Intervista a Giovinazzi: “L’Alfa 2022 è in galleria del vento ma l’ho già provata al simulatore.”

Piergiuseppe Donadoni
29 Lug, 2021

Intervista a Giovinazzi: “L’Alfa 2022 è in galleria del vento ma l’ho già provata al simulatore.”

Dal circuito di Budapest, l’Hungaroring, dove questo fine settimana si correrà il GP di Ungheria, Antonio Giovinazzi ha voluto concederci qualche minuto del suo tempo per un’intervista che pubblichiamo integralmente.

Liberty Media e Fia hanno presentato la loro Show Car 2022 a Silverstone: a che punto siete? Hai avuto modo di provarla al simulatore o quanto meno di vedere già qualcosa di più definito?

Giovinazzi: “Le vetture 2022 abbiamo visto che sono molte diverse dalle attuali. Ci aspettiamo macchine che riescono a seguirsi meglio e che permettano di avere gare più emozionanti grazie ad un maggior numero di sorpassi. Tutto il team già da qualche settimana è completamente proiettato sul 2022.

La vettura è in galleria del vento. Al simulatore l’ho provata poco, una sola volta, ma da settembre penso di andarci più spesso”.

Sei soddisfatto di quanto fatto in questa stagione 2021 o ti aspettavi qualcosa di più?

Giovinazzi: “Siamo il team che ha guadagnato maggiormente rispetto alla passata stagione, pur partendo da un regolamento che limitava molto lo sviluppo delle vetture. Siamo in quella fase dove la top ten non ci viene cosi facile ma siamo vicini. Quest’anno poi ci sono pochi ritiri e cosi è più difficile andare a punti per chi sta dietro. Comunque siamo soddisfatti del lavoro che abbiamo fatto. L’obiettivo da qui a fine stagione è quello di ottenere più punti rispetto ai 2 che abbiamo ora”.

Riguardo al 2022: sarà più importante avere l’attitudine del pilota collaudatore, un ruolo che tu fra l’altro conosci molto bene, o il lato istintivo?

Giovinazzi: “Un po’ entrambe. Quando il cambio di regolamento è cosi grande anche l’istinto è importante; se ti trovi a tuo agio fin da subito con la macchina, poi è molto più facile collaudarla e migliorarla. Se invece parti da una base molto distante da quella che hai bisogno, anche la stagione parte in salita e recuperare è poi molto difficile. Spero che il cambio di regolamento possa avvantaggiare qualche pilota o team perché la sorpresa ci può essere ed è quello che ci piacerebbe vedere il prossimo anno”.

Alfa Romeo rimane in F1 per altri tre anni

Che impressioni ti ha fatto la Sprint Race? Pensi che questa sia la strada giusta da seguire per la F1?

Giovinazzi: “E’ stato un weekend impegnativo perché alla fine venerdì avevamo a disposizione una sola sessione di libere per poi entrare direttamente in qualifica. Le seconde libere sono state molto faticose perché abbiamo percorso quasi una Sprint Race, quindi parecchi giri.

È stato un weekend lunghissimo in un circuito come Silverstone, molto duro soprattutto per il collo. Non è stato facile. Sulla Sprint Race, qualcuno ha rischiato partendo con le Soft, guadagnando posizioni; per il resto è stato un trenino soprattutto nel parte centrale della griglia. Vedremo. Magari in una pista dove si potrà sorpassare di più potrà essere un format ideale. Dipenderà insomma un po’ dalle piste. In conclusione non è stato né positivissimo e neanche negativo, una via di mezzo”.

Sul stagione attuale, abbiamo visto una C41 molto buona fin dai test, una vettura facilmente comprensibile nel comportamento, con un punto di forza che è l’efficienza aerodinamica: dove dovete lavorare per poter lottare costantemente nella top ten? Cosa ti aspetti dall’Ungheria?

Giovinazzi: “L’Hungaroring come stile di curve e velocità è molto simile a Montecarlo. Ovviamente Monaco è un circuito cittadino quindi è completamente diverso per altri fattori tecnici. Se prendiamo quel Gp, almeno dalla mia parte di box, abbiamo avuto il miglior weekend di questa stagione.

Speriamo di andare meglio di Silverstone, ricordandoci che qui in Ungheria è molto importante la qualifica ed anche il primo giro perché è molto difficile sorpassare.

Per quanto riguarda la macchina, siamo tutti molto vicini. Ci mancano ancora 2-3 decimi, poi dipende dal circuito. Purtroppo lo sviluppo sulla C41 è terminato quindi dovremo cercare di inventarci qualcosa, sulle gomme che sono molto sensibili alle temperature, ma anche cercare di essere perfetti con strategia, pit stop, e altro perché se non siamo perfetti quest’anno, con il fatto che ci sono pochi ritiri, è difficile andare a punti. Bisogna essere perfetti”.

Quale sarà il tuo futuro?

Giovinazzi: “Non posso dirvi ancora nulla. Alla fine sarà una decisione di Alfa Romeo, ma anche di Ferrari sicuramente. Essendo un pilota Ferrari, vedremo. Farò del mio meglio per rimanere qui anche il prossimo anno.”

Qual’è l’aspetto dove pensi di essere migliorato maggiormente da quando sei entrato in F1?

Giovinazzi: “Sono migliorato un po’ dappertutto. Innanzitutto l’esperienza: il primo anno, quando arrivi in F1, è molto difficile, ancor di più per me che sono entrato dopo esserne stato fermo 2. Con poche gare, pochi giri, quando inizia a correre, a gareggiare, impari dai corpo a corpo, capisci meglio come gestire la gara, le gomme, il save fueling [come gestire i kg di carburante nelle varie fasi di gara]. Diventa tutto più ‘normale’ e riesci a concentrarti solo a te stesso cercando di guidare meglio. Questo credo sia il fattore che mi ha aiutato di più. Per il resto credo che in qualifica già nel primo anno ero molto veloce mentre in gara sono migliorato tantissimo”.

Il motore Ferrari e’ cresciuto: che apporto ha dato alla vostra macchina?

Giovinazzi: “La nuova Power Unit Ferrari ci ha dato un aiuto importante. Tuttavia, anche il lavoro del team sull’aerodinamica e le altri macro parti della vettura è stato utile quindi è un tutt’uno”.

Come ti sei trovato con le nuove gomme posteriori introdotte a Silverstone?

Giovinazzi: “Dal punto di vista del bilancio e del feeling del pilota è stato molto simile. Non ho notato grandissime differenze”.

Monaco e Baku sono stati i tuoi migliori weekend di questo 2021: il perché deriva dal fatto che le due piste ti piacciono particolarmente o era la vettura ad adattarsi meglio?

Giovinazzi: “Sono due circuiti cittadini quindi fa tanto anche l’istinto e soprattutto la confidenza. Soprattutto a Monaco, fin dalle primissime prove libere mi sono sentito molto a mio agio con la macchina e credo che soprattutto quando sei su un circuito cittadino avere una macchina che ti da subito un buon feeling, ti permette di spingere giro dopo giro ed ottenere un risultato migliore”.

Come hai vissuto gli europei in un team che all’interno ha varie nazionalità?

Giovinazzi: La seconda partita l’abbiamo giocata contro la Svizzera, insomma contro il mio team. Poi ci siamo trovati l’Austria, ed eravamo proprio a Spielberg a gareggiare. E’ stato bello, anche perché credo che nessuno si aspettasse che l’Italia potesse arrivare in finale e vincerla soprattutto.

Venivano da un mondiale dove non ci siamo qualificati, da un momento difficile per l’Italia per via del Covid. Abbiamo dimostrato di essere un popolo che non molla mai e che davanti alle difficoltà combatte e si rialza più forte di prima. E’ stata una bella dimostrazione per tutti, non solo per il calcio, per lo sport, ma proprio per la gente che ha sofferto molto in questi ultimi 2 anni. Veder vincere la Nazionale è stata una bella rivincita”.

Guardando il calendario quali sono i Gran Premi che potrebbero essere favorevoli alla vostra vettura?

Giovinazzi: “Uno di quelli poteva essere Singapore, in cui però purtroppo non correremo. Comunque quest’anno è difficile: in circuiti che ci aspettavamo di andare forte magari siamo andati meno forte di un altro circuito dove pensavamo di essere più in difficoltà e viceversa. E’ molto difficile perché devi trovare la finestra giusta delle gomme, essere nel momento giusto con il vento. Quello che posso dirvi è che non vedo l’ora di fare il Gp di Monza perché è il Gran Premio di casa ed è quello che aspetto con più ansia”.

Autore: Giuliano Duchessa

Co Autore: Piergiuseppe Donadoni