Ferrari: ecco perché l’alto carico di Singapore piace alla SF-23

Paolo D’Alessandro
15 Set, 2023

Il Venerdì di Singapore è tinto di rosso, con una doppia doppietta da parte della Ferrari che primeggia in entrambi i turni di prove libere. Nessun punto e nessuna pole Position ancora è conquistata, ma la SF-23 messa in pista dagli uomini di Maranello è certamente competitiva, a differenza – per una (seconda) volta – della RB19 che non soddisfa per niente i suoi piloti, ma sicuramente nemmeno i tecnici di Adrian Newey e Pierre Waché, nonostante in FP2 Checo Perez abbia compiuto un buon long run. Mercedes si è dimostrata la vettura più equilibrata tra simulazione di Qualifica e Gara. Il circuito potrebbe creare loro problemi se dovessero partire indietro per via della difficoltà dei sorpassi, così come all’Aston Martin di un Fernando Alonso velocissimo sul passo gara.  Lando Norris, che ha il compito di scoprire la MCL60 aggiornata, si dice soddisfatto del suo Venerdì, ma lontano dai migliori.

Ferrari: La SF-23 ha bisogno di molti ‘compromessi’ per essere competitiva. Rivali non sorpresi dalla velocità di Sainz & Leclerc

La Ferrari è arrivata a Singapore con la curiosità, da parte soprattutto di chi è esterno al team, di verificare il funzionamento della SF-23 con l’ala da alto carico, soprattutto dopo i test effettuati gli ultimi giorni a Maranello, con tanto di ‘sgambata’ a Fiorano durante il lavoro svolto con Pirelli sui compound da bagnato. Le prime indicazioni potrebbero essere un segnale positivo in questo senso, ma le condizioni particolari di Singapore stanno aiutando la Rossa ad esprimersi al meglio, limitando quelli che sono stati i problemi di Budapest e Zandvoort.

La SF-23 ha bisogno di molti elementi per potersi esprimersi al meglio, e di conseguenza la combinazione di alcuni fattori può limitarne molto le prestazioni. Il problema maggiore si palesa nel momento in cui la Ferrari necessita di avere a disposizione molto carico ed affrontare curve da media-alta velocità, soprattutto se sono a lunga percorrenza. Questo problema si è esasperato in Ungheria, con una SF-23 molto sottosterzante e poco competitiva, e a Zandvoort, inducendo anche all’uso di un’ala più scarica ma rendendo la vettura molto più instabile e imprevedibile, nonostante fosse stato un compromesso migliore rispetto all’ala da massimo carico. A Singapore invece la Ferrari si può concedere tale soluzione perché le curve sono da bassa-media velocità, molte sono angolate e la pista è principalmente da Stop&Go, dunque non c’è bisogno di rimanere molto in curva o di trovare troppo la corda. Importante inoltre segnalare le scintille prodotte dalla SF-23 soprattutto nel nuovo rettilineo, a DRS chiuso, che indicano un approccio aggressivo sulle altezze da terra, senza arrivare al punto di innesco del porpoising che in passato ha fortemente limitato le prestazioni della Rossa.

Suzuka potrebbe essere una prova interessante poiché, seppur non sia una pista da alto carico, la Ferrari dovrà dimostrare di poter migliorare in un circuito front limited dove serve carico e stabilità alle alte velocità, in curve di lunga percorrenza. Lì là SF-23 dovrà dimostrare di essere migliorata o ripetere, con assetto da medio/Medio-alto carico le prestazioni di Silverstone, dove c’erano curve veloci e ad ampio raggio, dove si è difesa nei confronti di una Aston Martin deludente, una Mercedes a livello della SF-23, ma lontani dalle prestazioni di Red Bull e McLaren.

Intanto a Singapore i tecnici di Enrico Cardile hanno fatto un passo indietro sull’ala anteriore, tornando ad una soluzione già vista ad inizio anno – con il flap superiore più ondulato – per aumentare un po’ di carico nella porzione centrale ed aumentare effetto outwash in concomitanza dell’endplate. La SF-23 si è distinta per ora in allungo e in trazione, esaltandosi sul giro secco. Nel long run si è patito un po’ di surriscaldamento al posteriore, ma piloti e tecnici sono contenti di questo bilancio iniziale e sono convinti ci sia margine per migliorare l’assetto e, come detto da Frederic Vassuer a fine giornata, “il focus sarà sulla gestione gomma. Questo però intanto è stato il nostro miglior Venerdì della stagione ed è meglio partire da qui, che dal centro gruppo”. Carlos Sainz ha comunque chiuso una convincente simulazione di passo gara, a circa 2 decimi da quella di Fernando Alonso e di Sergio Perez, i due migliori, chiudendo più tornate e con una gomma leggermente più vecchia.

I rivali temono Ferrari, ma Alonso si esalta sulla lunga distanza e Red Bull ha margine di crescita. McLaren trova carico

E’ stato molto pessimista a fine giornata Fernando Alonso che non ha iniziato con il piede giusto il weekend che apre il tour asiatico della Formula 1. L’Aston Martin è rimasta indietro nelle simulazioni del giro secco, ma nelle FP2 ha mostrato un’interessante passo gara con la buona caratteristica di preservare le gomme posteriori anche meglio dei rivali. Il problema della AMR23 sembra però essere il solito da inizio stagione: trovare un equilibrio funzionale ad accendere gli pneumatici per il giro secco in qualifica, senza ritrovarsi con un consumo eccessivo in gara. Solitamente la vettura di Silverstone preferisce, ed è tra le migliori, gestire le coperture in gara, ma questo può essere un limite in Qualifica, dove infatti Alonso è riuscito a rimanere davanti solo alla Red Bull, affermando come le Ferrari “Sono avanti ed imprendibili e domani Red Bull sarà forte. Noi saremo con Mercedes e McLaren”

A proposito dei diretti rivali, Lando Norris si è detto soddisfatto delle migliorie “sono un passo in avanti ed abbiamo visto i miglioramenti” seppur non felice di non essere primo e di vedere una Ferrari (oggi) così forte. La MCL60 aggiornata ha prodotto certamente dei benefici a bassa velocità ed anche in trazione. Il confronto con Oscar Piastri offre riscontri utili, ma è anche non del tutto veritiero poiché l’australiano è alla sua prima uscita su questa pista, con appunto una vettura priva di novità. Il passo avanti però c’è stato e l’inglese lo conferma, a parole e con i fatti, mostrandosi a livello di Aston Martin e Mercedes sul giro secco e provando poi un long run positivo su Soft, seppur molto breve. Mercedes è stata la vettura mediamente più equilibrata, senza lampi e senza crolli su Qualifica e Gara, dopo un inizio di FP1 un po’ in salita. George Russell è riuscito ad avvicinarsi più di altri ai tempi della Ferrari sulla simulazione Qualifica, e sia lui che Lewis Hamilton hanno svolto un long run nella media, piuttosto simile tra loro, mettendo la W14 nella mischia e trovando un Hamilto che si è detto “Mai così felice al Venerdì quest’anno”

La Red Bull è invece in crisi per quanto riguarda la ricerca del giro veloce, mentre sul passo gara si è visto un Sergio Perez competitivo, a differenza di un Max Verstappen che non si è trovato a suo agio per tutto il giorno “Abbiamo provato alcune cose in FP2, alcune hanno funzionato, altre no. Lavoreremo, ma il gap è abbastanza grande” ha detto il due volte campione del mondo. Non è una novità assoluta vedere la RB19 far fatica al Venerdì ed anzi, poco curiosamente era successo già a Montecarlo. Il gruppo di Adrian Newey non è riuscito oggi a trovare un assetto meccanico soddisfacente ed ha anche adottato altezze da terra superiori alla norma per la RB19. A Milton Keynes trovano maggiori difficoltà a mettere nella giusta finestra operativa la RB19 nel momento in cui c’è da lottare con un asfalto sconnesso ed alcun bump. La vettura tendeva a scivolare in entrata e uscita curva, dando problemi di bilanciamento a cui i suoi piloti non sono abituati. Come a Monaco però, lo spazio per migliorare c’è, ma servirà capire se – almeno per il Sabato, insieme ad un giro perfetto dei piloti – basterà per tornare competitivi come lo sono stati per tutta la stagione, o saranno realmente attaccabili e non solamente da un team, come già successo.

Autore: Paolo D’Alessandro
Co-Autore: Piergiuseppe Donadoni & Andrea Vergani

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