McLaren: la nuova beam wing non basta, è una questione di efficienza complessiva della MCL60

Paolo D’Alessandro
3 Mag, 2023

McLaren esce da Baku con il nono posto di Lando Norris, un risultato che soddisfa il team di Woking. Il risultato è positivo se consideriamo che davanti a noi sono arrivati solo i top team” – ha sottolineato il pilota inglese, ben conscio del fatto che attualmente non è realistico poter lottare contro le quattro vetture più veloci in pista. “Al momento è difficile ottenere molti più punti, a meno che le otto vetture davanti a noi non abbiano incidenti come successo in Australia”, ha riassunto sinteticamente. Che poi chiarisce ulteriormente: “Anche se abbiamo avuto un ottimo fine settimana, abbiamo concluso solo in nona posizione, a 80 secondi da Checo”.

McLaren contenta degli aggiornamenti ma c’è l’impressione che soprattutto Alpine non abbia estratto il massimo potenziale dalle loro monoposto

Con il nono posto di Lando Norris, la McLaren consolida la quarta posizione nel Costruttori con i suoi 17 punti, staccando di nove punti Alpine (8), dieci Haas (7), e undici Alfa Romeo (6) per quello che può considerarsi l’attuale centrocampo della F1 2023. Aspettando una possibile risalita di AlphaTauri e Williams che hanno mostrato dei segnali di ripresa a Baku.

La MCL36 è stata dotata dei tanto attesi primi aggiornamenti, tanto da divenire “la macchina con cui avremmo dovuto iniziare il mondiale” secondo Lando Norris. Novità al fondo, in gran parte rivisto, e al posteriore con un’ala da più basso carico, così come una beam wing dalla diversa geometria. Quanto visto in pista ha soddisfatto i tecnici del team di Woking, tuttavia, “vedremo nelle prossime gare fino a che punto il miglioramento visto è solo specifico della pista e soprattutto quanto siamo davvero migliorati rispetto ad alcuni degli avversari, ha fatto sapere il TP italiano, Andrea Stella. C’è infatti il forte sospetto in casa McLaren che alcuni dei diretti competitors non abbiano ottenuto il massimo dalle loro prestazioni questo fine settimana. Soprattutto Alpine. I problemi idraulici alla vettura di Gasly e al cambio su quella di Ocon non hanno permesso al team francese di scendere in pista con un assetto adeguato alla pista azera. Dopo una pessima qualifica, è stato addirittura deciso con Ocon di cambiare assetto, anche perché temevano che il fondo si consumasse troppo, con possibili sanzioni dopo i canonici controlli post gara.

La nuova beam wing ha permesso una riduzione della resistenza all’avanzamento ma la MCL60 ne genera ancora troppa

In inverno la MCL60 non ha raggiunto l’obiettivo prefissato in termini di resistenza all’avanzamento per un determinato carico aerodinamico generato. In casa McLaren non si sono mai nascosti e lo hanno ammesso sin dalla presentazione. Con il pacchetto introdotto a Baku, è iniziato così quel percorso di miglioramento di uno dei più importanti problemi della vettura arancione. Con la nuova beam wing abbiamo fatto dei buoni progressi in termini di riduzione della resistenza aerodinamica. Un qualcosa che è stata aiutata anche dalle modifiche nella parte superiore dell’ala posteriore”. Una specifica di beam wing che aveva due obiettivi: rendere più veloce il flusso d’aria al di sopra del diffusore, per incrementare l’aspirazione nella parte inferiore, con conseguente aumento del carico aerodinamico, e soprattutto alimentare meno la zona di bassa pressione sotto l’ala posteriore per aumentarne la sua efficienza, riducendo al contempo la resistenza sui rettilinei.

AzerbaijanGP, Baku - McLaren MCL60 rear wing & beam wing

Tuttavia, il problema è ben più grosso di ciò che può aiutare una semplice beam wing. “Possiamo ancora ridurre la resistenza aerodinamica ed essere più veloci in rettilineo, ma è una questione di efficienza complessiva della vettura che ancora manca. Se guardate Alpine, hanno scelto un’ala posteriore molto scarica ma non hanno risolto i loro problemi di passo gara, perché così sei più veloce in rettilineo ma più lento in curva. Solo Red Bull può permettersi di utilizzare un’ala posteriore scarica ma andare comunque forte in curva.” ha poi fatto sapere Andrea Stella nel post gara. Un problema che è presente su praticamente tutta la mappa aerodinamica, con qualsiasi specifica di ala posteriore. “Abbiamo molto lavoro da fare per migliorare la velocità massima della vettura” ha concluso l’ingegnere italiano. Lando Norris è invece andato subito al sodo: “Per noi è ancora quasi impossibile sorpassare”, ha spiegato a fine gara. In realtà il problema dei sorpassi è un qualcosa di più generalizzato in questa stagione. La riduzione di 100 m della principale zona DRS non ha di certo aiutato ma è proprio la difficoltà di queste ‘nuove’ macchine 2023 a preoccupare. E c’entrano anche le tanto attese modifiche regolamentari per contrastare il saltellamento aerodinamico.

Autore: Piergiuseppe Donadoni

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