Mercedes W15: risolti i vecchi problemi ma la Red Bull è ancora lontana

Paolo D’Alessandro
26 Feb, 2024

Una delle vetture protagoniste dei test di inizio stagione è stata senza dubbio la Mercedes W15. La vettura del team pluricampione del mondo dovrà dare la possibilità a Lewis Hamilton e George Russell di ritornare a lottare per le vittorie. La Red Bull RB20 sta però complicando i piani della squadra anglo-tedesca e degli altri, team nonostante gli importanti passi in avanti che tutti i rivali di Milton Keynes hanno fatto. Fernando Alonso ha ammesso brutalmente che dopo i primi giri “19 piloti già sanno che non saranno campioni del mondo” sottolineando la forza del binomio Red Bull – Max Verstappen. In casa Mercedes anche ritengono la RB20 il benchmark con Lewis Hamilton che he descritto la W15 come “un passo in avanti, ma ancora non basta” riferendosi alla possibilità di lottare concretamente per il titolo

Mercedes: programma test completato con successo e correlazione presente

Ogni scuderia segue il proprio piano di lavoro per la ormai canonica tre giorni di test pre stagionali. La squadra di Brackley si è focalizzata soprattutto sull’esecuzione continua di long run più o meno lunghi, variando anche l’assetto della vettura, volendo studiare il comportamento della W15 in varie condizioni. Il Direttore Tecnico di Brackley ha parlato di un “programma di test completo” attuando anche lavori che normalmente non verrebbero fatti in un weekend di gara, soprattutto per il tempo che alcune di queste modifiche richiederebbero. Parlare dei valori in pista è ancora affrettato, quindi ci si concentra sul lavoro svolto in casa. Su questo fronte la Mercedes ha portato a casa molte note positive. “Ci siamo liberati di quella fastidiosa instabilità al posteriore e la correlazione è migliorata molto. L’anno scorso, a questo punto, avevamo un sacco di guai” ha confermato l’ex ferrarista.

La Mercedes W15 reagisce alle modifiche dei tecnici come da previsioni del simulatore e questo si traduce in una vettura più sincera verso i piloti, che possono spingere senza sorprese indesiderate, ma soprattutto i tecnici possono apportare modifiche e procedere con lo sviluppo consapevole che la strada intrapresa è corretta e che i riscontri virtuali sono molto simili a quelli reali. Il primo lavoro dopo il rientro dai test sarà quello di procedere con la produzione di componenti di riserva per affrontare i primi GP stagionali, oltre che analizzare tutti i dati raccolti in questi test per decidere le priorità da dare allo sviluppo della W15.

Meccanica innovativa per stabilizzare la piattaforma aerodinamica

Molto lavoro sulla W15 è stato svolto sulla parte meccanica. Oltre il telaio – che per la nuova vettura di James Allison è completamente nuovo con una posizione di guida arretrata – anche le sospensioni sono state riviste in modo importante. All’anteriore è stata studiata una particolare soluzione che permette di regolare in modo molto aggressivo la capacità di anti-dive della sospensione, regolando la posizione del braccetto posteriore del triangolo superiore della sospensione. “Abbiamo fatto test che normalmente in un weekend di gara non si fanno, perché richiedono troppo tempo” ha commentato Allison. La squadra di Brackley ha voluto esplorare quante più soluzioni di setup e impostazioni di base possibile per scegliere poi quale strada intraprendere in futuro. Uno degli obiettivi ricercati da Mercedes è quello di stabilizzare la piattaforma della W15 per evitare le problematice della scorsa stagione.

Al posteriore è stato fatto un lavoro di dimargimento visibile nella chiglia del diffusore. La scatola della trasmissione è stata snellita e la sospensione posteriore è passata ad uno schema push rod per sollevare le parti interne e snellire gli ingombri nel diffusore, aumentando così l’efficacia dell’estrattore. Il posteriore della W15 è stato cosi completamente rivisto con Allison che ha confermato un deciso miglioramento in quella zona della vettura, ora meno nervosa e imprevedibile. Entrambi i piloti hanno poi confermato che la W15 è “più piacevole da guidare”, un qualcosa che è stato ottenuto anche in Ferrari con la SF-24. Gli obiettivi di sviluppo sembrano così essere stati raggiunti, ma la RB20 mostra che c’è ancora prestazione da trovare se si vuole lottare per il mondiale.

Autore: Paolo D’Alessandro
Co-Autore: Piergiuseppe Donadoni