Haas: i due errori che sono costati i punti a Suzuka

Luca Manacorda
13 Apr, 2024

Dopo due gran premi consecutivi conclusi in top 10, la Haas ha mancato l’ingresso in zona punti nel GP Giappone. Per il team americano sono stati decisivi un paio di errori commessi nell’arco del weekend, ma l’aspetto positivo è che anche a Suzuka la VF-24 si è dimostrata ancora una volta molto competitiva sul passo gara. Nico Hulkenberg ha chiuso undicesimo, Kevin Magnussen tredicesimo.

Ayao Komatsu: “Sentimenti contrastanti”

La Haas aspettava con una certa prudenza l’appuntamento di Suzuka. Il tratto dello Snake veniva ritenuto poco adatto alla vettura che in realtà si è comportata molto bene, tanto che c’è rammarico per essere rimasti a bocca asciutta. Il team principal Ayao Komatsu ha svelato il primo errore commesso nel corso del fine settimana: “Ci sono sentimenti contrastanti, perché alla fine non siamo riusciti a entrare nella top 10 per cinque secondi con Nico, il che è molto frustrante. L’aspetto positivo è che il nostro ritmo di gara è stato molto migliore rispetto a quello che avevamo visto all’inizio del weekend, quindi le modifiche apportate dal team dopo le FP3 e prima delle qualifiche hanno funzionato bene. Dovevamo solo arrivarci prima, perché abbiamo iniziato con il bilanciamento sbagliato della vettura e le FP2 bagnate ci hanno messo in difficoltà, quindi è qualcosa che come squadra dobbiamo migliorare“.

Hulkenberg (Haas)

Il secondo errore che ha pesato sul risultato finale è stata la partenza da incubo di Hulkenberg al secondo start, successivo alla bandiera rossa per l’incidente che ha coinvolto Daniel Ricciardo e Alex Albon: “Con Nico la prima partenza è andata bene, ma alla seconda partenza non ha eseguito correttamente la procedura, è andato in antistallo e ha perso posizioni – ha spiegato Komatsu – Da lì recuperare fino a sfiorare i punti è stato molto incoraggiante, quindi è questo il lato positivo che prenderemo“.

Piloti fiduciosi in vista delle prossime gare

Dal canto suo, Nico Hulkenberg spiega che dovrà indagare su quanto accaduto in partenza, ma sottolinea l’ottimo ritmo mostrato in gara: “Non credo che saremmo potuti andare più in alto della decima posizione, Tsunoda era 50 secondi dietro Hamilton e non avevo quel tipo di ritmo. Ho fatto una buona partenza e una pessima, dobbiamo capire cosa è successo e perché. Considero positivo il nostro ritmo di gara, era migliore di quello che mi aspettavo, è promettente per la Cina e per il futuro“.

L’altro pilota della Haas, Kevin Magnussen, in zona punti ci è entrato in alcune fasi di gara, pagando però nel finale la diversa strategia: “Ad un certo punto stavo correndo nella top 10, non sapevo cosa stessero facendo i piloti intorno a me quindi non ero sicuro se fosse realistico o meno, ma ci stavo provando. La bandiera rossa ha aiutato alcuni a fare una sosta da gomma dura a dura, mentre io ho dovuto fare da media a dura. Sono dovuto rientrare abbastanza presto per il secondo stint, è stato un po’ complicato. Siamo stati di nuovo vicino alla top 10, è incoraggiante per le prossime gare“.

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