La nuova Red Bull RB20 cambia il gioco

Giuliano Duchessa
21 Feb, 2024

Nonostante sia scesa già in pista a Silverstone, l’ultima delle monoposto ufficialmente svelate è stata la dominatrice del campionato scorso nel primo giorno di test collettivi. La nuova Red Bull RB20 è chiamata ad un compito arduo se paragonata a quanto fatto dalla vecchia auto rispetto la concorrenza. Con 24 gare disponibili è possibile battere i record della RB19 tuttavia significherebbe aver persino implementato il margine sui rivali rispetto ad Abu Dhabi. La vettura di Newey e Wachè si è imposta come punto di riferimento globale, tanto che gli avversari non hanno fatto che inseguire le soluzioni mostrate, per quanto possibile.

Sorprendentemente, mentre tutte le auto stanno convergendo su punti fissi, la Red Bull è capace di cambiare ancora il game, vediamo come in una prima analisi.

Asse Anteriore  Se gli aerodinamici sembrano essere rimasti molto fedeli al modello precedente per quel che riguarda il disegno degli elementi, lo stesso non si può dire del muso, che sembra ora estremamente appiattito nonché allungato sul main plane. Una soluzione in controtendenza rispetto a quanto pensato per le precedenti due monoposto. Gli elementi sono in continuità, apparentemente con una specifica di base ancora a più basso trascinamento. La sospensione anteriore è una coerente evoluzione della ottima geometria anti dive, confermando il tirante pull-rod, con cui nacque il progetto 2022. 

Telaio –  E’ stato rifatto come mostra facilmente il nuovo roll-hoop, ora triangolare, al posto dell’ovale 2023, ma con le classiche orecchie laterali applicate per garantirne maggiorato l’ingresso dell’air-box nel rispetto dei requisiti di raffreddamento della power unit. 

Side-pods – Le pance ridisegnate sono una delle sorprese di questa RB20, enfatizzando il concetto precedente che vedeva il labbro inferiore sempre più esteso e gli inlet appiattiti, sempre meno visibili nella sezione frontale, alla ricerca di maggior efficienza. Ora si vede come quella zona sia stata sostituita da un deviatore che anticipa ancora meglio i flussi per ampliare al massimo il sotto-squadro. Possiamo vedere un ingresso pance con una apertura al di sotto con una forma che ricorda lo squalo, abbinato a delle prese totalmente inedita nella zona di attacco laterale dell’Halo. E’ confermata una presa verticale ma che farebbe pensare ad un condotto by-passante. 

Lo scavo è stato rimodellato e ampliato nella portata del sotto squadro mentre sono ora presenti delle rampe di caduta al posto anziché conservare totalmente lisca quell’area, un aspetto per ora in continuità con le precedenti. Si nota infine ancora la tasca nella parte finale della coca-cola, davanti le sospensioni posteriori, che potrebbe confermare la presenza di quel lungo condotto by pass.

Il fondo in questa specifica iniziale ha mantenuto ed esteso gli estrattori laterali

Cofano e asse posteriore – Completamente rivista l’aerodinamica della carrozzeria, che richiama in maniera chiara la soluzione dei cosiddetti cannoni introdotta dalla Mercedes sulla W14 aggiornata a Silverstone, già peraltro ripresa da diversi progettisti. Da notare che sono presenti ora alcune aperture maggiorate per contribuire al raffreddamento. La parte finale dello sfogo posteriore presenta una caduta più ripida verso la beam wing. Una soluzione completamente opposta per esempio a quella mostrata dalla Ferrari, la quale è rimasta molto piatta in quella sezione pur aprendo la sfogo intorno allo scarico. La soluzione presentata sulla RB20 potrebbe scarificare leggermente l’efficienza nella parte alta pur di generare molto carico nella zona dove i vortici si riuniscono verso la rampa del diffusore. La sospensione posteriore è rimasta push-rod e sembra essere stata affinata in maniera significativa nelle geometrie, oltre che negli ingombri, con modifiche agli ancoraggi, esasperando quell’ormai ben noto concetto di anti-squat.

Autori: Giuliano Duchessa & Rosario Giuliana