Ferrari VS McLaren: per Binotto, a Sainz e Leclerc serve solo una “macchina veloce”

admin
8 Nov, 2021

Ferrari VS McLaren: per Binotto, a Sainz e Leclerc serve solo una “macchina veloce”

Le aspettative per il weekend messicano erano alte a Maranello – lo ha dichiarato anche il Team Principal della Scuderia Mattia Binotto ai microfoni di Sky Italia (“ci si aspettava di più”) – ma dalla Rossa ci si aspetta sempre di più, talvolta perdendosi tra i confini del reame delle possibilità.

Nel post-gara si respirava un po’ di delusione in casa Ferrari, e forse qualche malcelato rancore. “Sembra che non riusciamo mai ad uscire soddisfatti da un weekend,” ha affermato Leclerc, reduce da una gara dalla seconda fase “strana”, in cui ha accusato da subito problemi sulla mescola più dura – un flashback poco gradito di quanto accaduto in Francia. Dall’altro lato del garage, Sainz condivide la frustrazione data da un risultato che non incontra le aspettative, ma mostra anche apprezzamento per il passo gara, per averci provato fino alla fine con una strategia di scambio.

Come già accaduto al Gran Premio d’Austria, i piloti della Rossa concordano la strategia invertita prima della gara: nel tentativo di acchiappare un velocissimo Gasly con un 2-VS-1, il pilota avanti in pista si sarebbe “sacrificato” fermandosi prima, inducendo Alpha Tauri a fare lo stesso; il pilota dietro sarebbe rimasto fuori sulla strategia favorevole, per poi scambiare posizione col compagno di squadra ed attaccare il francese su gomma più fresca. In caso di fallimento, le posizioni sarebbero state invertite nuovamente a fine gara.

Così è poi successo, con l’unica variante che Leclerc dopo il caos alla partenza si è ritrovato davanti a Sainz. L’accordo però non cambia: fermato prematuramente per fare da esca (missione riuscita), Leclerc viene avvisato dello scambio dopo il pit dello spagnolo, avvenuto 12 giri dopo. Dato il traffico dell’Aston Martin di Stroll, doppiata, Ferrari chiede a Leclerc di aspettare. Indietro Sainz, non al corrente della situazione, si apre in un team radio accusando tra le righe il compagno di star “facendo apposta” per prendere tempo, ma subito gli viene comunicato che Leclerc ha già acconsentito allo scambio – che infatti avviene subito dopo.

Tuttavia, una volta chiaro che il gap su Gasly non possa essere ricucito, nonostante il buon passo di Sainz, Ferrari onora l’accordo iniziale e chiede di nuovo lo scambio di posizione, un reset, con Leclerc davanti come in principio.

Al di là delle chiacchiere da bar e degli astuti montaggi audio (i team radio mandati in onda erano incompleti) che invitano a credere che ci sia grande astio tra i due della Rossa (perché altrimenti non c’è gusto) – lo scambio faceva parte di una strategia d’attacco che, pur rivelatasi inefficace contro un’Alpha Tauri inarrivabile in Messico, aveva dato buoni riscontri in Austria.

Il secondo scambio, in ottica classifica piloti, è valso ulteriormente 2 punti di vantaggio a Leclerc – non su Sainz (con cui checché se ne dica non è in lotta), bensì su Norris, il cui unico souvenir messicano è stato un misero punto.

Ed è proprio a McLaren che tutta l’attenzione della Scuderia dovrebbe essere rivolta. Non a Mercedes, non a Red Bull, non alle inutili rivalità interne costruite al tavolo dei media sulla base di frustrazioni che i piloti potrebbero esprimere durante o dopo una gara che, una volta prese in considerazione le aspettative, le ambizioni personali, l’antagonismo sportivo, non ha soddisfatto la fame (o, per meglio dire, la sete di bollicine) di due ragazzi che vogliono vincere, e vogliono farlo in rosso

Ferrari contro McLaren: la terza posizione diventa Rossa

Dalla Turchia ormai Ferrari costringe McLaren all’inseguimento – un’inversione di tendenza rispetto alla prima metà di stagione, in cui a rincorrere ogni decimo ottenibile in pista era invece il team di Maranello. 

In Messico il sorpasso si è finalmente concretizzato, con Ferrari che porta a casa un totale di 18 punti contro il solitario di McLaren – conquistando la terza piazza nella Classifica Costruttori con un vantaggio di 13,5 punti che, considerando l’1-2 Papaya sul podio di Monza, non è dire poco.

L’upgrade al sistema ibrido ha sicuramente migliorato la performance complessiva della SF21, che può godere non solo di un boost di potenza ma anche di un rinnovato margine sull’assetto della vettura che non è più costretta in una configurazione conservativa. In Messico non ha portato a granché, certo.

Tuttavia il più grande vantaggio di Ferrari nel confronto con McLaren nel corso dell’intera stagione sono stati i piloti. Se da una parte Norris ha avuto un inizio di stagione molto deciso (occupando persino, sebbene per un breve periodo, la terza posizione in classifica piloti dietro ad Hamilton e Verstappen), dall’altra il team di Woking non ha potuto fare affidamento sul loro nuovo acquisto: Daniel Ricciardo, l’eroe vagante del paddock, ammutinato ex-Red Bull, semplicemente non c’è stato.


📊 by Project F1 | Distribuzione dei tempi di Qualifica tra LEC, SAI, NOR e RIC (escluse penalità): Leclerc comanda sull’intero gruppo sul giro secco, Norris e Sainz più vicini mentre Ricciardo perde nel confronto  


📊 by Project F1 | Distribuzione risultati gara tra LEC, SAI, NOR e RIC: Leclerc e Norris alla pari, Sainz perde su entrambi mentre la media di Ricciardo si alza con la vittoria al GP d’Italia

Ad esserci invece erano entrambi i cavalieri della Rossa. Sebbene da una prima occhiata possa sembrare che tra sfortuna, occasioni perse ed errori-ni il cavallino trainante Leclerc stia avendo una stagione “altalenante”, in realtà i dati raccontano una storia diversa.

📊 [click per ingrandire]Leclerc vince nel confronto in Qualifica (13-5) e Gara (12-4). Nella colonna “MED” sono indicate le medie dei risultati ottenuti, dove il gap stagionale tra i due diventa evidente. 

Sainz ha ottenuto più podi rispetto al compagno di squadra, ed il lavoro dello spagnolo – nuovo arrivato, per giunta – merita certo lode.

Tra tutti i piloti che quest’anno hanno cambiato team, Sainz è quello che si è adattato meglio, e lo ha fatto subito: è lui che detiene i record per il maggior numero di gare consecutive terminate nei punti, di giri conclusi questa stagione – eppure se guardiamo alle medie stagionali, non è che sia poi così lontano (o sì, ma nella direzione opposta) dal “padrone di casa” Leclerc.

Leclerc ha concluso 4 gare fuori dai punti (Monaco, Francia, Ungheria e Russia); tre di queste (con l’esclusione del Gran Premio di Francia in cui Ferrari ha fatto doppio 0), coincidono con i podi che Sainz ha conquistato in stagione: una seconda posizione a Monaco, una terza (ereditata) in Ungheria e di nuovo una terza in Russia – per uno “schiaffo” che vale 48 punti ai fini della classifica. Eppure il monegasco, con le sue gare “dimenticate”, “noiose”, trascorse in un limbo tra Red Bull, Mercedes ed il resto della griglia, ha ottenuto risultati in media migliori che gli hanno concesso di colmare il gap con il compagno di squadra nonostante sia andato a secco più spesso.

Con 9 gare terminate nella Top 5 – di cui 6 in P4, più di qualsiasi altro pilota inclusi Pérez e Bottas a cui la posizione dovrebbe appartenere di diritto – Leclerc eguaglia la media stagionale di Norris che diventa da similmente irraggiungibile nella prima metà di stagione addirittura attaccabile in questa fase finale di campionato. 

📊 [click per ingrandire]Leclerc vince nel confronto in Qualifica (11-7) ed è pari in quello Gara. I due hanno la stessa posizione mediana (P5) nonostante Norris abbia 4 podi contro l’unico podio di Leclerc.

Con il gap tra i due ridotto a 12 punti, Leclerc può adesso pensare di agganciare e superare Norris nella Classifica Piloti nel corso delle ultime quattro gare – che con Sainz saldo davanti a Ricciardo, ora in fase di ripresa, e sempre vicino al compagno di squadra, confermano quanto detto da Binotto dopo la gara in Messico.

“In Ferrari c’è ancora da lavorare, da migliorare,” ripete ormai ad oltranza il Team Principal della Rossa, che poi con una nota d’orgoglio aggiunge: “se c’è una cosa che non ha bisogno di migliorare, sono i piloti. A loro serve solo una vettura più veloce.”

Teamwork makes the dream work

La fiducia ispirata dal gioco del doppio scambio visto in Messico – che diventa triplo quando viene interpretato come una lotta fratricida tra compagni di squadra, o “favoreggiamento” di quel pilota lì o l’altro là – è la chiave interpretativa che forse mancava a Ferrari quando a fare compagnia al giovane Carlo monegasco c’era il veterano Sebastian Vettel. 

Senza recriminare antipatie (peraltro inesistenti) o egoismi agonistici a nessuno, l’equilibrio del duo Vettel – Leclerc è stato precario fin dal principio; il giovane rookie appena approdato in Ferrari si è rivelato meno apprendista e più spina nel fianco per il quattro volte laureato dall’altra parte del garage.

Vettel, dal canto suo, non è mai stato disposto a concedere neanche un millimetro in pista al ‘pischello’ – e ci sarebbe mancato. D’altro canto, questo non ha fatto che aumentare la curva di rendimento di Leclerc, che veloce lo era già di suo.

Leclerc resta Leclerc – cavallino matto su cui Ferrari potrà sempre puntare – ma con Sainz la Scuderia trova anche una nuova sintonia, due violini in un’orchestra, la squadra, che lavora insieme per un obiettivo comune: tornare a vincere. 

Domani, senza bisticciare oggi.

Ogni altro discorso – ogni supposizione in merito all’antipatico titolo di “seconda guida” – in assenza di una lotta che valga più di una terza posizione, è prematuro. In attesa di tempi migliori, di aria di vittoria, possiamo solo goderci questo finale di stagione Ferrari che, tra una posizione nei Costruttori che adesso dovrà essere difesa ed una rincorsa nella Classifica Piloti con Norris sempre più vicino, promette ancora di far divertire.

 

Autore: Sara Esposito
Data: Ekagra Gupta @ Project F1

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