverse unità motrici della griglia – che però sappiamo essere molto contenute in questa stagione – permettendo così di spostare l’attenzione su altri fattori cruciali del circuito austriaco.

Una particolarità del circuito, lungo 4318 metri e composto da 10 curve totali, intervallate da importanti allunghi, sarà la presenza delle 3 zone DRS consecutive. I piloti potranno aprire l’ala mobile all’uscita dell’ultima curva per iniziare così il giro e ripetere l’operazione anche nei tratti rettilinei da curva 1 a curva 3 e successivamente fino al tornantino di curva 4. Ricordiamo come la Curva 2 per la Formula 1 praticamente non esista, essendo situata nel secondo tratto DRS, in quell’allungo che porta in salita verso la curva più lenta del circuito.

Le poche curve presenti sono prevalentemente a 90°, molto spigolate, come quelle che si sono incontrate nel primo settore di Baku. Questa particolarità farà in modo che nei diversi allunghi non saranno importanti solamente le velocità di punta massime – date dalla potenziale della Power Unit e l’efficienza delle vetture – ma anche le doti di trazione e di frenata in approccio e uscita dalla curve. Un circuito che quindi racchiude un mix di caratteristiche che può esaltare più di una vettura in griglia. I team solitamente prediligono un assetto da medio-basso carico aerodinamico che dovrà garantire il giusto mix di efficienza e di carico per preservare le gomme, specialmente quelle dell’asse posteriore molto sollecitato.

La Sprint Race riduce i set a disposizione, Pirelli sceglie la gamma morbida

Il regolamento di allocazione degli pneumatici prevede che nei weekend in cui è previsto lo svolgimento della Sprint Race, il fornitore italiano Pirelli debba dare alla squadra solo 12 set di gomme, e non più 13 come normalmente accade. Le squadre avranno a disposizione 2 treni di gomme Hard, 4 di gomme Medium e 6 di gomme Soft. L’asfalto del Red Bull Ring non offre troppo grip ed è ‘solo’ mediamente aggressivo per gli pneumatici; questo – unito alla conformazione del circuito che favorisce i sorpassi – ha spinto alla scelta della gamma di mescole morbide per il weekend.

“Trazione e frenata qui sono molto importanti e alcune curve in discesa possono aumentare il rischio di vedere bloccaggi. Sarà importante mantenere prestazioni nelle gomme posteriori così da avere una trazione adeguata per tutto il giro.” ha commentato il Capo della Sezione Motorsport Pirelli, Mario Isola, che ha già messo in evidenza una caratteristica del tracciato austriaco ossia il fatto che sia ‘rear limited’, rispetto al ‘front limited’ di Silverstone.

Secondo il tecnico italiano la scelta delle gomme C3-C4-C5 permetterà di vedere diverse strategie in ottica gara e favoriranno anche lo spettacolo, che in Austria non è mai mancato. Le pressioni torneranno a livelli più ‘standard’, seppur elevati, di quelli visti a Silverstone, con 24 psi all’anteriore e 20 psi al posteriore.

L’altura e le alte temperature sono sempre un fattore in Austria.

Il ‘rientro’ in Europa, dopo la trasferta in Inghilterra, potrebbe però portare con se parte del clima inglese che il circus ha vissuto lo scorso weekend. Le previsioni non escludono del tutto il rischio della pioggia, con i maggiori rischi per la giornata di domenica. Al momento è ipotizzabile un weekend sereno con scrosci di pioggia e temporali da valutare durante le varie giornate quando potranno arrivare.

Le temperature al Red Bull Ring sono spesso un fattore anche perché situato in altura dove l’aria più rarefatta limita la capacità di raffreddamento delle Power Unit. Le varie squadre dovranno utilizzare importanti livelli di raffreddamento, quindi specifiche di cofani motori con ampi sfoghi, come succede in modo più esasperato anche in Messico. La nuova generazione di vetture prevede le griglie di raffreddamento poste sul cofano motore. Alcuni team le usano appositamente in weekend più caldi, con pannelli che possono essere montati e smontati dalla macchina, altri – come Ferrari, Alfa Romeo, Haas e ora anche Alpine – hanno queste aperture sulla macchina in modo permanente, decidendo poi di volta in volta quante tenerne aperte; per esempio, Ferrari, nella sua nuova specifica di raffreddamento portata a Silverstone, ha diminuito proprio la larghezza degli sfoghi delle feritoie essendo quello un cofano motore da basso raffreddamento.

Il rischio pioggia, seppur ancora basso, comporterà anche temperature non troppo elevate per il weekend, ricordandoci che comunque l’asfalto del Red Bull Ring si scalda sempre piuttosto velocemente. La temperatura potrebbe andare a scaldarsi nei tre giorni partendo da un minimo di 16° ad un massimo di 22°, con ovviamente questo dato soggetto a miglioramenti o peggioramenti delle condizioni dal momento della scrittura dell’articolo all’inizio del weekend.

Il ritorno della Sprint Race e un weekend da iniziare con il setup ideale

Un’ora di prove libere e poi sarà subito tempo di fare il giro veloce. La presenza della mini gara da 100 km sposta al venerdì la sessione di qualifiche (ore 17:00) e questo farà si che la squadre avranno solamente una sessione di Prove Libere per mettere in pista la macchina e valutare il lavoro svolto ai simulatori. Gli assetti studiati e provati in fabbrica sono sempre più decisivi per il weekend e in situazioni come queste lo sono ancora di più. Le vetture andranno infatti in regime di parco chiuso al venerdì pomeriggio, prima delle qualifiche, e non potranno subire cambiamenti nei giorni a seguire, ad eccezione della novità introdotta sulla gestione delle Power Unit con le ultime modifiche approvate dal Consiglio Mondiale del Motorsport.

Disporre di un buon setup di base permetterà ai team di svolgere in quell’ora non solo simulazione di qualifica, ma anche analizzare il comportamento della macchina sullo sfruttamento e l’usura delle gomme. Un programma di lavoro compresso che non potrà subire intoppi, altrimenti il weekend rischia di essere in salita per qualcuno. Difficilmente vedremo novità per i vari team, a parte adattamenti alle caratteristiche del tracciato per quanto riguarda le ali, freni e cofano motore.

Efficienza Red Bull contro la trazione Ferrari! La Mercedes si confermerà su un circuito ostico?

La lotta per il titolo mondiale ha visto inserirsi a Silverstone anche la vettura del team campione del mondo Costruttori in carica, la W13. Il sostanzioso pacchetto di sviluppi portato in Inghilterra, che si è unito a quello di Barcellona – mentre gli sviluppi del Canada sono stati bocciati – hanno fatto fare un passo in avanti prestazione a Lewis Hamilton e George Russell.

Il dubbio rimane su quanto la pista abbia aiutato la Mercedes ad avvicinarsi ai Top Team. Un asfalto particolarmente liscio, curve veloci e gomme dure con pressioni importanti hanno contribuito ad esaltare le doti migliori del progetto del team di Toto Wolff, che qui in Austria però non incontrerà le stesse caratteristiche. Nelle curve stop&go di Baku la Mercedes non si era trovata particolarmente a suo agio e qui le curve sono da medio-lenta velocità per la maggior parte e l’asfalto non è cosi liscio, oltre a ritrovare le mescole morbide che fino a questo momento non si sono sposate bene con la W13. Ci saranno degli aggiornamenti meccanici per la W13 che hanno l’obiettivo di migliorare i problemi di bouncing.Il Team di Brackley porterà infatti delle novità a livello sospensivo che faranno parte di un programma di sviluppo per eliminare definitivamente il problema del saltellamento, con ulteriori aggiornamenti previsti al Paul Richard.

Red Bull e Ferrari saranno sicuramente in lotta per le posizioni di vertice e, seppur con armi diverse, entrambe vogliono giocarsi le loro carte. L’opera di dimagrimento Red Bull eseguita fin qui potrebbe permettere un miglior bilanciamento della macchina che abbiamo visto migliorare in zona frenata, grazie ad un anteriore che può ora essere caricato maggiormente. Frenata e trazione rimangono però ancora i punti di forza del progetto della F1-75 che ha invece lavorato per migliorare l’efficienza delle ali posteriori e del corpo vettura – il focus principale degli ultimi aggiornamenti – e che nei circuiti rear limited fin qui si è esaltata. Da sottolineare poi, come l’efficienza avrà certamente un minor contributo per via dei quasi 800 metri a cui è situato il circuito austriaco.

Alpine e AlphaTauri possono sorprendere.

Il gruppo dietro i tre top team rimane come sempre una incognita. Alfa Romeo sembrava essere il team con la vettura più completa, ma l’incidente di Zhou e il ritiro di Valtteri Bottas hanno fatto registrato un doppio zero pesante in classifica. Il circuito non sembra il più congeniale per la C42, anche per via delle gomme morbide che fin qui il team non ha mai sfruttato bene (Montecarlo e Baku). La presenza della Sprint Race però potrebbe aiutare l’Alfa Romeo che fin qui in gara ha spesso ribaltato risultati deludenti. L’altro team clienti Ferrari, la Haas, ha portato a casa punti con entrambi i piloti a Silverstone dopo un inizio veramente complicato, con le Qualifiche li avevano visti eliminati entrambi in Q1. L’obiettivo è ripetersi in Austria, anche se rivali diretti potrebbero meglio adattarsi al circuito.

Alpine e AlphaTauri in particolare sembra poter ambire a risultati più ambiziosi di quelli dell’ultimo appuntamento, specialmente il secondo team di casa. Silverstone era una delle piste peggiori per loro, mentre il Red Bull Ring potrebbe esaltare le doti del motore ‘Honda’, di buona efficienza della AT02 e di velocità nelle curve medio-lente. Alpine invece è sempre stata una delle vetture più efficienti del lotto e con gli aggiornamenti introdotti fin qui sta provando ad aggiungere carico, senza aumentare il livello di drag, e potrebbe quindi essere un appuntamento importante per valutare se e come gli ultimi upgrades abbiano funzionato.

La Williams spera di continuare nel lavoro di apprendimento del massiccio aggiornamento portato in Inghilterra, sperando di avere risposte in gara. La Aston Martin invece è una vettura molto incostante e che a Baku si era mostrata molto competitiva nei lunghi rettilinei, con un assetto scarico – stessa filosofia vista a Silverstone – ma che poi nelle curve del primo e secondo settore azero o sotto la pioggia inglese hanno fatto soffrire molto i piloti nell’ottenere tempi competitivi. In casa McLaren invece urge capire cosa sia successo a Daniel Ricciardo in gara – con una perdita anomala di carico aerodinamico – e provare ad ottimizzare il potenziale di una MCL36 che sembra continuamente in crescita grazie al lavoro degli ingegneri e di piccoli lavoro di affinamento, che stanno sbloccando man mano prestazione e li tengono in lotta per la quarta posizione nel mondiale costruttori.