Ferrari è risorta la domenica, i dati lo confermano

Andrea Vergani
30 Mar, 2024

Da Agosto 2022 Ferrari ha iniziato a soffrire pesantemente il passaggio dalla Qualifica alla Gara, faticando molto a replicare la prestazione ottenuta con poca benzina e gomma nuova quando il livello di carburante si alzava fino ai 100 kg e diventava importante gestire gli pneumatici per più giri. Dopo un lungo percorso di apprendimento iniziato dodici mesi fa, la SF-24 ha fatto risorgere la Rossa di domenica: Leclerc e Sainz non devono lottare con una vettura che cambia da una curva con l’altra a causa della piattaforma aerodinamica poco stabile, e le prestazioni in Qualifica ora trovano riscontro il giorno dopo. La SF-24 si avvicina cosi alle caratteristiche della F1-75 pre-TD 039, e gli ingegneri dovranno saper sviluppare una base che i dati confermano essere ottima specialmente in gara. Per l’ultimo anno e mezzo la F1-75 e SF-23 perdevano circa quattro decimi da Red Bull tra Qualifica e Gara, rendendo quasi impossibile combattere la domenica; in Australia non c’è stato Verstappen, ma Ferrari avrebbe sicuramente lottato per la vittoria non partendo dalla Pole Position per la prima volta da Spielberg nel 2022. Escludendo colpi di scena, che la pioggia potrebbe portare a Suzuka, la concorrenza diretta dovrebbe essere McLaren. Da ricordare come il team papaya con la pioggia ha sempre fatto molto bene negli ultimi anni sfruttando il tanto carico a disposizione.

Ferrari, la prestazione si conferma dal sabato alla domenica 

Tra i punti di forza della nuova monoposto di Maranello spiccano sicuramente le curve a media e bassa velocità, mentre Red Bull è sempre la vettura di riferimento nelle sezioni più veloci ma con un distacco non troppo grande rispetto a Ferrari e ancora minore rispetto a McLaren. In questo senso la SF-24 ricorda la prima F1-75, anche per le difficoltà in rettilineo con ala chiusa, ma specialmente aperta: soprattutto Jeddah, meno a Melbourne, la scelta è ricaduta su una specifica poco efficiente nel sistema DRS, una carenza che andrà risolta soprattutto per estrarre più prestazione in Qualifica. Raggiungere Red Bull non è impossibile anche in questo senso, e Aston Martin ne è la prova: nei primi tre appuntamenti il sistema di ala mobile della squadra di Silverstone si è rivelato al pari di quello dei ‘vicini’ di Milton Keynes. È anche in Qualifica che Ferrari dovrà fare il salto di qualità: partendo davanti è più facile gestire la delicata fase di riscaldamento degli pneumatici nei primi giri, area in cui Red Bull ha ancora un vantaggio rispetto alla concorrenza. 

Ferrari aveva iniziato la scorsa stagione con perdite di oltre mezzo secondo tra Qualifica e Gara, progredendo con la comprensione della vettura fino a perdere “soli” tre decimi alla fine della stagione con la SF-23. Nell’inverno gli sforzi degli ingegneri si sono concentrati su questo, e le prime gare stagionali hanno confermato i distacchi visti: i tre decimi del Q3 in Bahrain sono cresciuti leggermente la domenica anche a causa dei problemi per Leclerc, a Jeddah il distacco è stato pressoché identico nei due giorni, e a Melbourne l’impressione è che la Ferrari avrebbe recuperato almeno parte dei due decimi subiti il sabato. Tutto sommato i distacchi del sabato spesso si confermano la domenica, se non altro c’è da migliorare l’esecuzione nel giro secco: in tutti e tre gli appuntamenti abbiamo visto come la SF-24 abbia faticato a trovare la prestazione ottimale nei giri che contano. In Bahrain e Australia i due piloti hanno fatto segnare giri migliori, o quasi, nel Q2 migliorando poco o nulla nell’ultima parte della Qualifica, lì dove Red Bull e Verstappen hanno fatto un passo in avanti con la RB20. La gestione degli pneumatici, di come accenderli perfettamente per estrarre il massimo potenziale deve migliorare anche più che la gestione del degrado per avvicinarsi a Red Bull il sabato.

La prestazione generale è ciò che manca a Ferrari per competere per le vittorie

In generale rispetto a Red Bull manca efficienza generale, che in Bahrain si è vista più in curva, a Jeddah nei rettilinei, a seconda delle scelte di assetto e di ala delle due squadre: gli aggiornamenti, uno piccolo per l’appuntamento in Giappone settimana prossima e poi attesi in forma più significativa a Imola per la prima gara di casa della Ferrari, avranno il ruolo di dare prestazione in più e accorciare passo per passo il distacco da Red Bull. Per la squadra di Christian Horner sono attesi aggiornamenti a Suzuka, che andranno a migliorare la già ottima RB20: per Ferrari sarà importante confermare il distacco visto a Jeddah su un tracciato estremamente favorevole alle caratteristiche della vettura inglese. Parlando di rivali, anche McLaren dovrebbe essere candidata ad una lotta per il podio: domenica scorsa a Melbourne la MCL38 guadagnava oltre due decimi nei tratti ad alta velocità, mentre Ferrari si è confermata molto buona nei tratti a media velocità, guadagnando un decimo abbondante sui rivali storici.

La gara in Australia ha mostrato come McLaren non sia affatto lontana: le prestazioni delle due squadre sono separate da circa due decimi in questo inizio di stagione, e scendendo nel dettaglio Norris e Piastri guadagnano del tempo nelle curve ad alta velocità da sabato a domenica rispetto a Leclerc e Sainz, mentre nelle altre aree del tracciato si confermano a grandi linee le prestazioni del giro secco con grandi perdite da parte della vetture di Woking nel lento e nelle curve a lunga percorrenza, che sul tracciato giapponese non mancano. Mercedes è una vettura ancora una volta difficile da interpretare, e dopo appena tre gare è difficile fare un punto su aree di forza e specialmente di debolezza: la W15 cambia pelle troppo e molto frequentemente, a seconda di condizioni esterne, il che rende più difficile l’analisi fatta per Ferrari e McLaren. Aston Martin è una vettura che per molti dei dati in uscita ha una estrema somiglianza alla SF23; il punto di forza principale, come ormai evidente, è la qualifica: il concetto della macchina è alla base di questa spiegazione ma un dato positivo è che il DRS della vettura di Alonso e Stroll è efficiente quanto quello della Red Bull, seppur manchi velocità di punta. Le perdite maggiori ad alto carburante arrivano nelle curve a media e alta velocità, lì dove manca carico rispetto alla diretta concorrenza, proprio come avveniva sulla Ferrari dello scorso anno. La gara di Suzuka, come per Mercedes, potrebbe essere molto difficile per la scuderia di Lawrence Stroll.