GP Cina, analisi dati: Ferrari non si accende mai, McLaren perfetta

Andrea Vergani
24 Apr, 2024

Il dominio di Max Verstappen è continuato in occasione del GP di Cina, e a Shanghai è stato più ovvio che mai: un distacco di 13 secondi sulla seconda posizione in appena 26 giri di azione dopo la ripartenza della Safety Car, sui 56 giri previsti si parlerebbe di quasi trenta secondi su l’inseguitore più vicino che a sorpresa è stato Lando Norris, autore di una gara stupenda e aiutato anche dalla Safety Car per sorpassare un negativo Sergio Perez e prendersi la seconda posizione. McLaren si aspettava un distacco maggiore da Red Bull su un tracciato che non si addice alle caratteristiche della MCL38, ma le modifiche all’assetto tra sabato e domenica e le condizioni favorevoli hanno aiutato la vettura papaya ad accendersi e mantenere un distacco in linea con i Gran Premi precedenti. Chi non si è mai accesa è la Ferrari SF-24, dapprima in difficoltà in Qualifica e poi in Gara quando ci si aspettava un passo in avanti significativo dalla terza e quarta fila di Leclerc e Sainz; le prima sequenza di curve è stata una spina del fianco costante per tutta la durata del fine settimana, indice di un assetto non azzeccato e di un potenziale inespresso che si è addirittura aggirato intorno al mezzo secondo. A Miami, quando McLaren e Mercedes porteranno aggiornamenti, ci si attende una risposta soprattutto da parte della SF-24 di Maranello, troppo brutta (e diversa) per essere vera come confermato dall’analisi dati. 

GP Cina: la Rossa è lo specchio della SF23, troppo poco ‘degrado’ e assetto sbagliato

Se fino a Dicembre si parlava di una Rossa fin troppo aggressiva sugli pneumatici, nonostante i passi in avanti fatti nel corso della stagione scorsa, quest’anno il problema si è ribaltato e in diverse circostanze ha punito Ferrari ugualmente: una Qualifica negativa e la difficoltà ad accendere gli pneumatici a inizio stint fa partire i piloti su tempi lenti, che poi sono mantenuti per tutta la vita della gomma, ed è stato il caso nel primo stint di Leclerc sulla C3. Rispetto a Red Bull si sono persi potenzialmente 5 decimi al giro ‘di troppo’ nel solo primo stint, e in totale sono stati lasciati sul tavolo due decimi in più del solito a causa di una gestione non ottimale delle coperture Pirelli: un problema simile, anche in termini cronometrici, a quanto visto a Jeddah dove Ferrari anche per scelta di assetto aveva preferito curare meglio gli pneumatici, e a Shanghai è stato più evidente a causa dell’asfalto più abrasivo che non ha permesso un’ultima parte di stint più veloce. Le impostazioni studiate dagli ingegneri hanno mostrato anche altre lacune, e le correzioni fatte al sabato sono andate nella direzione sbagliata al contrario di Red Bull e McLaren, che hanno preso il largo. 

Come accaduto durante le Qualifiche del sabato, anche in Gara più della metà del distacco accusato da Red Bull deriva dalla prima sezione del tracciato, una media di cinque decimi persi nei 56 giri della gara di domenica in settecento metri di pista, dove Max Verstappen ha fatto il vuoto rispetto a McLaren, Ferrari in tutto il fine settimana. Una SF-24 irriconoscibile anche per via di perdite nei tratti più lenti del tracciato di otto decimi al giro, simbolo di una mancanza di aderenza offerto dagli pneumatici anche una volta ‘accesi’. Le modifiche di assetto hanno peggiorato la situazione, raddoppiando la perdita nelle prime tre curve tra la Sprint Race e la gara principale. Inoltre nel fine settimana del GP di Cina è mancato anche Carlos Sainz dopo due prestazioni positive in Australia e Giappone: lo spagnolo ha puntato molto sulla Qualifica, battendo il compagno venerdì e arrivando poco dietro sabato, ma in gara il passo dello spagnolo è venuto a mancare rispetto al monegasco, con un deficit di addirittura tre decimi al giro. 

GP Cina: Red Bull inarrivabile anche nei pit stop, McLaren esegue perfettamente con Norris

Red Bull ha avuto un vantaggio di mezzo secondo sulla concorrenza, il numero più grande visto finora nel 2024: alla base di questa supremazia c’è un ottimo lavoro di cura dell’assetto, sia prima del fine settimana che dopo la Sprint Race, e ovviamente una gara straordinaria da parte di Max Verstappen. L’olandese è stato in sintonia perfetta con la vettura anche grazie alla grande assenza di Ferrari, ma ha fatto anche una grande differenza rispetto al compagno di squadra che in condizioni meno ‘ottimali’ rispetto alle prime gare ha accusato un ritardo di quasi sei decimi al giro. Il simbolo del dominio Red Bull arriva anche dai quattro pit stop perfetti, con una media di 2.03s per pit stop in gara che risulta inattaccabile per tutti, basti pensare che il pit stop migliore dopo Red Bull in stagione è di 2.18s! Rispetto a Suzuka si è visto un passo avanti in termini di prestazioni, Miami confermerà se è stata Red Bull a progredire grazie agli aggiornamenti recenti o se sia stata Ferrari a regredire in Cina.  

McLaren ha eseguito altrettanto bene il fine settimana con Lando Norris, autore di un errore importante al primo giro della Sprint Race per poi controllato perfettamente i 56 giri del GP di Cina; dall’altra parte Oscar Piastri ha sofferto e non poco, confermando le difficoltà a gestire gli pneumatici in diverse situazioni, accusando un ritardo di sette decimi al giro prima del danno al diffusore alla ripartenza. McLaren ha svolto un lavoro ottimo dal punto di vista dell’assetto sia per iniziare il fine settimana, con una Pole Position comoda da parte di Lando Norris il venerdì su pista bagnata, e ha fatto dei buoni passi in avanti a metà weekend. Il distacco di mezzo secondo da Red Bull è un buon risultato su un tracciato molto difficile, in aumento rispetto ai quattro decimi di Suzuka a indicare che a Woking non hanno ‘sovraperformato’ rispetto ad altri fine settimana, ma dal punto di vista dei risultati i piloti non hanno massimizzato tutto nelle due gare. A Miami sono attesi i primi aggiornamenti importanti della stagione, per cercare di mettere pressione a Ferrari su un altro tracciato non ideale per la MCL38, e iniziare ad avvicinarsi costantemente a Red Bull. 

Più indietro, le prestazioni di Aston Martin e Mercedes al GP di Cina hanno confermato e solidificato lo status di quarta e quinta forza a diversi decimi dal duo Ferrari-McLaren. Le lacune di entrambe le vetture sono saltate all’occhio questo fine settimana, Aston Martin ha sofferto un degrado immenso sulla mescola più morbida a inizio Gran Premio – con perdite di oltre due decimi al giro per via di una gestione non ottimale della gomma – ma gli aggiornamenti di Suzuka sembrano aver dato un boost alle prestazioni di Fernando Alonso, mentre Lance Stroll continua a faticare a estrarre prestazione. Mercedes ha mostrato un passo simile ad Aston Martin, e Russell ha terminato la gara davanti a Fernando Alonso nonostante la partenza dalla terza posizione dello spagnolo, ma le prestazioni della W15 sono tra le peggiori di qualsiasi Mercedes dell’era ibrida: il distacco dalla Red Bull di Max Verstappen ha raggiunto addirittura gli 1.3 secondi al giro, in una stagione che sta diventando sempre più in salita per gli uomini di Brackley dopo i proclami di Febbraio. 

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