No ad Andretti: ora indaga la Commissione Giustizia americana

Luca Manacorda
8 Mag, 2024

La decisione presa lo scorso gennaio dalla Formula One Management (FOM) di respingere l’offerta avanzata dal team Andretti Cadillac per l’ingresso in F1 come undicesima squadra a partire dal 2025 o dal 2026 continua ad avere strascichi politici e legali negli Stati Uniti. La Commissione Giustizia della Camera sta esaminando il caso, chiedendo chiarimenti ai vertici del campionato.

Richiesti documenti e un incontro a Liberty Media e F1

Secondo quanto riportato dalla NBC, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, Jim Jordan, ha inviato una lettera al presidente e amministratore delegato di Liberty Media, Greg Maffei, e all’amministratore delegato della F1, Stefano Domenicali. Nella missiva vengono richiesti documenti e comunicazioni, nonché un briefing tra personale di alto livello per discutere della decisione presa di respingere l’offerta di Andretti per entrare nel Circus con il proprio team. L’incontro dovrà tenersi “il prima possibile” e in ogni caso non oltre le ore 17:00 del 21 maggio. Al momento sia Liberty Media sia F1 si sono rifiutate di commentare questa richiesta.

Le osservazioni avanzate dalla Commissione

Ritardare l’ingresso di Andretti Cadillac in F1 anche solo per un anno danneggerà i consumatori americani a vantaggio dei team di F1 in fallimento – ha scritto Jordan nella lettera – Limitare il numero di squadre in F1 aumenterà il prezzo della sponsorizzazione o dell’acquisto di una squadra già esistente“.

Andretti lo scorso autunno aveva ricevuto l’approvazione da parte della FIA in base ai suoi meriti tecnici e sportivi ma la FOM aveva preferito rifiutare l’offerta lasciando una porta aperta a partire dal 2028, quando è previsto che General Motors costruisca la sua prima power unit di F1. A riguardo, Jordan ha osservato: “La F1 ha sostenuto che una nuova squadra avrebbe potuto aggiungere valore solo ‘competendo per il podio e la vittoria in gara’. Tuttavia, la FIA aveva già analizzato – e approvato – le capacità tecniche di Andretti (Cadillac) per competere tra i team attuali, e la maggior parte dei team attuali in F1 non soddisfa gli standard di competere regolarmente per ‘podi e vittorie’“.

La Commissione ha richiesto informazioni riguardanti la valutazione di nuovi iscritti e del team Andretti, nonché tutti i documenti e le comunicazioni tra FOM, Liberty Media e le attuali scuderie che si riferiscono all’ingresso di una o più squadre in F1. Richiesti anche i documenti relativi alla quota di iscrizione dell’attuale Patto della Concordia ed eventuali modifiche alla quota d’ingresso in un futuro Patto della Concordia.

Come ha ricordato Jordan, la Commissione “è responsabile di esaminare l’adeguatezza delle leggi federali sulla concorrenza per proteggere dai monopoli e da altre restrizioni ingiuste al commercio“. In precedenza, 12 membri della Camera dei Rappresentanti aveva inviato una lettera a Maffei in cui sollevavano preoccupazioni per “evidenti azioni anticoncorrenziali che potrebbero impedire a due società americane, Andretti Global e General Motors (GM), di produrre e competere in F1“.

I timori dei team e la frecciata di Ben Sulayem

È noto che l’ingresso di una nuova scuderia non era ben visto da buona parte degli attuali 10 team che gareggiano in F1. Una nuova squadra significherebbe dividere i ricavi in 11 e potrebbe causare instabilità finanziaria specie per chi già naviga in acque agitate. In una tavola rotonda sul futuro della F1 tenutasi lo scorso ottobre, il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem aveva parlato del peso dell’aspetto finanziario sulle valutazioni relative all’ingresso di un nuovo team.

La sua considerazione è stata ripresa da Jordan nelle sue valutazioni sul caso: “La verità, come ha spiegato il presidente della FIA Muhamed Ben Sulayem, è che il rifiuto di Andretti Cadillac è tutta una questione di soldi. Se la F1 deve ostacolare la concorrenza e danneggiare i consumatori per proteggere i concorrenti in fallimento, allora l’intero modello della F1 potrebbe essere rotto e l’entità non può nascondersi dietro la necessità di una lega sportiva per perseguire una condotta anticoncorrenziale“. Nel frattempo, Andretti prosegue nel suo progetto e recentemente ha aperto una propria sede a Silverstone.

Privacy Policy Cookie Policy