Retroscena Bottas: una scelta tecnica per la pole, meno utile per la gara?

Piergiuseppe Donadoni
1 Mag, 2021

Retroscena Bottas: una scelta tecnica per la pole, meno utile per la gara?

A Imola una deludente ottava posizione in qualifica, a Portimao addirittura la pole position. Sto parlando di Valtteri Bottas, numero 2 di casa Mercedes, che quest’oggi ha tolto la possibile centesima pole position a Lewis Hamilton.

“È stato bello fare una buona qualifica. Nelle prime due gare, la Q3 non era stata positiva per me. Estrarre tutto il potenziale dalle gomme e farle funzionare al meglio era il mio punto debole. Ma oggi è andato tutto per il verso giusto”, ha affermato il pilota finlandese a fine qualifiche.

Sul circuito del Santerno, Bottas aveva sofferto di importanti problemi “termici” al treno posteriore, che gli avevano fatto perdere molto tempo in ingresso curva (al Tamburello principalmente) durante i singoli tentativi nel Q3. Da qui l’enorme differenza cronometrica con il sette volte campione del mondo nonché compagno di squadra, in pole.

Com’è che a Portimao, su un asfalto scandalosamente scivoloso e dove il posteriore, per via delle caratteristiche della pista, tendeva a muovere molto, è riuscito a segnare la pole? C’entra una scelta tecnica piuttosto importante che è stata presa insieme al proprio box. Ci tornerò dopo.

Prima vorrei soffermarmi brevemente, per la seconda volta in pochi mesi, del pessimo asfalto del circuito portoghese. “Non mi sono goduto un singolo giro questo fine settimana a causa delle condizioni della pista”, ha ammesso Max Verstappen poche ore fa. “Il layout è fantastico ma il grip che stiamo avendo è pessimo. So che è lo stesso per tutti, ma personalmente non è stato divertente guidare”. Ha poi continuato l’olandese: “In generale l’asfalto è solo scadente. Ricordo di essere venuto qui l’anno scorso prima del Gran Premio ed era davvero, onestamente, uno dei miei primi tre circuiti preferiti. Ma poi hanno cambiato l’asfalto e ora non mi diverto più”.

Di un parere molto simile anche Lewis Hamilton. “Non capisco perché alcune piste hanno peggiorato in modo così evidente l’asfalto. Era lo stesso in Turchia l’anno scorso. Non è divertente scivolare. È ancora più difficile seguire le vetture e queste avrà le sue conseguenze domani in gara”.

Valtteri Bottas – Mercedes W12, Portimao

Ci ha messo del suo anche Pirelli, portando le tre mescole più dure della gamma con la più morbida che faticava a generare facilmente quel grip meccano-chimico caratteristico delle mescole da qualifica. Avendo poi uno spessore del battistrada minore, la C3 innesca più facilmente il fenomeno del graining rispetto alla Medium (C2). Da qui l’enorme sforzo di Charles Leclerc nel voler passare a tutti i costi il Q2 sulla “gialla”, per avere un importante vantaggio domani nella prima parte di gara. Questo gli ha compromesso in parte anche il Q3 poiché ci è arrivato senza quella giusta fiducia sulle “rosse”, diversamente al proprio compagno di squadra che ha passato il Q2 proprio su quel compound. Nel Q3 il monegasco è andato in overdrive, quando invece serviva essere piuttosto dolci per estrarre il massimo potenziale da delle gomme che di morbido avevano ben poco, un qualcosa che ha fatto molto bene Carlos Sainz invece.

Il tracciato di Portimao è un tracciato front limited, con alcuni curvoni veloci e tratti molto guidati che richiedono un setup di compromesso che vada a proteggere il treno anteriore, soprattutto l’anteriore sinistra, la gomma più sollecitata.

Questa caratteristica è uno dei motivi per cui Mercedes si è ulteriormente avvicinata a Red Bull, se non quest’oggi superata in termini di performance. Ma quella odierna, per il sottoscritto è e sarà una delle qualifiche meno indicative della stagione. I tempi sul giro quest’oggi sono dipesi, ancor di più del solito, dalle condizioni della pista, dalle gomme, da molte condizioni esterne come il vento. Le squadre hanno visto dei risultati e delle differenze difficili da spiegare. Una fonte a Formu1a.uno: “Oggi potevi prendere anche 1 secondo senza accorgertene”. È il caso di Fernando Alonso e Daniel Ricciardo, per esempio, in P13 e P16 a distanze siderali rispetto ai proprio compagni di squadra.

Lewis Hamilton – Mercedes W12, Portimao

Ma torniamo a Bottas e a quella capacità di ribaltare l’importante difficoltà di Imola, facendola diventare un punto di forza quest’oggi sul circuito dell’Algarve.

“Durante le due settimane di pausa non ho fatto niente di diverso dal solito. Tranne che abbiamo fatto un test gomme a Imola.” – Vallteri Bottas – “Dopodiché sono tornato a casa, ho avuto un fine settimana tranquillo e poi mi sono preparato per questa gara al simulatore in fabbrica. Ho imparato le lezioni dalla gara di Imola e mi sono liberato di ciò che poteva distrarmi”.

Queste son le classiche frasi di circostanza. Formu1a.uno può invece affermare che c’è molto dell’altro.

Mercedes ha infatti deciso, per dar un posteriore più fermo e quindi maggior fiducia (persa nel fine settimana di Imola) al proprio pilota, di optare per un assetto aerodinamico più carico al posteriore e più sottosterzante. Questo è costato 3 km/h sul dritto nei confronti del compagno di squadra (più scarico), tempo recuperato portando più velocità in molte delle 15 curve del tracciato portoghese.

Tuttavia, potrebbe avere dei risvolti non così positivi nel passo gara di domani. Andare a privilegiare il posteriore su un tracciato “front limited” come quello di Portimao può dare una importante mano sul singolo giro ma benefici non così importanti sul passo gara dove è bene avere un assetto più improntato a salvaguardare gli pneumatici anteriori.

Per questo abbiamo potuto vedere dei posteriori un po’ più ballerini e sovrasterzanti sulla W12 di Lewis Hamilton e su entrambe le Red Bull, per fare tre esempi.

Autore: Piergiuseppe Donadoni

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