Monza: Verstappen favorito, Sainz dal fondo. Occasione Alpine.

Paolo D’Alessandro
07/09/2022

La F1 torna in Italia e sbarca a Monza che festeggia quest’anno 100 anni di storia. Il Gran Premio promette di essere una festa per celebrare la storia di questo storico appuntamento. Si unirà anche la Ferrari che festeggerà i propri 75 anni di storia, in ricordo anche e soprattutto di Enzo Ferrari. La F1-75 e il team si preparano infatti – oltre ad ambire a migliorare i risultati in pista – a sfoggiare una livrea speciale per un weekend molto importante.

Tanti ospiti speciali arriveranno al circuito nel corso dell’appuntamento, ma agli appassionati interesserà sempre, in primo luogo, l’aspetto tecnico. Ancora una volta Red Bull ci arriva da favorita. Lo fa per le caratteristiche di vettura e circuito, ma anche per lo stato di forma che sta dimostrando ultimamente. La Ferrari è ad oggi un rebus, come poteva esserlo Mercedes ad inizio campionato. Il Team di Toto Wolff è migliorato molto nell’arco della stagione ed è diventato ora una minaccia per i top Team, ma qui le caratteristiche non sembrano andare incontro alla W13.

Il tempo della velocità: un circuito unico ricco di storia

Le caratteristiche di Monza sono peculiari e la combinazione con questa nuova generazione di vetture ne può esaltare pregi e difetti. Le macchine 2022 hanno una buona efficienza aerodinamica e permettono di portare più velocità nelle curve veloci. Potremo quindi aspettarci elevate velocità sui lunghi rettilinei ed attendere con curiosità l’approccio alla Parabolica (intitolata ora ad Alboreto). Al tempo stesso però, come più volte ribadito dai piloti, nel lento sembra di guidare dei camion per via dell’eccessivo peso e la rigidezza degli assetti. Monza non ha molte curve, ma tanti punti in cui serve agilità e pulizia nei cambi di direzione lenti e stretti.

La pista italiana è una delle più selettive e dure per le Power Unit. Qui il giro viene completato per più dell’80% rimanendo full throttle, una delle medie più alte in calendario. “Questa pista ha un layout unico nel calendario: è un tracciato velocissimo, l’unico rimasto in calendario, e per questo è particolarmente esigente per i motori e le vetture. Si tratta di una pista sulla quale la power unit spinge per quattro quinti del giro e sulla quale è fondamentale essere perfetti.” Così si espresso nell’anteprima pubblica da Ferrari il suo Team Principal, Mattia Binotto.

Nelle passate stagioni a Monza spesso venivano elaborate ali unicamente pensate per questo tipo di pista. L’efficienza aerodinamica è ciò che compone gran parte della prestazione, ma non sarà l’unica dote con cui una vettura potrà fare al Pole e vincerà la gara.

Serve una vettura che sia in grado di frenare molto forte sul finale degli allunghi, così da tardare il punto di frenata e impostare al meglio l’ingresso soprattutto nelle tre chicane – Prima Variante, Roggia e Ascari. Il bilancio aerodinamico inoltre sarà fondamentale per affrontare con più velocità possibile la Parabolica, che determinerà così anche l’approccio al lungo rettilineo principale. A causa delle ali piuttosto scariche qui l’effetto DRS è sempre stato meno potente di altre piste, mentre la scia è un fattore dominante. A Monza si sono visti spesso situazioni anche piuttosto singolari – come nel 2019 – proprio a causa delle scie.

Un Venerdì incerto e un weekend – al momento – sereno.

La F1 viene accompagnata da un incertezza meteorologica da oramai diversi appuntamenti. E’ dall’Ungheria che stiamo assistendo a weekend in costante cambiamento climatico. Si inizia con un certo tipo di temperature, per finire in altro modo. Al momento l’Italia sembra disegnare un andamento più lineare delle temperature. La grande ondata di caldo sembra oramai alle spalle, con l’inizio di Settembre che ha in parte abbassato le temperature.

Al Venerdì sono previsti importanti scrosci di pioggia al mattino presto, con un miglioramento poi a metà/tarda mattinata. Da lì in poi il meteo prevede sereno con temperature che vanno dai 17° ai 25°. Monitoriamo anche la situazione del vento che in un circuito di questo tipo è molto importante. Una folata nel giusto verso può aumentare o diminuire le prestazioni sul rettilineo in modo importante. Al momento però non vengono segnalate problematiche di questo genere.

150 anni di storia Pirelli che a Monza porterà la gamma ‘media’ di pneumatici.

È un evento importante per noi, festeggiamo 150 anni di storia con il Gran Premio di casa, nello stesso anno in cui Monza celebra il suo primo secolo.” Sarà un weekend di celebrazioni quello che ci attende. Monza, Pirelli e Ferrari. Tutti hanno motivo di celebrare eventi della propria storia. Eccellenze italiane che hanno fatto la storia del Motorsport e della F1. E continuano a farla. Per l’occasione il costruttore italiano si è affidato alla gamma centrale di pneumatici C2-C3-C4. Le pressioni saranno di 25.5psi all’anteriore e 22.5psi al posteriore.

“Monza è nota per le velocità elevate con alcune curve in particolare dove è importante che la vettura abbia un equilibrio perfetto” ha dichiarato l’Head of Motorsport Pirelli, Mario Isola. La sua attenzione è andato poi sull’aspetto del surriscaldamento degli pneumatici che, con queste gomme da 18′, non dovrebbe presentarsi in modo eccessivo – anche in scia – assicurando ai piloti la possibilità di fare meno gestione e più lotta in gara.

Il basso carico adottato su questa pista non aiuterà certamente il degrado della gomma su un asfalto comunque mediamente abrasivo. A fare la differenza sarà appunto trovare il giusto equilibrio meccanico e aerodinamico per non far soffrire i compound nelle curve in appoggio – specialmente l’ultima (Parabolica) – e tenere così sotto controllo la loro usura.

Ferrari con l’orgoglio del passato per risolvere i dubbi del presente.

A Maranello rimango piuttosto abbottonati, smentendo però ripetutamente in maniera ufficiale che la Direttiva Tecnica introdotta a SPA sia la causa del calo di prestazione. Due indizi ne fanno una prova, mentre questo terzo appuntamento non sarà molto indicativo da questo punto di vista. La Ferrari potrà però comunque provare a capire ulteriormente cosa sia successo alla F1-75 che, come abbiamo riportato, non è più quella che abbiamo imparato a conoscere. La DT ha sicuramente influito nel rendimento della vettura di Charles Leclerc e Carlos Sainz, ma è poi corretto dire che il peggioramento visto non è causato interamente da quello.

Potremmo definirli effetti collaterali. Le modifiche regolamentari hanno cambiato le caratteristiche della F1-75 e questo ha come ‘resettato’ la conoscenza che i tecnici del Cavallino avevano di quella macchina. Il lavoro di apprendimento è ripreso da capo e così dunque anche le scelte di setup aerodinamici e meccanici. La Ferrari si è come trovata a ripartire da zero. Se a SPA è stato un completo disastro, a Zandvoort la situazione è migliorata in Qualifica, ma in gara si è tornati a soffrire un bilancio non ideale. La F1-75 è sempre stata una vettura coerente e fedele, che non reagiva male a cambiamenti di assetto – come anche diverse altezze da terra – mentre ora ha una finestra di utilizzo molto più ridotta. I tecnici stanno cercando di capire le cause esatte di questo cambiamento, provando a ritrovare la competitività persa.

Serve quindi tempo e un lavoro serrato per sciogliere i dubbi del presente e Ferrari lo farà anche con il ricordo del passato, provando ad avere una reazione d’orgoglio nel Gran Premio di Casa. A livello tecnico qui rivedremo l’ala posteriore da basso carico vista nelle FP2 di SPA, abbinata questa volta alla beam wing a singolo profilo. L’obiettivo è diminuire il drag e aumentare così le velocità di punta. Come anticipato inoltre, Carlos Sainz prenderà penalità e partirà dal fondo della griglia. I piani Ferrari infatti vedono l’installazione di un nuovo motore, con ibrido aggiornato, che porterà lo spagnolo nelle retrovie, con l’auspicio di vederlo rimontare di fronte alla ‘sua gente’.

Le F1-75 e il team si presenteranno qui con una livrea e delle divise speciali. I 75 anni di storia della Scuderia saranno celebrati in ricordo di Enzo Ferrari e della ‘sua’ Modena. Divise nere e gialle per i due piloti (abbigliamento a colori invertite) mentre la vettura avrà una colorazione speciale (il rosso sarà presente, ma ci saranno anche il giallo e il nero). Ad inizio anno le intenzioni erano quelle di avere 2 appuntamenti con livrea speciale: Monza e Monaco.

L’appuntamento di casa di Charles Leclerc è saltato, mentre qui è stato possibile realizzare quanto vedremo grazie agli aggiornamenti portati in stagione, soprattutto l’ultima evoluzione dell’ibrido, in materia di peso. Mattia Binotto ha confermato che la novità riguarda anche il peso (<2kg) il che ha permesso di concedersi qualche grammo extra adesso per questa ricorrenza.

Red Bull favorita, Mercedes su pista ostica. Alpine e Williams possono sorprendere.

Le caratteristiche delle monoposto sono ora piuttosto riconoscibili, anche se molte di loro sono in una fase di cambiamento. Max Verstappen parte ancora come l’indubbio favorito per la Pole Position e la gara di Domenica. Sergio Perez è chiamato anche lui a dare qualche risposta a livello prestazione su una pista che per la RB18 si presenta molto congeniale. In Mercedes – anche se ultimamente c’è poco da credergli – non si aspettano grandi imprese a Monza. Come spesso ha avuto modo di dire Toto Wolff, riportando i commenti dei piloti “Guidiamo con un paracadute sul posteriore, abbiamo troppo drag”. In casa Mercedes inoltre, in queste ora, è ancora in corso una decisione finale su possibili penalità da scontare con Lewis Hamilton. Il team sembra intenzionato a montare una 4PU, così da affrontare con più serenità il proseguo della stagione.

Questo appuntamento potrebbe regalare altre possibilità di allungo all’Alpine, che è sempre più indirizzata a consolidare il posto di ‘migliore degli altri’. Circuito da alta velocità ed efficienza che si sposa bene con le caratteristiche della vettura. McLaren è migliorata ma non ha mai impressionato sui rettilinei e quindi qui potrebbe ritrovarsi a fare più fatica del solito, come visto anche a SPA. Attenzione alla Williams che è spesso tra le più veloci nei dati di velocità massima e qui, a differenza del Belgio, non c’è un lungo settore centrale tortuoso dove perdere troppo tempo. Un occhio di riguardo anche per Aston Martin che in gara è sempre competitiva, mentre in Qualifica ancora fatica, ma sta diventando un concorrente scomodo per le altre.

Haas e Alfa Romeo invece sono in due situazione diverse. La scuderia di Gunther Steiner ha perso un po’ della sua efficienza, trovando più carico ma anche più drag e per questo motivo loro stessi non si attendono risultati clamorosi. Importante ricordare che rivedremo Antonio Giovinazzi nelle FP1, che tra l’altro è un forte candidato al sedile Haas di anno prossimo che, quasi certamente, si separerà da Mick Schumacher. Alfa Romeo è invece dispersa nelle prestazioni ed ha perso lo slancio di inizio anno, non andando a punti da molte gare oramai. Infine c’è AlphaTauri, che con Red Bull condivide il motore, potrà ambire a fare un buon weekend anche grazie ai dolci ricordi del 2020, dove Pierre Gasly conquisto una clamorosa vittoria davanti a Carlos Sainz, allora in McLaren.

Autore: Paolo D’Alessandro e Piergiuseppe Donadoni

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