Ferrari: Giudizio rimandato all’Ungheria con altre novità

Rosario Giuliana
11 Lug, 2023

A Silverstone Ferrari fa un mezzo disastro in gara mentre Max Verstappen firma l’ottava su dieci a Silverstone. Attualmente il campione in carica della Red Bull ha praticamente 4 Gran Premi di vantaggio sul primo inseguitore, Checo Perez, il quale peraltro è in una posizione scomoda dopo diverse qualifiche buttate.

Qualcuno stresserà la Red Bull?

Difficile dire se avverrà quest’anno. La McLaren di Silverstone a soli 3 decimi dal passo Red Bull potrebbe essere stata un caso illusorio, almeno in alcune fasi di gara. Tuttavia, Christian Horner dopo la gara ha confermato: “Oggi la Mclaren ci ha spinto al massimo, stiamo girando tutto sulla vettura 2024 perché lottiamo con meno ore in galleria. Pensiamo che gli altri si avvicineranno molto dopo l’estate”.

Ferrari a Silverstone ha completamente fallito il set-up

La Ferrari SF-23 ha concluso ai piedi della zona punti, con una vettura che parrebbe non aver confermato gli step che avevamo visto in Canada e Austria.
La P9 e la P10 di Leclerc e Sainz rappresentano un risultato ampiamente deludente e che non può soddisfare i tecnici dopo gli ottimi riscontri arrivati dall’Austria. Lì la SF-23 aveva fornito ottimi riscontri sia di prestazione che di correlazione con gli aggiornamenti. La tappa britannica era chiaro che non sarebbe stata la miglior location dove questa Ferrari avrebbe potuto esprimersi, per questioni puramente legate al layout, più in linea ad esaltare Mercedes. La sorprendente McLaren, e la conferma Mercedes su una pista amica, hanno accentuato le difficoltà di una SF-23 messa ancora più in crisi dalle vicissitudini della gara. Tuttavia, lo stesso Charles Leclerc ha ammesso che la vettura non aveva passo e non era all’altezza di Mercedes questo week end (tralasciando l’exploit McLaren).

“Il mio primo pit stop è arrivato troppo presto e questo mi ha penalizzato. Comunque eravamo quasi obbligati a fermarci, perché non avevamo passo e Russell poteva fare un undercut” – ha ammesso il monegasco.

Ciononostante, non va sottovalutato il cambiamento di specifica delle gomme imposto da Pirelli per affrontare i maggiori carichi su queste vetture. Sembra che i tecnici non abbiano centrato l’assetto migliore, con una accensione troppo timida delle coperture. In sostanza, mentre fino a Barcellona il degrado era stato massivo, sul layout inglese le Rosse sono state fin troppo gentili e hanno sotto performato. Le simulazioni parlano di un ritmo di gara lontano complessivamente 15 secondi dal proprio potenziale ideale. Qualcosa che significa in media 2 decimi e mezzo al giro persi. Io che avrebbe potuto dire entrare maggiormente in lotta con Hamilton e Norris.

Effetto domino con strategia affrettata e poco coraggio?
Sì! Ma la SF-23 presentata in gara non era da podio

Silverstone rappresentava il banco di prova definitivo sui progressi che si erano visti una settimana prima sulla SF-23. Il tracciato inglese doveva essere la cartina di tornasole della bontà del pacchetto di sviluppo, voluto fortemente dal reparto aerodinamico guidato da Cardile. Sotto la guida del tecnico italiano, il reparto aerodinamico ha predisposto un lavoro di accelerazione in fabbrica con degli sforzi importanti nell’anticipare le novità aerodinamiche, previste inizialmente per l’Ungheria.

Confronto di ali anteriori Ferrari – Illustrazione Rosario Giuliana

A Maranello si lavorerà nel corso della settimana per analizzare in vista proprio di Budapest cosa non ha funzionato come previsto a Silverstone. La strategia ha condizionato la gara di Leclerc e di Sainz. In più, i 20 gradi in meno di asfalto la domenica han fatto sì che ci fosse sostanzialmente zero degrado su tutte le mescole, rendendo di fatto possibile anche un’unica sosta partendo con gomma soft (come fatto da Russell su Mercedes). Il pit anticipato di Leclerc (costretto a fare un’altra sosta)  e lasciare su hard Sainz nell’ultimo stint in ripartenza da safety car, hanno messo ancora più in crisi le Ferrari sul passo gara. La lotta Mercedes-Aston-Ferrari continua a offrire una certa alternanza di prestazioni, nella quale adesso sarà interessante vedere cosa farà McLaren a Budapest.

 

Innegabile che i tecnici di Maranello avessero molta apprensione per la prestazione di Silverstone, per capire soprattutto se valesse la pena calcare ancora la mano con gli sviluppi. Il lavoro di ottimizzazione del team di Maranello ha dimostrato di avere ancora un limite abbastanza marcato, soprattutto se si perde una sessione di prove come successo a Leclerc in FP2.

Esame finale rimandato in Ungheria?

Vasseur si è mostrato non troppo preoccupato per la performance della rossa a Silverstone, dando più peso alla “paura di osare”, piuttosto che alla performance pura della SF-23. La programmazione tecnica e gli sviluppi futuri potrebbero dipendere molto da come la vettura di comporterà in Ungheria. Una sorta di “esame rimandato” dopo Silverstone. In buona sostanza, si dovrà comprendere se la direzione è quella giusta per determinare se “il gioco vale la candela” per provare a proseguire il lavoro in galleria del vento. In termini di budget cap Ferrari non è lontanissima dal limite concesso per regolamento, e il reparto aerodinamico sta cercando di giocare bene gli ultimi colpi che restano dopo le novità dell’Austria.

Le modifiche agli ingressi venturi del fondo della Ferrari SF23 introdotti in Austria – Illustrazione Rosario Giuliana

L’inedita beam wing di Silverstone era qualcosa che il team di Maranello aveva già in embargo sin dal Gran Premio di Arabia Saudita, ovvero il secondo GP di stagione. I problemi legati ad una finestra di assetto troppo ridotta sono stati in parte risolti con i correttivi al fondo, ed hanno permesso l’utilizzo di un setup aerodinamico che comprendesse la beam wing tenuta da parte.

Confronto fra la beam wing di Silverstone e quella del Red Bull Ring

Cardile ha voluto fare uno “switch” nel programma degli sviluppi cercando anche di osare di più nel portare pezzi nuovi direttamente in pista, senza prendere troppi indugi legati alle simulazioni. Il programma di lavoro in galleria prosegue nella ricerca di una maggiore “confort zone” per estrarre il massimo potenziale sin da subito attraverso l’assetto.
Se questa fase produrrà qualcosa di concreto lo vedremo solamente a cavallo fra il Qatar e il Giappone, salvo ulteriori forcing che non possiamo escludere da parte di Cardile.

A Budapest con una piccola novità a conclusione del ciclo di sviluppi pre-sosta

A quanto appreso, in Ungheria si dovrebbe vedere qualche piccolo correttivo aerodinamico nella zona anteriore della vettura, con una leggera rivisitazione dell’ultimo flap dell’ala anteriore. Anche sul questo fronte i team sembrano convergere verso una configurazione che vada sempre più a ricercare l’out-wash per una migliore efficienza aerodinamica. La stessa Mercedes con la nuova specifica introdotta a Silverstone ha cambiato filosofia proprio in direzione di un maggiore indirizzo del flusso d’aria verso l’esterno.

Confronto fra la vecchia e la nuova ala anteriore della Mercedes W14 – Illustrazione Rosario Giuliana

A Budapest tornerà la SF-23 in configurazione da alto carico, e i tecnici si aspettano una McLaren tornare con prestazioni più simili all’Austria. Chiave di lettura importante sarà vedere come si comporteranno le gomme di nuova struttura con temperature di asfalto più elevate. La tappa di Silverstone resa “anomala” da strategie e condizioni di asfalto ha spostato adesso l’attenzione sull’Hungaroring, per capire soprattutto se la SF-23 può lavorare meglio sugli pneumatici. McLaren è sembrata avere un ottimo comportamento, accendendo sempre velocemente le gomme a basse temperature, in parte agevolata, in parte molto brava, su una pista dove fondamentalmente non c’è stato degrado.

Autori: Rosario Giuliana e Giuliano Duchessa