Ferrari crede che gli specchietti della Mercedes vadano contro lo spirito del regolamento

Piergiuseppe Donadoni
10 Mar, 2022

Ferrari crede che gli specchietti della Mercedes vadano contro lo spirito del regolamento.

«La F1-75 è la stessa di Barcellona» ha fatto sapere Mattia Binotto durante la breve conferenza stampa organizzata da Liberty Media. Non una novità rispetto a quanto ci si aspettava.

In Bahrain per confermare la buona correlazione trovata al Montmelo

La squadra italiana vuole arrivare alla prima gara riuscendo ad estrarre il massimo potenziale della F1-75 in ogni condizione. Ma non solo. C’è una questione che a prima vista potrebbe essere meno importante, perchè meno legato direttamente alla pista, ma che in realtà lo è: la correlazione tra pista e strumenti di simulazione presenti a Maranello, come la galleria del vento e la fluidodinamica computazionale. Per poter correlare il comportamento di una vettura è bene tenere quanto più stabile la piattaforma aerodinamica, da qui (anche) la non volontà di introdurre nei test e nemmeno nella gara della prossima settimana un importante pacchetto di aggiornamenti sulla F1-75.

I dati analizzati nel post Barcellona test hanno dato le prime positive risposte. Tuttavia, ora serviranno anche quelle in uscita da questa seconda tre giorni di test in Bahrain. Un tracciato molto diverso da quello catalano, soprattutto per quanto riguarda la gestione e il corretto funzionamento degli pneumatici. Di mezzo le caratteristiche non solo tecniche ma anche ambientali. «L’asfalto di Sakhir è il più abrasivo dell’anno. Questo, accoppiato a temperature della pista che possono superare i 45°C, andrà a sollecitare molto soprattutto le posteriori, in termini di degrado termico. Ricordiamoci che siamo su una pista stop&go, con molti tratti di trazione» ci ha fatto sapere Pirelli.

Uno dei più importanti limiti, anche dei moderni simulatori, è proprio relativo al degrado termico degli pneumatici. La Pirelli fornisce ai team un modello virtuale criptato che lavora in armonia con il principale e ben più importante sviluppato dai team. Questi vengono collegati ai simulatori per riprodurre tutte le principali variabili legate agli pneumatici, soprattutto grip e temperature. Grazie ai dati in uscita dal modello virtuale fornito dall’azienda milanese, i team sono in grado di simulare il degrado termico degli pneumatici. Ed è proprio in questo momento che la differenza tra le scuderie tende ad allargarsi in modo importante; chi è bravo fa la differenza, chi lo è meno utilizza invece modelli molto basilari per evitare di intraprendere la strada sbagliata negli sviluppi della vettura.

Tuttavia, ciò significa simulare costantemente in condizioni assimilabili, o molto vicine, a quelle di gomma nuova senza così conoscere il comportamento della vettura soprattutto nelle seconde parti degli stint di gara ossia quando entra in gioco il degrado. Sotto questo aspetto, Mercedes e Red Bull sono al top, tuttavia, Ferrari è progredita in maniera importante negli ultimi 24 mesi.

Ferrari crede che gli specchietti della W13 vadano “contro lo spirito del regolamento”

L’argomento del giorno è certamente l’importante sviluppo che Mercedes ha portato in pista nella parte centrale della sua W13.

Ne ha parlato anche Mattia Binotto durante la conferenza stampa odierna. «Non è stata una sorpresa per noi. La W13 sembra una ottima macchina, un buon concetto, piuttosto diverso dal nostro, anche in termini di layout di raffreddamento. Poi ci sono le pance, qualcosa che sembra piuttosto interessante».

Un concetto chiaramente estremo, a quanto raccolto da Formu1a.uno, che anche a Maranello avevano valutato nelle tante ore spese per capire quale fosse il migliore. Tuttavia, è stato successivamente scartato, preferendo quello della F1-75 per il potenziale mostrato e per i potenziali sviluppi.

Binotto è passato poi alla questione più spinosa, ossia la legalità delle soluzioni fin li viste, dopo che Red Bull ha espresso una certa perplessità. Il TP della Ferrari non crede che la W13 stia utilizzando qualche soluzione illegale: «Sarei sorpreso se la Mercedes stesse facendo qualcosa di illegale. Non credo sia questo il punto». Lo è invece la questione specchietti, o meglio ancora, il loro supporto che è diventata una vera e propria ala.

«Sugli specchietti sono invece più sorpreso poichè la soluzione è piuttosto sorprendente, qualcosa che non ci aspettiamo. Hanno trovato una soluzione molto interessante ma è un qualcosa che deve essere affrontato, dobbiamo discuterne insieme» ha affermato il team principal della Ferrari.

Che poi ha continuato. «Già in passato dicevamo che gli specchietti non dovrebbero avere uno scopo aerodinamico ma solo per guardare dietro. Questo non è il caso di alcune soluzioni viste, soprattutto sulla Mercedes. C’è il rischio che tutte le squadre inizino a progettare specchietti che sembrano astronavi. Non credo sia quello che stiamo cercando come Formula 1».

E’ stato aggiunto un piccolo deviatore di flusso ad inizio fondo

Quest’oggi, in casa Ferrari, si è continuato a svolgere un lavoro molto simile a quello effettuato a Barcellona. Run piuttosto corti, la maggior parte tra i 4 e i 7 giri, con continui cambiamenti di setup per poter mappare il comportamento della F1-75 sulle mescole C2, C3 e C4, oltre alla C2 PROTO (prodotta in Turchia).

Buoni i tempi, meno la costanza soprattutto sulle C3 e C4, quest’ultima comunque non adatta al savero tracciato di Sahkir, la C3 invece più adatta ma non nelle ore centrali della giornata, con la pista piuttosto calda.

 

“Abbiamo fatto degli aggiustamenti con i problemi di porpoising e stiamo ottimizzando il pacchetto per cercare di estrarre il massimo potenziale“, ha detto Binotto in conferenza stampa. La nuova nata a Maranello non ha sofferto molto l’ormai conosciuto fenomeno del porpoising, un qualcosa di non cosi scontato poichè in ogni pista i team dovranno trovare velocemente le contromisure. A Sahkir soprattutto, visto il fondo particolarmente sconnesso.

Sulla F1-75 è apparso un tirante nella parte terminale di un fondo (freccia gialla nella precedente immagine) di nuova specifica. Una soluzione utile ad allontanare l’innesco del fenomeno grazie ad una maggior ridigità. Una soluzione portata in pista anche da Mercedes, Alfa Romeo e Williams.

Sempre relativamente al porpoising, confermata la novità portata in pista nell’ultima giornata di test di Barcellona con il taglio creato proprio dove i tunnel Venturi hanno la loro minima sezione alle alte velocità; questo aiuta a sfogare esternamente l’aria e a limitarne il bloccaggio aerodinamico. Al di sotto del taglio era presente un piccolo profilo aerodinamico, anch’esso confermato sulla nuova specifica di fondo utilizzata quest’oggi.

Oltre a ciò, sull’anteriore è apparso un piccolo deviatore di flusso ad inizio fondo (freccia gialla nel precedente compare), che invece ha poco a che fare con il porposing.

«Sono macchine talmente diverse che in questo momento la cosa migliore è impararle e capire come estrarne il potenziale. Ne abbiamo ancora parecchio da sfruttare, prima di portare sviluppi» ha fatto sapere Mattia Binotto. «Stiamo trovando condizioni molto diverse rispetto al Montmeló, sia ambientali (fa più caldo), che tecniche visto che il tracciato è diverso, con meno curve a bassa velocità. Siamo qui per imparare ad estrarre il massimo dalla vettura in ogni condizione“ ha concluso il tecnico italo svizzero.

Autore: Piergiuseppe Donadoni

Co Autore: Giuliano Duchessa e Paolo D’Alessandro

Illustrazione: Rosario Giuliana