Ferrari, per centrare l’obiettivo mancano ancora 20 battaglie e non 20 guerre

Piergiuseppe Donadoni
5 Mag, 2021

Ferrari, per centrare l’obiettivo mancano ancora 20 battaglie e non 20 guerre

“Usciamo delusi da questa gara, volevamo un risultato migliore. Sulla carta questa pista poteva favorirci, ma già sabato non siamo stati perfetti con Leclerc.” – ha spiegato Mattia Binotto, Team Principal Ferrari, ai microfoni Sky Sport nel post gara del Gp di Portimao. “Con Sainz abbiamo voluto tentare un undercut che non ha funzionato. Più che un errore di strategia, c’è stato un eccesso di ambizione nel voler superare Norris in quel momento della gara, quando forse avremmo potuto essere più pazienti”. 

Un “eccesso di ambizione”pagato a caro prezzo con l’undicesima posizione finale del pilota spagnolo che ha perso ben 5 posizioni (Leclerc, Ocon, Alonso, Ricciardo, Gasly) nella parte finale di gara. Segnando zero punti sia per il suo mondiale che soprattutto per quello della squadra.

Nelle scorse ore Binotto ha voluto ribadire a parte del team che, almeno, in questo momento della stagione non è necessario essere cosi aggressivi in termini di strategie, evitando di regalare punti a McLaren.

Soprattutto quando c’è la possibilità che il rischio non paghi. Al giro 20 Sainz e Leclerc erano già in sesta e settima posizione, contro la quinta e la decima dei due alfieri McLaren. Posizioni che avrebbero quindi permesso di guadagnare dei punti nei confronti del team di Woking.

Più conservativi, come lo era stato il team italiano a Imola montando le Medium su entrambe le SF21 alla ripartenza e portando a casa una comunque ottima quarta e quinta posizione (pur le SF21 avessero meritato di più nel complesso). Concludere il Gp con le Soft sarebbe stato invece un bel punto di domanda.

Il team di Woking, dopo aver guadagnato un solo punto a Imola, ne ha presi altri 4 di vantaggio a Portimao, portandosi ora a +11.

L’eccesso di ambizione non è stato tanto nell’utilizzo della Medium, compound scelto poi da tutti i piloti partiti su Soft (oltre a Sainz, anche Norris, Gasly e Vettel), tranne Ocon (Alpine). Sotto questo aspetto, in Ferrari stanno cercando di capire nei dettagli gli errori di setup commessi tra venerdì e sabato poiché sta qui la causa del mancato funzionamento di quella strategia, pensata e attuata.

20 battaglie e non 20 guerre

Bensì tentare un undercut cosi anticipato, con oltre 40 giri ancora da percorrere. E soprattutto contro una vettura, la MCL35M, molto gentile sugli pneumatici (Imola su Soft, un esempio).

Perché nella domenica di Portimao i team ci si sono entrati con molte meno certezze degli altri GP. Per “colpa” principalmente dell’asfalto.

Ovviamente a (quasi) tutto c’è sempre una spiegazione. L’ha data direttamente l’Head of Race Strategy Ferrari, Inaki Rueda, nel consueto debriefing post Gp.

“I due piloti sono partiti con gomme diverse, Carlos aveva la morbida e Charles la media. Dopo la Safety Car, ci siamo trovati con le due vetture dietro a Norris e con la strategia abbiamo voluto rendere la gara il più difficile possibile per il pilota della McLaren”, ha affermato poche ore fa l’ingegnere spagnolo.

La sosta di Sainz avrebbe dovuto portare, in teoria, al sorpasso di Norris, mentre Leclerc lo avrebbe fatto verso fine della gara grazie alle migliori performance della Hard rispetto alla Medium del pilota McLaren.

“Abbiamo fermato Carlos al 20esimo giro e abbiamo costretto Norris a fermarsi al giro successivo. Nel frattempo, Charles era in aria pulita e lo abbiamo fermato cinque giri dopo per montare gomme dure. La strategia era quella di sfruttare quelle gomme più giovani alla fine della gara “.

Il piano non ha funzionato. 

In queste ore ore i team stanno volando a Barcellona dove nel prossimo weekend si correrà un importantissimo quarto round di questa, per ora, avvincente stagione 2021. Un ottimo banco prova per tutti.

In casa Ferrari c’è tanta voglia di riscattare gli ultimi due weekend, Imola e Portimao, dove si è raccolto meno di quanto mostrato e sperato.

Ricordandosi che per centrare l’obiettivo del terzo posto costruttori mancano ancora 20 battaglie e non 20 guerre. Perché la guerra si può anche vincere, pur perdendo qualche battaglia.

Autore: Piergiuseppe Donadoni

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