Ferrari: in galleria del vento c’è già una SF-24 più ‘estrema’

Giuliano Duchessa
12 Mar, 2024

La Ferrari SF-24 è nata con un ottima base, non sufficiente ancora per battere Verstappen, tuttavia sono stati fatti grandi passi in avanti rispetto alla complicata SF-23. Nella prima gara Carlos Sainz ha confermato un recupero dalla Red Bull di 4 decimi rispetto al gap di 12 mesi fa, un dato attendibile poiché il campione olandese ha gestito il risultato in entrambe le edizioni. Un gap che si è confermato anche in quel di Jeddah con il podio di Charles Leclerc.

Il team di Maranello è partito come seconda forza, le gare in notturna di Sakhir e Jeddah lo hanno confermato ampiamente. La Rossa ha mostrato sia i suoi punti di forza che aree in cui dover migliorare. Nella gara inaugurale Il problema al corner ruota di Leclerc ha condizionato la gara del monegasco, con un deficit che nei momenti peggiori ha portato via circa 6 decimi al giro di passo gara al pilota numero sedici. Nella seconda gara in Arabia Saudita potrebbe essere rimasto del potenziale inespresso in auto. La sensazione è di aver perso così una occasione per riuscire a infastidire Perez – un target abbastanza attaccabile secondo i tecnici del cavallino.

La base su cui lavorare è molto migliore del 2023: minor updates verso Suzuka, poi una veste aerodinamica aggiornata a Imola.

Definire la vettura di Maranello attuale come una versione “1.0” non è per nulla un eufemismo. Sin dai primi chilometri percorsi la vettura nata dal progetto 676 ha dato ottimi feedback ai piloti, confermando il grande lavoro fatto per ribaltare i concetti – errati – portati avanti inizialmente sulla macchina del 2023 nel post Barcellona. Le forme “convenzionali” della veste non hanno impressionato durante la presentazione, ma i risultati in galleria del vento sono stati positivi sin dai primi test di sviluppo del progetto. La base è dunque ottima, quello che serviva portare in pista per poterci lavorare senza dover andare alla cieca. Red Bull come era prevedibile ha alzato ulteriormente l’asticella trasformando ancora il concetto, gli altri concorrenti sono migliorati ma non abbastanza, per lo meno la Ferrari ha risposto adeguatamente. 

Ferrari SF-24 a confronto con la SF-23 – Illustrazione Rosario Giuliana

“Abbiamo già delle parti nuove in galleria” ha detto Vasseur nel dopo gara di Jeddah. Difatti in galleria c’è già una “versione EVO” della SF-24, più spinta nei concetti presenti nella versione 1.0. Alcuni minor upgrades sono attesi per Aprile mentre la nuova veste aerodinamica arriverà a Maggio verso Imola, salvo importanti accelerazioni. Nuova veste che peraltro non comprende solo ritocchi alle pance ma anche buona parte del body e un nuovo fondo. Una serie di step e di interventi evolutivi e mirati a spingere la buona base ottenuta in inverno.

L’ obiettivo primario di questa SF-24 è stato centrato in buona parte, grazie al quale finalmente si ha una strada delineata da seguire per estrarre ancora più carico. Non perdere i punti “forti” della vecchia auto e trovare bilanciamento e carico stabile alle alte velocità è stato il focus principale degli addetti ai lavori del cavallino.

Confronto ingressi di raffreddamento della Red Bull RB19 nel corso del 2023 – Illustrazione Rosario Giuliana

Il raffreddamento dai test non ha presentato criticità, le bocche dei radiatori saranno più strette seguendo la strada di sviluppo tracciata lo scorso anno in gran parte da Red Bull. 

L’ aggiornamento dell’Ungheria 2023 della RB19 con le bocche sempre più sottili dei radiatori a favore del sotto-squadro è la direzione che in molti quest’anno hanno intrapreso. Aston Martin, ad esempio, è uno di quei team che ha sposato molto della filosofia RB19 per quanto riguarda gli ingressi di raffreddamento. Fonti Formu1a.uno indicano chiaramente che Ferrari seguirà la strada di sviluppo che porta proprio in quella direzione. Uno scasso più ampio, inlet aggressivi, sono tra i primi sviluppi che ci saranno sulla SF-24. Tecnicamente questa primissima fase di stagione ha confermato agli ingegneri che non ci sono state criticità nella gestione del raffreddamento nonostante soluzioni maggiormente aggressive in termini di disegno dell’air box, specie se paragonate ad Haas e Sauber. In galleria si può dunque provare a spingere sulla performance senza avere intralci legati al cooling del Power Unit 066.

Autori: Giuliano Duchessa, Rosario Giuliana