GP Australia: vince Verstappen, ma questa non è F1

Paolo D’Alessandro
2 Apr, 2023

I risultati della Qualifica di ieri hanno prodotto, nella notte, alcuni effetti sul lavoro delle squadre durante la notte. La griglia del GP di Australia vede quella che era l’ultima fila, modificarsi. Sia Sergio Perez che Valtteri Bottas partiranno infatti dalla pitlane per alcune modifiche svolta dalle loro squadre durante la notte. Il messicano ha sostituito batterie, centralina – arrivando alla terza della stagione – ed è cambiato l’impostazione delle sospensioni. Cambio di setup invece per l’Alfa Romeo C43 del finlandese. Essendo queste modifiche fatte in regime di parco chiuso, i due partono dalla pitlane. Dalla pole invece Max Verstappen, seguito da Lewis Hamilton, George Russell, Fernando Alonso. Poi le due Ferrari, con Lance Stroll tra di loro.

Inizio gara sulle medie, Charles Leclerc e George Russell ritirati.

I Big sono partiti tutti sulle medie con una strategia di gara che però si modifica velocemente a causa degli incidenti in pista. Purtroppo per la Ferrari e per lo stesso Charles Leclerc, la gara del monegasco in Australia dura solamente poche curve. Un approccio anche troppo aggressivo del numero 16 lo ha portato a stringere troppo in curva 3, non prestando attenzione però a Lance Stroll che – in lotta con Fernando Alonso – non poteva andare altrove e questo ha portato l’anteriore della AMR23 a toccare il posteriore della SF-23 facendo finire Leclerc direttamente nella ghiaia, causando il suo ritiro. Un inizio di stagione da cancellare per Charles Leclerc che accoglierà questa sosta per un rest e sperare anche nell’arrivo dei primi importanti aggiornamenti correttivi sulla Ferrari.

GP d'Australia, Ferrari SF-23, Charles Leclerc.

Ripresa la gara è poi Alexander Albon, al giro 7, a causare una Safety Car con un incidente ad alta velocità all’uscita della curva 6. Il pilota Williams perde il controllo della sua macchina, impatta contro le barriere e trascina con se in pista molta ghiaia. La direzione gara inizialmente chiamerà solo una Safety Car – e i più ‘reattivi’ saranno Carlos Sainz e George Russell ad essere richiamati ai box per il primo pit stop. La strategia di Mercedes e Ferrari viene però presto rovinata dalla bandiera rossa esposta per permettere ai commissari di pulire la pista dalla ghiai; una decisione che non troverà molto d’accordo George Russell.

I problemi per il pilota della Mercedes però sono altri. L’inglese infatti, poco dopo la ripresa della corsa, accuserà un pesante cedimento di tipo meccanico al motore che va, letteralmente, in fiamme e causa così il terzo ritiro in pochi giri in questo Gran Premio d’Australia.

GP d'Australia, Mercedes W14, George Russell.

In pista Max Verstappen è stato autore di una partenza poco felice che ha permesso a George Russell e Lewis Hamilton di superarlo e di stare davanti per qualche giro. L’olandese poi però ristabilisce le gerarchie anche abbastanza velocemente e si rimette davanti creandosi poi subito un grande gap dall’unica Mercedes rimasta in pista, mostrando il suo potenziale.

Il DRS tiene viva la gara in Australia, sul finale Magnussen causa una Bandiera Rossa.

Le quattro zone DRS ottengono l’effetto sperato dalla Formula 1, ossia vivacizzare la corsa avvicinando le prestazioni tra le varie squadre. L’uso dell’ala mobile infatti ha permesso alle macchine di restare molto vicine tra loro e seguirsi a lungo. Max Verstappen riesce a consolidare la sua prima posizione con un vantaggio superiore ai 10 secondi su Lewis Hamilton, che al tempo stesso deve guardare il gap da Fernando Alonso molto più vicino a lui, rispetto a quanto lui lo sia alla RB19 numero 1.

Dietro questo trio, comunque distante tra loro, Carlos Sainz si porta in quarta posizione riuscendo a superare un Alpine molto efficiente e allungando il gap su Pierre Gasly, mettendolo così fuori dalla disponibilità del DRS, mostrando poi un passo comunque interessante che conferma un miglioramento della SF-23, seppur il lavoro da fare rimane tanto per essere al top.

GP d'Australia, Ferrari SF-23, Carlos Sainz.

Sergio Perez riuscirà a risalire fino alla settima posizione in griglia al giro 55, quando poi Kevin Magnussen causa una bandiera rossa. Il pilota danese all’uscita di curva 1-2 va a sbattere con la posteriore destra contro le barriere e rompe la gomma e la sospensione, lasciando molti detriti in pista. Il direttore di gara inizialmente aveva fatto uscire una Safety Car, salvo poi richiamare tutti ai box per una bandiera rossa per poter pulire la pista.

Una ripartenza da Far West per chiudere il Gran Premio d’Australia.

Il direttore di gara ha deciso per una ripartenza da fermi per chiudere la gara, con tutte le vetture che escono dalla pitlane con gomma Soft. Una vera e propria partenza da Far West segna poi questo finale di gara. Il lato sinistro della griglia ha goduto di un po’ di vantaggio sulla parte sinistra, molto più gommata dopo tutta la gara disputata.

Max Verstappen va via tranquillo e vincerà il Gran Premio d’Australia, con Lewis Hamilton che deve difendersi subito da Fernando Alonso piuttosto che provare l’attacco per la prima posizione. Dietro di loro il caos. Carlos Sainz viene superato dalla sinistra da Pierre Gasly, che però va lungo e taglia curva 1 andando sulla ghiaia. Lo spagnolo però affonda la staccata in modo eccessivo e finisce per colpire il connazionale, Fernando Alonso, mettendolo fuori dai giochi alla prima curva. Subito dopo il numero 55 se la vedrà con l’altra Aston Martin, con Lance Stroll che però andrà lungo in curva 3 e finirà sul fondo della griglia.

GP Australia, Alpine A523, Pierre Gasly.

Pierre Gasly dopo aver tagliato in curva 1 rientra in modo molto pericoloso in pista tagliando la strada a tutti, ma in particolar modo al suo compagno di squadra, Esteban Ocon, chiudendo la gara con entrambe le vetture rosa a muro dopo curva 1 in uno scontro piuttosto duro. Sergio Perez anche ha tagliato curva 1 per una partenza più ‘safe’ evitando tutti i problemi davanti a se. Altro incidente invece nelle retrovie con Logan Sargeant che tampona De Vries in staccata di curva 1 ed entrambi finiscono in ghiaia, ritirandosi a loro volta.

Dopo alcuni momenti di confusione, con le vetture ferme in griglia, la decisione del direttore di gara è quella di ristabilire l’ordine dell’ultima partenza, i piloti seguiranno la Safety Car fino al traguardo, per poi passare sulla linea di partenza – senza possibilità di sorpasso – dichiarando la classifica finale. A rimetterci sarà soprattutto Carlos Sainz che riceverà una penalità di 5 secondi per il contatto con Fernando Alonso, per un giro che sulla carta non è ‘esistito’ e con Fernando Alonso tornato alla sua posizione originale e che lo porterà a chiudere ultimo (12imo).

Autore: Paolo D’Alessandro

 

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