L’AlphaTauri 2024 avrà la sospensione anteriore pull-rod

Rosario Giuliana
12 Dic, 2023

Alpha Tauri ha vissuto un finale di 2023 in netto crescendo, grazie soprattutto agli importanti sviluppi alla AT04 dal Gran Premio di Singapore. L’aver avuto una vettura poco competitiva per più della metà di stagione non ha però permesso al team di Faenza di raggiungere in classifica costruttori la top 7, seppur solo tre punti l’hanno distanziata dalla Williams al termine della stagione. Tuttavia, se si va ad analizzare la stagione dal GP vinto da Carlos Sainz, AlphaTauri ha fatto segnare il triplo dei punti del team di Grove: la scuderia di Faenza è risultata la settima squadra per punti totalizzati nella parte finale, dietro a Red Bull (277), Mclaren (187), Mercedes (181), Ferrari (178), Aston Martin (65) e Alpine (47).  Dopo gli aggiornamenti che hanno “Red Bull-izzato” la vettura di Ricciardo e Tsunoda, infatti, l’AT04 ha dimostrato di poter ambire alla top ten in diverse tipologie di tracciato. I riscontri avuti in galleria sono stati più che positivi e il team di Faenza è uno dei principali candidati al premio del più importante salto prestazionale invernale, vinto da Aston Martin nella passata stagione.

Il nuovo board ha rifiutato una super offerta per la vendita, rilanciando l’importanza di AlphaTauri

Il 2024 segnerà uno spartiacque col passato per il team faentino. Il team, che ha raccolto l’eredità lasciata dalla Minardi, ha nel suo futuro un’impronta sempre più radicata in direzione Red Bull. Una chiara decisione del nuovo board, con a capo Oliver Mintzlaff, ora il riferimento dell’area sport dell’intero gruppo dopo la morte di Dietrich Mateschitz. Il quarantasettenne tedesco, insieme al nuovo consiglio di amministrazione, non ha solo rifiutato un’offerta vicino al miliardo di dollari per la cessione del team, ma ha rilanciato togliendo una certa influenza ad Horner e Marko, sia dal lato tecnico che in quello sportivo (Red Bull Junior Team). Il tutto cercando di dare più importanza al team faentino anche in termini di investimenti. Seppur, almeno ufficialmente, non ci sia alcun piano nel brevissimo termine di lasciare Faenza, gli investimenti maggiori sono stati e verranno utilizzati maggiormente per la sede di Bicester, ampliandola ed aggiornandola. In Inghilterra è presente infatti la parte più aerodinamica del team, con le infrastrutture cruciali soprattutto per questa nuova generazione di vettura, come la galleria di Milton Keynes, mentre in Italia sono presenti il design office del telaio, del corpo vettura, nonché la parte di installazione Power Unit RBPT e la produzione dei materiali compositi.

Un cambiamento che, per essere ancora più evidente agli occhi esterni, potrebbe passare anche da un cambio di denominazione, anche se non è ancora certo tutto ciò. Secondo gli ultimi rumors, nel mondiale del prossimo anno la squadra italiana si chiamerà “Racing Bulls”, e sarà supportata da due importanti sponsor americani. Il management cambierà, con l’addio di Franz Tost e l’ingresso, come Team Principal, dell’ex Ferrari Laurent Mekies. Il francese sarà operativo nei primi giorni di gennaio, anche se il pre-insediamento all’interno della squadra avverrà negli ultimi giorni di dicembre.

Nessun copia incolla ma la AlphaTauri 2024 avrà la sospensione anteriore pull-rod della RB19

La vettura che debutterà in Bahrain è già in gran parte definita nella sua veste aerodinamica, risultando un importante sviluppo della AT04 che ha corso a fine 2023. Anche se ci sono rumors che parlano di una decisa familiarità con la RB19, che ha dominato il mondiale appena concluso, in realtà la AT04 non sarà una riproposizione fedele e totale della sorella madre, tuttavia, la nuova ex AlphaTauri avrà una impronta aerodinamica di scuola Red Bull, soprattutto all’anteriore. La principale novità rispetto al 2023 sarà l’introduzione di una meccanica interamente made in Milton Keynes, con l’implementazione della sospensione anteriore della RB19.

Sospsensione anteriore pull-rod della Red Bull RB19, per un effetto anti-dive – Illustrazione Rosario Giuliana

L’installazione di macro componenti così importanti, mesi dopo o addirittura nella stagione successiva, deriva dal fatto che le nuove specifiche vengono consegnate da Red Bull una volta completamente sviluppate e definite per la propria vettura. Dunque troppo tardi affinché AlphaTauri/Racing Bulls possa progettare l’auto basandosi su di esse.

La vettura successiva alla AT04, con la sospensione anteriore pull-rod della RB19, avrà un baricentro anteriore leggermente più basso e un telaio rivisto in modo importante. La scocca, oltre essere predisposta con i nuovi attacchi per alloggiare il nuovo schema sospensivo e la relativa colonna dello sterzo, avrà una forma più a “chiglia” nella sezione frontale inferiore, proprio come la RB19.

Sezione frontale del telaio della RB19 – foto Rosario Giuliana FORMU1A.UNO

Una soluzione presente dal 2023 sulla vettura di Newey e Waché che verrà ripresa anche dal personale al servizio di Jody Egginton, offrendo più aria al sottoscocca in direzione dei canali venturi. L’aerodinamica nella parte più anteriore avrà dunque, per forza di cose, una filosofia “più Red Bull” anche nella zona dell’ala anteriore, e negli ingressi venturi. Il resto della monoposto sarà invece più indipendente dalla casa madre, con un mix dei concetti già visti soprattutto in McLaren, Aston Martin e Williams.

Lo sviluppo aerodinamico della AT04 da inizio stagione fino ad Abu Dhabi – Illustrazione Rosario Giuliana

L’ufficio tecnico della FIA, a cui fa capo l’ex Ferrari Tombazis, ha già chiarito più volte che non è stato trovato nulla che possa provare una cooperazione diretta fra Red Bull e il team di Faenza, nonostante le preoccupazioni di Toto Wolff dopo l’ottima prestazione di Yuki Tsunoda ad Abu Dhabi. Resta comunque inteso che la Federazione voglia imporre ulteriori controlli e procedure di verifica onde evitare fughe di dati volute fra top team e team satelliti.

Autori: Rosario Giuliana & Piergiuseppe Donadoni
Co-Autore: Giuliano Duchessa

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