Ferrari: modificato il flap dell’ala anteriore per avere più carico sulla SF-23

Paolo D’Alessandro
20 Lug, 2023

Le speranze della Scuderia di Maranello per il weekend di Ungheria sono quelle di confermare i progressi che si sono visti in Canada, Austria e Silverstone, cercando di svolgere un lavoro migliore in termini di esecuzione del piano di lavoro. Alla Ferrari infatti manca sempre l’abilità e l’occasione di mettere insieme delle prove libere senza intoppi, una Qualifica gestita in modo pulito e una gara letta nel modo corretto. Insomma, un weekend da grande squadra che quella  di Frederic Vasseur non ha ancora dimostrato di saper fare, ad eccezione di Baku dove tutti i tasselli sono andati al posto giusto ed infatti sono arrivati risultati importanti.

Modificato il flap superiore dell’ala anteriore per avere più carico e trovare un equilibrio migliore per l’Ungheria

Enrico Cardile e il reparto aerodinamico guidato da Diego Tondi non hanno deliberato nessuno sviluppo importante per Budapest, dopo che in Canada e in Austria la SF-23 ha avuto un restling piuttosto visibile che è il frutto del lavoro iniziato dai primi test stagionali. Una SF-23 Evo che ha dimostrato di essere migliorata nella gestione del porpoising e poter viaggiare con assetti più congeniali, deliberati dal simulatore. A Maranello si è riusciti a rendere così la vettura più prevedibile e ‘fedele’, dando più fiducia ai piloti. In Ungheria però qualche novità di adattamento e di evoluzione si vedrà e sarà sulla nuova ala anteriore.

L’Hungaroring è un circuito che originariamente era da massimo carico aerodinamico, mentre negli ultimi anni si è vista una tendenza ad approcci da medio-alto carico. La Ferrari ripropone, al momento montata nei box, l’ala posteriore vista a Montecarlo, mentre in pitlane si sono viste due diverse configurazioni di ala anteriore. L’evoluzione introdotta in Austria è stata confermata, ma il flap superiore è modificato. Rispetto alla versione originale infatti ha, dalla parte centrale verso l’endplate, una caduta meno ripida e più progressiva, aumentando quella che è la corda dello stesso flap, con un maggiore carico anteriore.

A Montecarlo, ricordiamo, la SF-23 non ancora evoluta non dette grandi sensazioni ai piloti. Nei tratti ad alta velocità la vettura era fortemente limitata dal porpoising, e nelle curve più lente o prolungate il sottosterzo, causato da un anteriore debole, rendeva la SF-23 più lenta rispetto ai competitors, limitandone di molto le prestazioni. A Maranello si è lavorato molto anche per questo obiettivo: ottenere più carico anteriore ed avere un miglior bilancio tra anteriore e posteriore, soprattutto quando serve ricercare più carico aerodinamico.

Autori: Paolo D’Alessandro & Giuliano Duchessa
Co-Autore: Rosario Giuliana