Ferrari: i problemi di gestione gomme non verranno risolti prima del 2023

Paolo D’Alessandro
25 Ott, 2022

Max Verstappen vince anche il Gran Premio degli Stati Uniti dopo il trionfo di Suzuka. Per Ferrari a nulla sono servite la Pole Position di Carlos Sainz al sabato e la rimonta in gara di Charles Leclerc. Nemmeno la verve di Lewis Hamilton e della sua Mercedes W13 hanno potuto fare qualcosa. Semplicemente in questo momento la Red Bull ha una marcia in più rispetto a tutti, in particolar modo e accoppiata alla guida dal campione del mondo.

L’inizio di gara ha visto una partenza fulminea di Verstappen, rispetto a quella non eccezionale dello spagnolo della Ferrari, che alla prima curva è andato pure in testa coda a causa di un contatto con la Mercedes di George Russell. Se la colpa è principalmente del pilota inglese della Mercedes, tanto che Russell a fine gara è andato a scusarsi con il pilota spagnolo della Ferrari, dalla sua, Sainz ha effettuato una manovra non proprio intelligente in quella fase della corsa, senza mantenere l’esterno di curva 1 ma spostandosi repentinamente da destra a sinistra in uscita di curva per tentare un improbabile incrocio di traiettorie con Verstappen. “Per me è stato un incidente di gara. Se fossi stato commissario, avrei detto: George ha frenato in ritardo, ha avuto un breve momento di sottosterzo, ma poi Carlos ha curvato abbastanza brutalmente verso l’interno.” ha affermato Toto Wolff a fine gara.

La F1-75 numero 55 è stata costretta al ritiro per via della rottura di un radiatore, che ha fatto innalzare la temperature del motore endotermico.

Ferrari: piccoli segnali incoraggianti ma la distanza dalla Red Bull è ancora ampia 

La pole position di sabato ed i dati emersi anche dalle prove libere hanno mostrato una F1-75 in leggera ripresa. La trazione e la competitività nelle curve lente sono migliorate anche grazie al nuovo fondo introdotto a Suzuka ma la vettura italiana è ancora piuttosto lontana da quella ammirata per più di metà stagione.

Il problema della gestione degli pneumatici in gara è rimasto anche ad Austin e non potrà essere risolto in questa stagione. “In un certo senso sono soddisfatto perché siamo partiti dalla dodicesima posizione, quindi un podio è una buona prestazione”, ha detto Charles Leclerc, “Ma ovviamente se analizziamo la gara, è un po’ deludente. Abbiamo avuto un po’ troppa usura delle gomme verso la fine della gara. Lavoreremo su questo e alla fine è il terzo posto, quando parti dalla P12, non è così male”.

Gli aggiornamenti Mercedes sono valsi 3 decimi di secondo ad Austin 

Le conferme dal Texas arrivano anche da Red Bull e Mercedes, seppur in modi e per aspetti diversi. La RB18 si sta confermando la vettura migliore. Il passo in avanti in Qualifica è evidente, dove ora può lottare alla pari con Ferrari, seppur sabato le rosse abbiano trovato qualcosa in più nel preparare gli pneumatici più morbidi portati da Pirelli. In gara però continua ad essere la vettura migliore per distacco. Velocità pura, assenza di reali punti deboli e un degrado gomma pressoché nullo anche sul compound intermedio (Medium), forzato nell’utilizzo da Mercedes per un lungo stint finale. Questa era la mossa strategica pianificata dal team campione del mondo per mettere in difficoltà la RB18, avendo a disposizione solamente un altro set di Hard per il sette volte campione del mondo e non la seconda Medium come Max e Leclerc. Questo a causa delle complicate performance della W13 nelle qualifiche del sabato, che non gli garantiscono il passaggio al Q3 con la Soft usata nel Q1. Con l’utilizzo di un nuovo set nel Q2, per Mercedes sono necessari quattro set di Soft in qualifica contro i soli tre di Red Bull e Ferrari. Questo significa

Migliora ancora la W13, che ha intrapreso la giusta via di sviluppo e sta vedendo i suoi mali diminuire sempre di più, confermando però i suoi punti di forza. La Mercedes in questa stagione era partita lontana, immischiata nel midfield, venendo anche doppiata da Red Bull e Ferrari in alcune situazioni. Ora è a pieno merito in costante lotta per il podio e in situazioni fortunose, come poteva essere il GP di Austin con l’errato pit stop Red Bull a Verstappen, anche per le vittorie di tappa. Quello che impressiona ed è quasi clamoroso è ora la distanza molto ristretta la domenica con la F1-75, una macchina che rifilava 1 secondo al giro alle W13 nella prima parte di stagione.

I riscontri arrivati da Austin sono molto positivi per il team campione del mondo 2021. Quello del Texas era un circuito piuttosto temuto dagli ingegneri Mercedes, per via delle tante sconnessioni dell’asfalto, seppur alcune caratteristiche potevano venire incontro alla vettura anglo tedesca. Il lavoro svolto in pista ha dato i frutti sperati ed il comportamento della macchina è miglioramento sensibilmente nel corso del weekend con una prestazione in gara piuttosto positiva, almeno per Lewis Hamilton. Pilota anglo caraibico che si è detto addirittura deluso per aver perso la prima vittoria stagionale, ma che è un chiaro segno dei progressi che la sua squadra sta facendo per quanto riguarda i preparativi per il 2023.

FIA: un disastro senza fine che mina l’immagine della F1

La Federazione sta riuscendo nell’ardua impresa di mettere tutti d’accordo. Ogni decisione presa in questo periodo sta scontentando tutte le parti in causa e non solo. Durante il Gran Premio – ma anche dopo – abbiamo assistito a diversi interventi della Race Direction che hanno creato infatti ulteriori contrasti e polemiche.

Ad aprire il dibattito può essere la penalità data a Gasly per aver infranto le regole sotto regime di Safety Car. Il pilota francese ha subito 5 secondi penalità per la stessa infrazione per cui Sergio Perez, a Singapore, ha subito prima una reprimenda e poi cinque secondi, per aver fatto l’errore ben tre volte nello stesso weekend. Con lo stesso metro giudizio – un errore 5 secondi penalità – il messicano a Singapore avrebbe avuto dai 10 ai 15 secondi penalità da scontare. Tuttavia, a Singapore i commissari avevano concesso l’attenuante della pista bagnata, un qualcosa che ad Austin non poteva essere considerata.

Si passa poi all’incidente tra Lance Stroll e Fernando Alonso. Per il canadese, solamente 3 posizioni in griglia nel prossimo Gran Premio del Messico per una difesa inconcepibile ed indecente sul futuro compagno di squadra Fernando Alonso. Russell per l’incidente al via su Sainz, che ha tolto il ferrarista dalla gara, ha pagato con 5 banali secondi di penalità. Tutti interventi discutibili ma che soprattutto confermando una mancata coerenza nelle decisioni che la Direzione Gara effettua di gara in gara.

A completamento dell’opera, la ciliegina sulla torta: 30 secondi di penalità a Fernando Alonso (simulazione di 10 secondi di Stop & Go) per aver completato la gara senza uno specchietto. La FIA in gara non aveva dato alcun avviso all’Alpine riguardo questa situazione, anche se interpellata, decidendo dunque di non agire. La vettura dello spagnolo è stata dichiarata OK nelle verifiche post gara dei commissari Fia ma è bastato una protesta da parte della Haas a far rivedere una decisione su cui gli stewards hanno avuto più di metà gara su cui riflettere, passando dal nulla ad una penalità così ardua nei confronti dello spagnolo dell’Alpine. Alpine ha fatto appello alla decisione, credendo che la protesta di Haas sia stato fatto in ritardo e quindi non potesse essere presa in considerazione dalla Federazione. Giovedì verrà valutata l’ammissibilità del ricorso di Alpine.

 Autori: Piergiuseppe Donadoni & Paolo D’Alessandro

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