GP Arabia Saudita – caos bandiere ed una frenata di troppo: Hamilton e Verstappen alla pari verso l’ultimo round

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6 Dic, 2021

GP Arabia Saudita – caos bandiere ed una frenata di troppo: Hamilton e Verstappen alla pari verso l’ultimo round

Lo avevano detto in molti prima di questa domenica – alcuni ancor prima di metter piede a Jeddah: la gara sarebbe stata un susseguirsi di imprevisti e bandiere o, in alternativa, un’ordinata processione.

Dalla partenza, impossibile dire chi avesse torto. Dopo uno spaventoso incidente nella Main Race della Formula 2 (che ha visto coinvolti Théo Pourchaire e Enzo Fittipaldi, entrambi trasportati in ospedale in elicottero, ma fortunatamente in condizioni stabili), l’avvio del Gran Premio di Jeddah procede in realtà senza intoppi

Buono spunto di entrambe le Mercedes, che restano salde in testa al gruppo con Verstappen in coda. Un filo di rischio appena dietro, con Leclerc che si ritrova a dover evitare Pérez che va al bloccaggio in Curva 1 e quasi tampona anche Verstappen; la Ferrari mantiene però la posizione sulla Red Bull del messicano, e la faccenda si risolve senza danno per nessuno. Aggressivo anche Ocon, che si lancia all’esterno, vicinissimo alle barriere, e conquista la posizione su entrambe le AlphaTauri. Norris sfila così davanti a Gasly, all’inseguimento di Pérez su gomma Soft, mentre Tsunoda scivola fuori dalla Top 10. Buona la partenza anche per Sainz e Ricciardo, entrambi su gomma Hard, che riescono a conquistare due posizioni a testa nel primo giro. 


Pérez va al bloccaggio e quasi tampona Verstappen; Leclerc evita il contatto e mantiene la posizione

I gap davanti restano tutti nell’orbita del secondo: Verstappen tallona Bottas e aspetta l’occasione giusta per sorpassare; Hamilton prova ad allargare da subito il distacco, ma il passo del rivale è simile in questa fase. Leclerc, ancora in quarta posizione, riesce a staccare Pérez di due secondi, pur girando più lento rispetto ai tre davanti. Su gomma Soft, Norris inizia a faticare dopo poco, aumentando il gap con la Red Bull. Sulla mescola opposta, invece, Carlos Sainz e Daniel Ricciardo continuano la loro rimonta con tempi non grandiosi, ma una volta attivato il DRS le opportunità di sorpasso si fan vedere subito. Sainz passa Alonso al nono giro – e proprio in quel momento in pista si scatena il caos.


Mick Schumacher nello stesso punto in cui Leclerc si era schiantato nelle Libere del Venerdì

Mick Schumacher perde il controllo della sua Haas e finisce contro le barriere in Curva 22, richiedendo l’intervento della Safety Car. Il gruppo davanti si sfrega le mani per l’occasione di fermarsi anticipatamente dimezzando i tempi, e così le due Mercedes, Leclerc, Pérez, Norris, Stroll e Alonso passano ai box per montare gomma Hard. Resta fuori Verstappen, che si apre in radio per contestare la decisione del team: Red Bull aveva comunicato all’olandese di fare il contrario di ciò che avrebbe fatto Bottas. Il pilota finlandese rallenta considerevolmente in pista per creare un gap per il double stack di Mercedes, e Verstappen non perde occasione di lamentarsene, accusandolo di guida pericolosa. 

Restano fuori anche Ocon, Gasly, Ricciardo e Sainz, che così guadagnano posizioni in griglia; Verstappen diventa il leader del Gran Premio, seguito dalle due Mercedes di Hamilton e Bottas. In quarta posizione Ocon, con Ricciardo in quinta. Leclerc scivola in sesta posizione dopo il pit, seguito da Gasly e Pérez, con Sainz e Giovinazzi a chiudere la Top 10. 

Le posizioni “virtuali” – ovvero guadagnate solo a causa della mancata sosta – diventano però effettive dopo 5 giri dietro alla Safety Car. A causa di dubbi in merito alla messa in sicurezza delle barriere in Curva 22, la Direzione di Gara decide infatti di esporre la bandiera rossa, che oltre a “congelare” la gara, “regala” – come Lewis Hamilton immediatamente ricorderà in radio – un cambio gomme a chi non si era fermato con la Safety Car.

Tra mille lamentele – Hamilton insinua che i commissari stiano favorendo Verstappen, Leclerc commenta la situazione con “è uno scherzo, vero?” – e Mercedes che chiede di tornare alla posizioni in condizioni di green flag per il restart, i piloti tornano nella Pit Lane e attendono che le riparazioni alla barriera siano terminate per tornare in pista.

La pausa dura appena 15 minuti, la tensione simile a quella del pre-partenza. Cambio di mescola per tutti: Verstappen passa alla Hard, così come Ocon, Gasly e Giovinazzi. Sainz e Ricciardo, partiti sul compound più duro, montano invece gomma Media. Inizialmente ad Hamilton viene comunicato che si tratterà di un Rolling Start, un avvio dietro Safety Car; la decisione viene però sospesa fino al ritorno in pista delle vetture, durante la quale i pannelli si illuminano con la dicitura SS – Standing Start. I piloti prendono così posto in griglia, non senza ulteriori polemiche: Verstappen, leader della corsa, si lamenta del comportamento inusuale di Hamilton, che dietro di lui sta rallentando l’intero gruppo, ritardando il posizionamento in griglia (“Siamo sicuri che possa farlo?” chiede Verstappen al suo ingegnere, “ha lasciato lo spazio di dieci macchine, è eccessivo, sta rallentando troppo!”).

La ripartenza – o seconda partenza – non potrebbe essere più diversa dalla prima. Davanti, le due Mercedes perdono la posizione su Ocon, ma non senza lo zampino di Verstappen. Hamilton è infatti il pilota che ha lo spunto migliore in partenza, ma il pilota della Red Bull tiene giù il piede andando fino al bloccaggio, affianca la Mercedes del rivale in Curva 1 e poi la taglia mantenendo la posizione, costringendo Hamilton ad uscire di traiettoria per evitarlo

Pérez ripete la sua prima partenza aggressiva con risultati meno positivi; il messicano si infila tra Leclerc e Gasly in Curva 3, costringendo la Ferrari del Monegasco contro le barriere. Impossibile evitare il contatto tra i due, e così Pérez si gira in un testacoda e finisce contro le barriere, mentre Leclerc prosegue con danno all’ala anteriore, perdendo posizione anche su Gasly. Nel tentativo di evitare la Red Bull girata a bordo pista, Russell stringe Mazepin contro le barriere sul lato opposto, per un impatto che mette KO la Haas del pilota russo. La gara di entrambi si conclude qui, e così arriva anche la seconda bandiera rossa – questa volta esposta subito.


Da un lato Mazepin, dall’altro Pérez: la bandiera rossa viene esposta subito con le gialle

Durante il secondo periodo di bandiera rossa, con le vetture nuovamente in sosta nella Pit Lane (Bottas e Verstappen ne approfittano per montare un nuovo treno di Medie, mentre i meccanici della Rossa lavorano sulla SF21 di Leclerc, montando una nuova ala anteriore), una serie di curiose comunicazioni radio tra Red Bull e Michael Masi forniranno intrattenimento per il pubblico annoiato dall’interruzione. Come “punizione” per aver sorpassato Hamilton tagliando Curva 1, a Verstappen viene “offerta” una ripartenza alle spalle di Ocon, che intanto si è portato in seconda posizione. Più tardi sarà poi ritrattata con una ripartenza dalla terza posizione, dietro Ocon e Hamilton. 

Questo scambio inedito porterà alla formazione di una nuova griglia per la terza partenza di giornata, che vede dunque Ocon nella Alpine partire dalla “pole position”. Dietro di lui Hamilton, Verstappen, Ricciardo, Bottas, Gasly, Leclerc, Giovinazzi, Sainz e Vettel nella Top 10.

Schierati nuovamente in griglia dopo un outlap dietro Safety Car, i piloti si apprestano dunque ad affrontare nuovamente Curva 1 ed il caos che ne deriva. La differenza di mescole questa volta si avvertirà particolarmente; su gomma Media Verstappen avrà la partenza migliore, conquistando subito la posizione su Ocon e Hamilton – che andranno anche al contatto, fortunatamente senza conseguenze. Sulla stessa mescola anche Vettel e Tsunoda partiranno meglio rispetto alla concorrenza, mentre Leclerc soffrirà l’assenza di grip delle gomme Hard e scivolerà in decima posizione perdendo nel confronto con i due e l’Alfa Romeo di Giovinazzi. Partenza non facile anche per Sainz, che perde due posizioni nonostante anche lui sia rimasto sul compound medio. 

Le sorti della zona di mischia verranno nuovamente modificate dall’intervento del caos: nel tentativo di sorpassare Vettel, Tsunoda va al bloccaggio in Curva 1 e poi perde il controllo della vettura, finendo al contatto con l’Aston Martin del tedesco. L’AlphaTauri riporta danni ingenti che costringono Tsunoda a rientrare ai pit, spargendo detriti ovunque in pista – aiutato da un Sebastian Vettel che perde quattro posizioni ma resta fuori nonostante perda pezzi a sua volta. 

Dopo due giri di VSC per pulire la pista dai detriti, un’altra “pseudo-ripartenza” durante la quale Leclerc accuserà nuovamente la perdita di grip sugli pneumatici; Sainz tenta il sorpasso in Curva 1, costringendo Leclerc ad andare largo e tagliare per la via di fuga per evitare il contatto. Così facendo però Leclerc mantiene la posizione, e per evitare una possibile investigazione Ferrari chiede ai piloti di invertirsi in pista. 

Mentre davanti Hamilton cerca di chiudere il gap su Verstappen, i suoi sforzi continuano ad essere interrotti da doppiaggi e numerose VSC: ce ne sarà infatti una seconda tra i giri 27 e 28 causata da un contatto tra Vettel e Räikkönen, una terza tra i giri 29 e 33 per raccogliere ulteriori detriti dalla pista e ancora una quarta, sebbene più breve, nel giro 36. I piloti su gomma Hard, costretti a zigzagare per mantenere in temperatura le gomme, si lamenteranno di questi periodi estesi di VSC: le velocità difatti restano superiori a quelle di una Safety Car, ma non abbastanza per tenere in temperatura le gomme. Tenere le mescole attive sterzando a destra e a sinistra costa molta fatica, e Alonso chiederà più volte l’intervento della Safety Car per ripulire la pista una volta per tutte.

La situazione in pista torna ad essere “normale” solo negli ultimi 15 giri di gara: a quel punto il passo comincia finalmente ad essere espresso in pieno, ed emergono le differenze sostanziali tra i piloti in pista. Sainz e Leclerc si avvicineranno presto a Giovinazzi, superandolo con facilità; entrambe le Rosse poi si lanciano all’inseguimento dell’AlphaTauri di Gasly, che sulla stessa strategia di Leclerc sta calando di prestazione. Ricciardo, aggrappato alla quarta posizione con una buona dose di fortuna, perde poi il confronto con Bottas, ed il suo ritmo inizia a calare velocemente. 

Le due Ferrari, vicinissime, sono su strategie diverse – ma non arrivano ordini per la Rossa. In questa fase di gara, la mescola Hard di Leclerc offre un buon vantaggio di performance, ed infatti il monegasco chiuderà presto il gap sul compagno di squadra, portandosi nel suo DRS. Davanti, mai minacciato da Sainz, Gasly si aggrappa ancora alla sua posizione, così come Ricciardo che non deve fare altro che gestire le sue gomme. Ocon inizia a soffrire le pressioni di Bottas, che è intenzionato a rubargli la gloria del podio, ma è davanti che scoppiano le scintille.

Al giro 37, Hamilton ha la sua prima vera occasione di sorpasso: con il DRS spalancato, Hamilton affianca Verstappen in Curva 1, ma l’olandese avverto un forte sottosterzo e va largo in quel punto, tagliando per la via di fuga e mantenendo la posizione. Questo però gli varrà una penalità di 5 secondi, nonostante la restituzione della posizione.

La restituzione della posizione sarà tutto ciò di cui si parlerà nel post-gara: al giro 38, Red Bull chiede infatti a Verstappen di ridare la posizione a Lewis, sebbene “strategicamente”. Verstappen rallenta prima di Curva 27, offrendo l’opportunità di sorpasso al rivale prima del rettilineo. Hamilton – un po’ perché non gli viene comunicato che Verstappen intende restituirgli la posizione, un po’ perché probabilmente non vuole offrirgli il vantaggio del DRS sul rettilineo – però rallenta dietro di lui, senza mai provare il sorpasso. 

Questo porta all’errore forse più grave di Verstappen questa stagione: invece di spostarsi, il giovane olandese resta sulla racing line e frena bruscamente di fronte a Lewis Hamilton, che non lo evita e finisce per tamponarlo. 

Immediatamente investigato, l’incidente non avrà grosse ripercussioni in gara. Nonostante abbia riportato danni alla sua ala anteriore, Hamilton si prende la posizione al giro 41, mantenendo la sua Mercedes davanti alla Red Bull di Verstappen, che negli ultimi dieci giri soffre anche l’usura delle mescole, fino alla fine.

Fino alla fine spingono anche Bottas e Ocon, con il finlandese che riesce a chiudere il sorpasso sull’Alpine del francese proprio sul traguardo, mentre più indietro Leclerc conquista la posizione su Sainz con un bel sorpasso in Curva 27 al giro 49.

Mentre Lewis Hamilton taglia il traguardo, vincendo così il suo 103esimo Gran Premio in carriera, dietro la Top 10 – stravolta rispetto alla griglia di partenza nella zona di mischia – sfila in ordine di “fortuna”. Secondo Verstappen, che verrà poi penalizzato con 10 secondi e 2 punti di penalità per quella “frenata” birichina, senza che però questo abbia effetto sulla sua classificazione in gara. In quarta piazza dietro Bottas c’è Ocon, e dietro di lui Ricciardo e Gasly – tutti e tre rimasti fuori durante la prima Safety Car, e baciati dalla bandiera rossa della prima interruzione. In P7 Leclerc, che commenta il tutto con “che peccato!”: partito quarto dopo una qualifica delle sue, il monegasco aveva sostenuto un primo stint su gomme Medie molto più competitivo rispetto ai rivali, riuscendo a tenere dietro la Red Bull di Pérez e restando vicino alla Top 3. In P8 Sainz, che partiva in quindicesima posizione, può ritenersi soddisfatto della rimonta di oggi, anch’essa favorita dalla bandiera rossa iniziale. Giovinazzi, con un’ottima prestazione sia in Qualifica che in gara, conquista la nona posizione e due punti nella sua penultima esperienza in Formula 1. Chiude la Top 10 Norris, anche lui come Leclerc vittima di una “sosta inutile” durante la prima Safety Car.

Per la Classifica Costruttori, il DNF di Pérez di oggi significa – a scampo di miracoli – che Mercedes ha consolidato il primo posto in categoria. Matematicamente, con un distacco di 28 punti, a Red Bull servirebbero un doppio podio e una Mercedes fuori dai punti per vincere il confronto. Impresa certamente non impossibile, ma quantomeno improbabile.

Parimenti Ferrari, con 10 punti conquistati oggi contro gli 11 di McLaren – che per la prima volta da Sochi batte la Scuderia nel confronto – si assicura la terza posizione con un vantaggio di 38.5 punti sui rivali di Woking a meno che ad Abu Dhabi entrambe le Rosse finiscano a secco di punti ed entrambe le McLaren sul podio.

Alpine consolida il distacco su AlphaTauri con la quarta posizione di Ocon oggi, mentre Gasly è ancora una volta l’unico a fornire punti al team di Faenza. Non può che restare settima Aston Martin, che oggi conquista 0 punti e chiude una stagione piuttosto deludente dopo le grandi aspettative.

Nella Classifica Piloti, ovviamente, i risvolti più interessanti. Partiamo dalla cima, ovvero da Lewis Hamilton e Max Verstappen a pari punti: 369.5 per entrambi. Un risultato che non molti si sarebbero aspettati a metà stagione, ma che in vista dell’ultimo appuntamento di questo campionato non potrebbe fare più gola. I due contendenti al titolo si apprestano ad affrontare il Gran Premio degli Emirati Arabi con tutta la pressione di un evento a cui non si assistiva dal 1974 (quando a battersi per il titolo a pari punti furono Clay Regazzoni e Emerson Fittipaldi) sulle spalle: chiunque arriverà davanti all’altro in gara ad Abu Dhabi sarà coronato Campione del Mondo di Formula 1.

Il DNF di Pérez conferma indirettamente anche la terza posizione in classifica per Bottas, che ormai con un vantaggio di 28 punti sul messicano non può più perderla. Pérez vince comunque la quarta posizione nella classifica piloti, eguagliando il suo risultato della scorsa stagione.

Finalmente arriva il sorpasso per la quinta posizione di Leclerc ai danni di Norris, che dopo una prima metà esaltante – in cui aveva occupato per un periodo la terza posizione nella classifica piloti – ha subito un notevole calo di prestazione. Il pilota monegasco siede in P5 con 158 punti, ma Norris resta ad una distanza colmabile di soli 4 punti – e Sainz potrebbe unirsi alle danze con un distacco di 4,5 punti su Norris e 8,5 sul compagno di squadra Leclerc.

La strada per Abu Dhabi è breve – e già questo weekend assisteremo all’ultimo round di questa lunga stagione di Formula 1. Iridata da lotte su più fronti fin dal principio, dopo una gara caotica a Jeddah le sorti del mondiale saranno decise sul circuito di Yas Marina, che per l’occasione ha subito diverse modifiche al layout.

Chi vincerà il mondiale tra la volpe Hamilton ed il leone Verstappen? Inutili i pronostici, immensa la promessa di spettacolo – si spera, senza botti sul finale.

 

Autore: Sara Esposito