Tecnica – McLaren MCL60: focus su sospensione anteriore e sottosquadro

Rosario Giuliana
13 Feb, 2023

McLaren ha tolto i veli alla sua nuova vettura per la stagione 2023, denominata MCL60 per celebrare i 60 anni che ricorrono dalla sua fondazione con Bruce McLaren nel lontano 1963. Il 2023 per McLaren è segnato da un nuovo punto di partenza, con il cambio di organigramma aziendale, le cui redini sono state prese dal neo Team Principal Andrea Stella. L’ingegnere italiano (ex ingegnere di pista Ferrari ai tempi di Fernando Alonso) si trova a dover gestire una scuderia che ha vissuto un 2022 al di sotto delle aspettative nella prima parte, salvo poi recuperare con lo sviluppo dell’ormai vecchia MCL36. L’obiettivo quarto posto alla fine è sfumato a favore di Alpine, ma essere la prima vettura dopo i “top team” Ferrari-Red Bull e Mercedes, nettamente più staccati lo scorso anno dal gruppo di centro, è l’obbiettivo dichiarato da Stella: “Penso sia giusto dire che nel corso della stagione vorremmo affermarci nella top quattro. Sappiamo realisticamente che con i primi tre team hanno un potenziale maggiore e nel breve termine recuperare quel gap è utopistico Abbiamo buoni sviluppi in cantiere, che dovrebbero arrivare nella prima fase di stagione, permettendoci un ulteriore step rispetto all’auto 2022. Vorrei ricordare l’importanza di portare a compimento la nuova galleria del vento, che avrà effetti evidenti invece nel lungo termine, assieme al nuovo simulatore”

Mclaren MCL60: triangoli della sospensione anteriore più distanziati per aprire un canale verso il “sottosquadro”

La nuova MCL60 rappresenta essenzialmente un evoluzione delle filosofie progettuali di sviluppo intraprese con la monoposto dello scorso anno. La vettura progettata sotto la guida tecnica di James Key non rappresenta un taglio netto con la vecchia MCL36, bensì un chiaro affinamento sulle scelte intraprese nello sviluppo 2022.

La zona anteriore, così come visto sulla Alfa Romeo C43, non mostra sostanziali differenze con la vettura dello scorso anno. Il disegno dell’ala anteriore e del muso sono rimasti pressoché invariati. La prima modifica la si nota sulla sospensione anteriore, rimasta di schema pull-rod come sulla MCL36, ma con una differenza nella geometria del triangolo superiore. I bracci anteriori infatti si attaccano al telaio in una posizione rialzata, quasi al di sopra del bordo superiore del telaio. Soluzione utilizzata principalmente per migliorare le proprietà meccaniche della cinematica ma anche per ampliare al massimo il gap che c’è fra i due triangoli sovrapposti, in modo da poter portare una mole d’aria maggiore nella zona del sottosquadro (anch’esso rivisto ampiamente). Soluzione che va a riprendere – in parte – quanto fatto sulla Red Bull RB18, del quale McLaren condivide lo stesso schema sospensivo all’anteriore.

Confronto sospensione anteriore MCL60 – MCL36

Mclaren MCL60: ampliato il sottosquadro ispirandosi alla Red Bull RB18

Il lavoro più marcato sulla vettura dello scorso anno lo si nota nel disegno della parte iniziale delle pance. Nel 2022, McLaren aveva iniziato la stagione con una monoposto con un design dalle fiancate corte, accantonate già in Spagna e riviste in Francia prima, poi a Singapore. La MCL60 è frutto delle scelte di sviluppo intraprese sulla MCL36, della quale si è deciso di spingere ancor di più sulla filosofia Red Bull aprendo la zona inferiore delle pance, in gergo “sottosquadro”. “Nelle nostre performance dello scorso anno abbiamo individuato molteplici aree di intervento. La buona notizia è che praticamente tutte sono state affrontate. Prevalentemente il problema era l’aerodinamica. Nessun mistero. Tuttavia, ci sono altre aree quali, ad esempio, il funzionamento delle nuove gomme anteriori, del quale è stato fatto un duro lavoro durante l’inverno.” ha affermato il T.P. Andrea Stella.

La deriva del pavimento è stata completamente rivisitata, anche se per le zone più “sensibili” del pavimento i team tendono a nascondere le forme definitive, soprattutto per quanto riguarda il bordo laterale.

Le bocche di raffreddamento avanzate assieme agli ingressi venturi formano un vero e proprio canale di scorrimento per il flusso d’aria da convogliare sul bordo laterale del pavimento e del diffusore. Questa soluzione mette in evidenza anche gli ingombri del cono anti intrusione inferiore, il quale crea un vero e proprio “dosso” sul bordo superiore del pavimento e opportunamente studiato per fungere da deviatore di flusso con un effetto out-wash.

Fondo della MCL60 – freccia gialla che indica l’ingombro dato dal cono anti-intrusione inferiore.

La parte posteriore delle pance invece rimane abbastanza invariata, così come tutto il retrotreno in generale. Poco da dire sulla forma del cofano motore, rimasta pressoché identica all’ultima specifica introdotta nel 2022, così come le branchie poste lungo il corpo vettura. Anche la presa d’aria del motore è rimasta nella sua configurazione classica, nel tipico layout dei motorizzati Mercedes.

Gli sfoghi d’aria del cofano rimangono alti, a “soffiare” praticamente sopra il beam wing. Tale soluzione sembra aver uniformato tutte le squadre tranne Haas, per ora. Dal render il beam wing sembra abbastanza ampio nella corda nella parte centrale, mentre è interessante notare il disegno dell’ala posteriore, più simile alla filosofia Ferrari di inizio 2022. La corda del flap del DRS si riduce di quasi la metà alle estremità degli endplate, per garantire un main plane molto più scarico alle estremità. Una soluzione che Ferrari ha adottato in gran parte delle gare del 2022, ma che non garantiva un grande gap di velocità fra DRS aperto e DRS chiuso.

Illustrazione Rosario Giuliana

Autore: Rosario Giuliana