“Vengo dopo il GP” N4 – Monaco: segnali Ferrari per il 2022

Piergiuseppe Donadoni
24 Mag, 2021

“Vengo dopo il GP” N4 – Monaco: Ferrari: segnali Ferrari per il 2022

Montecarlo ha spesso messo a nudo scelte giuste e sbagliate, senza appello. Allo stesso tempo sa regalare gare poco spettacolari ma emotivamente coinvolgenti. È quello che, nel bene e nel male, è accaduto alla Ferrari e non solo.

Prima della partenza Leclerc, il favorito, l’uomo di casa, è stato messo fuori gioco, da un guasto al mozzo del semiasse sinistro. Ha ceduto dopo l’accelerazione in uscita dallo stretto tornante del Loews.

Il tutto è ovviamente correlato all’incidente del sabato ma, cosa molto importante, non alla scelta della mancata sostituzione della trasmissione.

A quanto capito da Formu1a.uno, il cambio montato sulla SF21 era integro e completamente utilizzabile. Ci fosse stato il minimo dubbio che avesse dei problemi, sarebbe stata sostituito, pur perdendo 5 posizioni in griglia, poiché la cautela era nelle intenzioni del team per evitare uno zero. Verrà sostituita a Baku semplicemente perché il ritiro te lo concede senza penalizzazioni.

Il mozzo del semiasse sinistro era stato ispezionato visivamente ma non in dettaglio, senza dar segni di possibili cedimenti, essendo dalla parte opposta all’impatto contro le barriere. Oltre a ciò, da considerare poi che un componente non danneggiato o compromesso non è facilmente sostituibile per un team. Serve che sia ‘giustificabile oltre ogni dubbio’, visto il parco chiuso a cui tutti i componenti sono sottoposti.

Certo, con un controllo più approfondito, la ‘cricca’ sarebbe stata molto probabilmente scoperta dal team; per questo Ferrari ha dichiarato che migliorerà i suoi processi per garantire che un problema simile possa essere rilevato più efficacemente.

Naturalmente col senno di poi è stato un mezzo disastro per la classifica costruttori. Sarebbe stato possibile fare molti più punti di Mclaren viste le difficoltà di Ricciardo. È però vero che, a parte il vincitore Max Verstappen, la Ferrari è stata l’altra grande protagonista del weekend.

Il team rosso aveva ottime speranze, come ha spiegato Binotto, conoscendo le doti della vettura e avendo tutti i dati di simulazione a disposizione. Ma è rimasta volutamente cauta sul potenziale alla vigilia, con Leclerc che ha confermato quanto avevamo scritto poche ore prima nella classica anteprima al weekend.

Leclerc ha accusato la sua seconda grande delusione dopo il Bahrain di due anni fa. Per il momento sono delusioni marginali, lontane da quelle definitive di Alonso o Vettel. Qualcosa di simile alla prima era Schumacher, in un momento di costruzione. Difficili da accettare sul momento ma (a proposito di guasti) nulla di irreparabile.

È toccato a Sainz mostrare a Montecarlo, dove la potenza pura (agli ‘alti’) ha poca rilevanza, un concreto miglioramento nelle doti di ottimizzazione della vettura, in particolare una certa capacità di utilizzare sempre bene tutta la gamma di mescole nella fase di trazione.

Sappiamo che in generale le limitazioni hanno reso un po’ più critico questo aspetto. Pensiamo che rispetto ai valori di performance dell’ultima edizione 24 mesi fa, RedBull non è migliorata, Mercedes ha perso dai 3 decimi di Bottas al 1.0 pieno di Lewis, mentre Ferrari ha migliorato di 6 decimi.

A proposito di mescole, sul circuito dove Leclerc diede la svolta alla sua stagione in Alfa Romeo, sarà interessante rivedere ancora a disposizione le Pirelli C5 a Baku.

Nonostante la delusione, ci sono tanti risvolti positivi. A Maranello dicono di avere idee su come migliorare la SF21 verso l’estate e che tutto quello che faranno sarà in ottica 2022.

Sulla nuova vettura che sta girando in galleria c’è la consapevolezza che conterà meno la ricerca aerodinamica sopra il pavimento a vantaggio di altri aspetti come appunto la trazione. Qualcosa che la SF21, attraverso i gettoni spesi, sta esprimendo chiaramente meglio di altre auto.

In più sono estremamente contenti di come si sta sviluppando la comprensione della SF21 con entrambi i piloti, i quali stanno dando indicazioni importanti soprattutto per il prossimo anno.

Ovviamente avranno sempre meno potenza dei rivali, in questa stagione 2021, ma allo stesso tempo pensano che potrebbe essere migliorata ulteriormente in altri aspetti come il recupero di energia o la gestione elettronica per spingere un po’ di più una unità che qualcosa ‘avrebbe ancora da dare’.

La fine delle porte girevoli e del colpevole ad ogni costo ha lasciato spazio ad una maggiore coesione tra ufficio tecnico e motoristi e sembra ora dare i primi frutti.

Il campionato è senza dubbio molto interessante. Verstappen e RedBull hanno fatto ciò che dovevano fare cioè approfittare al massimo delle difficoltà e il nervosismo non velato di Hamilton, derivato da una gestione Mercedes nel complesso non al livello.

Anche il problema al pit stop di Bottas, con il dado completamente spanato dalla pistola, è stato definito dallo stesso finlandese “colpa di nessuno ma i nostri pit non sembrano un punto di forza quest’anno”. Eppure Mercedes non ha cambiato nulla rispetto allo scorso anno, al contrario di Ferrari (in meglio).

Ecco il dado ‘spanato’ della anteriore destra di Valtteri Bottas

La W12, come altre volte a Monte-Carlo, ha evidenziato problematiche nell’attivare correttamente gli pneumatici e guarda caso, come allora, i tecnici l’hanno definita “Diva”.

Cioè con un potenziale molto elevato ma non cosi facile da estrarre in tutte le condizioni. Per questo motivo a Brackley sembrano rimasti delusi ma non sorpresi. Interessante perché evidenzia come, nonostante molti cambiamenti e gli anni di sviluppo, molte cose cambino e altre restino invece abbastanza simili.

Lo abbiamo detto più volte: la W12 è una vettura fin troppo gentile sugli pneumatici. Una caratteristica utile al Montmelo, non a Monte-Carlo. Soprattutto sulle anteriori, a cui si continua a sentire la mancanza del DAS. Anche a Baku lo si sentirà (sul singolo giro).

Da evidenziare la solida prestazione di Giovinazzi che porta il primo importante punto all’Alfa Romeo.

Di Gasly, che rimette la testa fuori dall’acqua dopo un avvio in cui Alpha Tauri ha sprecato molto ed ha subito il passo indietro di Honda.

Di Vettel, che come da previsione ha trovato – meglio di Stroll – un buon feeling con una AMR21 ‘a tutto carico’. La vettura verde ha molto carico sull’anteriore e sembra poter avanzare con Seb su tracciati dove la stabilità posteriore nelle curve veloci e in frenata non è messa in crisi dal bilanciamento. Il tedesco, con gomme fredde, dopo il pit ha difeso perfettamente la posizione su Gasly al Massenet, un punto molto delicato dove puoi avere facilmente sottosterzo senza la giusta temperatura sugli pneumatici anteriori nel tentativo di tenere l’interno successivo.

Baku potrebbe essere meno facile ma questo di Monaco può tradursi in un nuovo punto di partenza per Ferrari.

Autori: Giuliano Duchessa e Piergiuseppe Donadoni