McLaren prende Sanchez dalla Ferrari, in attesa della vera MCL60

Paolo D’Alessandro
10 Mar, 2023

Il Gran Premio del Bahrain è stata per molti una ‘wake up call’ per diversi motivi. Ferrari e Mercedes hanno certificato che il distacco dalla Red Bull è ampio come appariva nei test, ma anche che Aston Martin ha tutte le carte in regola per essere una minaccia concreta per entrambi e pur puntare ai podi costantemente. Alcuni sono andati anche meglio del previsto, come Williams, mentre altri hanno confermato un ritardo atteso, che però intravedere anche qualche buona speranza, come nel caso della McLaren MCL60.

A Woking il lavoro ha subito un ritardo inaspetato rispetto al piano originale e quella vista in Bahrain è solo una piccola evoluzione della vettura 2022. In fabbrica sta continuando il lavoro di sviluppo invernale con l’obiettivo di introdurre un primo corposo pacchetto di novità che possa dare inizio “ufficialmente” alla loro stagione 2023. Il target rimane Baku, anche se il team apporterà aggiornamenti minori sia in Arabia Saudita che in Australia.

James Key: “Le modifiche al fondo ci hanno penalizzato molto nello sviluppo della MCL60”. 

Verso la metà della stagione scorsa si è parlato molto delle modifiche regolamentari varate dalla FIA per ridurre il porpoising nel breve e medio termine. La TD39 ha di fatto ‘ucciso’ le ambizioni della Ferrari nel post pausa estiva, rendendo la F1-75 una vettura completamente nuova, più instabile e meno performante, senza quel fondo che fungeva da terza sospensione, insomma da ulteriore supporto alla meccanica della monoposto italiana. Per quest’anno sono state invece varate modifiche più strutturali, che riguardano principalmente l’altezza dei bordi laterali del pavimento (fondo) e la gola del diffusore. Cambiamenti all’apparenza minimi ma molto importanti. “I fondi di queste vetture sono enormi e producono una quantità immensa di deportanza. Sono molto complessi ed anche una variazione minima può influire sul rendimento di questo componente.” ha commentate James Key dopo la prima gara stagionale.

Il direttore tecnico della McLaren non mette in discussione le modifiche varate dalla FIA, concordando che il porpoising era un problema in quel momento, anche se siamo andati tutti a migliorare nel corso della stagione. In quel momento però eravamo d’accordo su queste modifiche”. Quello che finisce sotto accusa e ha penalizzato molto McLaren è stato il tempismo. Un qualcosa di cui si era lamentato in modo ancor più esplicito e diretto il DT dell’Alfa Romeo, Jan Monchaux, il giorno della presentazione della C43. Un cambiamento così delicato, deciso così tardi nella stagione, può avere conseguenze importanti. “Quando abbiamo effettuato la variazione di 15 mm al fondo, per noi è stato un duro colpo. Abbiamo perso più di quanto pensassimo.” ha confessato l’ex Toro Rosso.

Una perdita importante che ha spinto la squadra a rivedere parte del progetto, con un deciso passo indietro che ha causato il ritardo che oggi poi vediamo in pista. “Abbiamo lavorato per trovare delle soluzioni, ma siamo stati costretti a cambiare completamente approccio sul fondo e questo richiede tempo.” ha affermato l’inglese. “Le modifiche hanno colpito tutti ma in maniera diversa. L’impatto dipendeva dalle geometrie del fondo. L’anno scorso c’erano due diverse ‘filosofie’ sul fondo, una che utilizzavamo noi e una dove c’erano la maggior parte degli altri team”. Il tecnico fa riferimento principalmente alle differenze nella parte iniziale del fondo e sul marciapiede esterno, dove Mclaren utilizzatava soluzioni e geometrie piuttosto differenti rispetto alle altre squadre.

Fondo della McLaren MCL60 mentre viene rimessa ai box.

Il direttore tecnico di Woking ha ammesso che la squadra non ha avuto tempo di stravolgere il progetto e produrre in tempo un esemplare del nuovo fondo per Bahrain, anche perché sarebbe stato troppo rischioso. Abbiamo provato a fare in tempo per il Bahrain, ma non ce l’abbiamo fatta. Sarebbe stato comunque troppo rischioso. E’ più importante per noi avere stabilità e la certezza che la correlazione dati tra pista e simulatore sia corretta.da qui la decisione di correre con un fondo conosciuto alla squadra, ma piuttosto inefficiente a causa dei cambiamenti regolamentari, e usare questa versione ‘base’ della MCL60 per questo inizio di campionato, in attesa dei primi importanti sviluppi.

In attesa delle nuove infrastrutture, McLaren guarda anche al ‘mercato’ degli ingegneri e prende Sanchez dalla Ferrari.

Il lavoro svolto nella pausa invernale è stato condizionato da diversi fattori. La McLaren continua ad usare strutture piuttosto datate, dunque anche meno efficienti di quelli certamente più moderni e innovativi dei propri competitors. A livello di galleria del vento, McLaren è in attesa di poterla utilizzare da giugno, con quindi i primi importanti impatti sulla macchina del prossimo anno ma solo la vettura 2025 sarà la prima Mclaren sviiluppata interamente con i nuovi strumenti. 

Ferrari Head of Veichle Concept, David Sanchez

Ai problemi infrastrutturali va aggiunto che diverse figure, anche di alto livello, hanno lasciato l’azienda nella passata stagione per accasarsi altrove, impoverendo molto il team inglese da un punto di vista tecnico. Negli ultimi anni, non solo nelle parti finanziarie dei team c’è stato molto turnover, bensì anche in quelle tecniche con i più importanti acquisti da parte di Aston Martin, grazie all’intrigante progetto di Lawrence Stroll. Mercedes è invece la squadra che ha perso più pezzi. Dopo un era di dominio, normale che molte figure tecniche abbiano deciso di cambiare aria. Da questo punto di vista, Mclaren ha già messo a segno il primo colpo: David Sanchez tornerà a Woking, dopo aver scontato il canonico gardening, un qualcosa che sta discutendo proprio in queste ore con Ferrari, per poi chiudere definitivamente con il team inglese.

Bahrain: la MCL60 ha mostrato del potenziale, ma anche tanti problemi.

Il debutto della MCL60 è stato tutt’altro che idilliaco. Le aspettative non erano molte alte per il team Papaya, ma alcuni problemi di affidabilità hanno compromesso ulteriormente quello che poteva essere il risultato finale. Ritornano in mente i problemi all’impianto frenante avuti in Bahrain la passata stagione. Durante i test, la MCL60 ha palesato problemi di natura strutturale sulle ‘ali di gabbiano’ che hanno richiesto aggiornamenti per la prima gara, onde evitare ulteriori e più gravi problemi durante gli oltre 50 giri di gara. Applicato questo correttivo il primo appuntamento stagionale ha riservato altre sorprese. Oscar Piastri si è ritirato nelle fase iniziali della gara per un problema di natura elettrica, che la squadra contava di risolvere con il cambio volante, ma così non è stato.

McLaren MCL60 in azione in Bahrain, con flow viz nella zona centrale ai lati dell’abitacolo del pilota.

A Lando Norris è andata meglio, poiché è riuscito a chiudere la gara, ma una perdita di pressione del motore ha costretto l’inglese a completare ben sei soste durante il Gran Premio. Un problema alla valvola pneumatica ha costretto il team a richiamare il pilota, ogni 10-11 giri circa, per immettere aria dentro il motore, una situazione praticamente identica a quanto successe a Ferrari nel 2020 a Spa, così da scongiurare il ritiro e sperare in una Safety Car per raggiungere la zona punti sul finale; cosa però mai avvenuta. A far ben sperare la squadra inglese è un ritmo non così lontano dalla testa del midfield (Alpine e Alfa Romeo). Il passo gara di Norris è stato un secondo più veloce ma dalla problematica MCL36, con la nuova vettura inglese che poteva sicuramente arrivare a punti, sorprendendo i membri della squadra. “Siamo arrivati pensando che la Q3 e i punti sarebbero stati complicati da raggiungere e invece senza problemi avremmo potuto raccogliere dei punti già in Bahrain. Il midfield è molto compatto e la cosa incoraggiante e che si è corso con un passo molto vicino a Aston Martin e Ferrari.” ha commentato dopo la gara il nuovo Team Principal, Andrea Stella.

Autori: Piergiuseppe Donadoni & Paolo D’Alessandro

 

 

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