Ferrari: il nuovo fondo ‘cura’ la F1-75 con il rake?

Paolo D’Alessandro
7 Ott, 2022

Le previsioni non lasciavano molti dubbi e alla fine il venerdì di Suzuka non ha risparmiato alla F1 una giornata intera di pioggia. Entrambe le sessioni di prove libere sono infatti state condizionate da un meteo piovoso. La pista si è presentata in condizioni di Full Wet passando velocemente ad Intermedie, ma sul finire delle FP2 la situazione è peggiorata costringendo i team a tornare indietro.

Chi ha chiuso in testa dopo le FP2? Ferrari o Red Bull? Nessuna delle due. La giornata si è conclusa con due Mercedes in testa, con George Russell +0.235 davanti ad Hamilton. Il terzo classificato è Max Verstappen a più di 8 decimi, inseguito da Perez. Magnussen chiude la top 5 del pomeriggio con un giro compiuto in ritardo. Le due Ferrari si sono classificate in sesta (Carlos Sainz) e undicesima (Charles Leclerc), con un venerdì trascorso tra analisi e qualche problemino per il monegasco.

Problemi di bilancio per Charles Leclerc, maggiormente a suo agio Carlos Sainz.

La Ferrari aveva in mente un programma di lavoro molto lineare. Prove comparative di fondo e ali posteriori nelle FP1 ma le condizioni avverse hanno però costretto a rivedere questi piani. Nella sessione mattutina infatti entrambi i piloti hanno adoperato l’ala posteriore da medio alto carico vista in Bahrain e a Zandvoort mentre nel pomeriggio hanno utilizzato la specifica da medio carico introdotta in Canada, quella che utilizzeranno i due piloti della rossa nel resto del fine settimana.

Le due ali posteriori utilizzate nel venerdì di Suzuka – Illustrazione Rosario Giuliana

I riscontri cronometrici sono da prendere certamente con le pinze a causa delle condizioni della pista, così come non lo sono le posizioni in classifica. In particolare quella di Charles Leclerc, che ha vissuto comunque un venerdì difficile con la sua F1-75. Un problema ai freni lo ha limitato inizialmente ma questo è stato di facile risoluzione. Più complesso invece trovare il giusto bilanciamento, cosa che invece Carlos Sainz ha trovato quasi subito, seppur con migliore da apportare. La differenza tra i due piloti era piuttosto netta e si ripercuoteva in maniera evidente sugli pneumatici.

I problemi di bilanciamento patiti dal monegasco infatti hanno innescato un fastidioso graining che portava la sua F1-75 a scivolare e accentuare, in modo piuttosto marcato, il degrado della gomma. Così le sue Intermedie sono durate pochi giri ed è risultato inutile tenere la numero 16 in pista con questi problemi. “La prima sessione di libere è andata bene e mi sono sentito a mio agio in macchina, mentre la seconda è stata poco significativa perché le mie gomme erano molto usurate.” Questo è il commento di fine giornata di Charles Leclerc.

Carlos Sainz invece è riuscito ad iniziare con il piede giusto questo weekend e nelle prove di long run effettuate, più che i tempi di per se, ha mostrato una buona costanza nei lap time. “Normalmente queste condizioni portano a giare poco. Il fatto che il tempo sia stato stabile mi ha permesso di provare sia le Intermedie che le Full Wet e quindi definirei la giornata produttiva. Adesso però è già tempo di pensare a prepararci per la Qualifica”. Le parole dello spagnolo fanno dunque capire che per lui è stata una giornata si di analisi e raccolta dati, positiva, ma che il focus è già alla giornata di domani dove ci si giocherà la Pole Position.

Nuovo fondo Ferrari per provare a utilizzare il rake e ‘curare’ la F1-75 dalla Direttiva Tecnica

Il tanto atteso aggiornamento da parte della Scuderia di Maranello è finalmente stato utilizzato in pista. Evitato l’impiego a Singapore, che avrebbe potuto facilmente danneggiare il componente costringendo quindi la squadra a spese extra per elementi di scorta, in Giappone il nuovo fondo ha fatto il suo debutto. La convinzione dei tecnici nel nuovo aggiornamento è tale da non averci pensato molto ad utilizzarlo su entrambi i piloti, dopo aver visto l’impossibilità di effettuare test comparativi. Questo è un elemento che rappresenta una ottima evoluzione della specifica che ha debuttato al Paul Ricard nello scorso luglio ma che potrebbe aiutare anche a limitare alcune caratteristiche negative della F1-75 post direttiva tecnica 39.

Le modifiche sostanziali risiedono all’ingresso dei tunnel Venturi. E’ stato rivisto infatti il deviatore di flusso più esterno, ora più scavato e che presenta una diversa curvatura rispetto alla precedente specifica. Anche il (doppio) t-tray ha subito delle modifiche, sia in termini di posizione e soprattutto di angolo di attacco (più orizzontale). Nella parte posteriore è stata rivisto l’attacco del tirante, ora posto sulla chiglia del diffusore e non più sul marciapiede esterno che, per questo, è divenuto più rigido grazie ad una diversa disposizione delle fibre di carbonio.

Il nuovo fondo presente modifiche importanti nella zona anteriore – Illustrazione Rosario Giuliana

Dal Belgio in poi, Ferrari viaggia leggermente più alta da terra e soprattutto con un assetto sospensivo più rigido per rispettare la seconda parte della TD39, quella relativa alla tavola in resina presente al di sotto del pavimento. Non dunque quella sulle oscillazioni, la parte allentata a Singapore, che non ha influenzato in modo cosi importante le prestazioni della Ferrari sin da Spa. Le intenzioni dei tecnici, coordinati da Enrico Cardile e David Sanchez, con questo nuovo fondo è quello di permettere alla F1-75 di supportare un pò di rake.

A Maranello infatti vogliono provare ad rialzare la testa, alzando il posteriore della loro vettura in vista della prossima stagione e provando a capire se è possibile risolvere alcuni mali nati in Belgio. Come tornare ad ammorbidire la meccanica, recuperando quel carico perso alle basse velocità e l’efficacia sui cordoli che aveva la vettura italiana fino a prima della sosta, oltre che proteggere il plank al di sotto del fondo da un usura eccessiva.

L’idea è dunque di tornare ad usare la F1-75 come accadeva prima della sosta, prendendo spunto da Red Bull ma mantenendo soluzioni che si adattano al proprio diverso concetto. Una vettura anglo austriaca che è divenuta ora il punto di riferimento tecnico anche proprio grazie allo sfruttamento del rake, seppur molto più contenuto rispetto alle passate stagioni.

Autori: Piergiuseppe Donadoni & Paolo D’Alessandro
Co-Autore: Giuliano Duchessa