GP Messico: Verstappen eguaglia Prost, Ferrari sfortunata e Alpha Tauri stupisce ancora

Andrea Vergani
29 Ott, 2023

Max Verstappen vince ancora il GP del Messico: per la quinta volta in sei anni l’olandese è sul gradino più alto all’Autodromo Germania Rodriguez, dominando in lungo e in largo dopo un’ottima partenza per superare le due Ferrari dopo meno di 800 metri ed eguagliando Alain Prost per vittorie totali nella storia della Formula 1. Lewis Hamilton e Charles Leclerc, autore di un primo stint ottimo con gomma media prima della sfortunata bandiera rossa, chiudono il podio. Un’ottima prestazione da parte di Alpha Tauri, ma anche di una più aspettata McLaren: Sainz, Norris, Russell, Ricciardo, Piastri, Albon e Ocon sono gli altri piloti a conquistare punti. All’ultimo giro Lewis Hamilton ha fatto segnare il giro più veloce, importante nella lotta costruttori perché Ferrari non ha guadagnato punti su Mercedes dopo aver conquistato tutta la prima fila in Qualifica. 

GP Messico: Ferrari sfortunata e non perfetta, grande rimonta di Norris dalle ultime file

La notizia più inaspettata del fine settimana è stata la prima fila tutta rossa conquistata dai due piloti della Ferrari nella giornata di sabato: nel Q3 la SF23 ha trovato la perfetta finestra di funzionamento per fare lavorare gli pneumatici, ma in Messico la distanza tra la Pole Position e curva 1 è la più grande di tutta la stagione. Nel 2021 Mercedes era riuscita a ottenere lo stesso risultato il sabato, per poi vedere Verstappen (partito terzo, come oggi) primo alla fine del rettilineo. Ha sorpreso anche la Qualifica di Daniel Ricciardo, in seconda fila davanti a Perez, mentre il compagno di squadra Yuki Tsunoda è scattato dalla penultima posizione per una penalità di motore in griglia, davanti a Logan Sargeant – penalizzato per non aver rispettato bandiere gialle in Qualifica. Lance Stroll per il secondo fine settimana consecutivo è scattato dalla pit lane causa sostituzione parti.

La partenza non ha premiato l’ottima Qualifica dei due ferraristi, partiti peggio di Max Verstappen in terza posizione proprio come è successo due anni fa con le Mercedes. Dopo il primo giro c’erano pochi dubbi sul vincitore della gara, mentre la gara di Sergio Perez è finita in curva uno con un contatto con Charles Leclerc, con colpevole l’eroe di casa poi costretto al ritiro. Le due Ferrari si sono trovate in seconda e terza posizione dopo il primo giro. Al giro 19 Max Verstappen si ferma per la prima sosta per pneumatici duri, avendo a disposizione due treni e una vettura che permette all’olandese di fare un pit stop aggiuntivo; nel frattempo Lewis Hamilton, che ha sorpassato Daniel Ricciardo dopo qualche giro di sofferenza a causa della resistenza in rettilineo della W14, è arrivato negli scarichi di Carlos Sainz e ha ingaggiato lo spagnolo per la terza posizione. In tutto la fase iniziale di gara la preoccupazione maggiore per tutti, specialmente i piloti nell’aria sporca di altri, è stata la gestione delle temperature delle Power Unit a causa dell’aria molto rarefatta e delle temperature molto alte che troviamo nel GP del Messico ogni anno.

Al giro 25 Lewis Hamilton e Mercedes hanno scelto di anticipare Ferrari, effettuando l’undercut ai danni di Carlos Sainz e costringendo la Ferrari a una strategia diversa cono spagnolo. Gli unici che non si sono fermati in questa fase, tra quelli davanti, sono le due Ferrari e Daniel Ricciardo, alla ricerca forse di una strategia a una sosta più sicura. La gara delle due Alpha Tauri, molto diversa per via delle posizioni di partenza, è stata molto positiva: la AT04 ha sempre mostrato un buon livello di carico aerodinamico ma con troppo drag, che qui pagano di meno rispetto alle altre tappe. 

Le due Ferrari sono finalmente rientrate ai box al giro 31 e 32, assicurandosi una buona possibilità di effettuare una sosta singola. Al giro 33 un incidente importante per Kevin Magnussen nello snake per via della rottura della sospensione posteriore della sua VF23 ha causato una bandiera rossa che ha stravolto l’ordine del Gran Premio, soprattutto fuori dai primi tre: nel periodo di Safety Car Verstappen ha effettuato la seconda sosta per riportarsi in pari con Leclerc, mentre dietro Yuki Tsunoda si è trovato in ottava posizione non avendo effettuato ancora la seconda sosta. Non fortunato il ‘timing’ per i due piloti della Ferrari, ma Charles Leclerc ha potuto riparare l’ala anteriore danneggiata al primo giro. 

Alla ripartenza Lewis Hamilton ha montato la gomma gialla, usata di quattro giri, per tentare l’assalto a Leclerc e Verstappen in partenza. Anche Russell e le altre due McLaren hanno scelto la mescola C4. Hamilton non è riuscito a sorpassare nessuno dei due in prima fila, ma la mescola più morbida ha garantito all’inglese un grande spunto nei primi giri della ripartenza; dopo qualche giro Hamilton ha preso la seconda posizione dal monegasco con l’aiuto del DRS. Carlos Sainz è riuscito in maniera migliore a contenere gli attacchi di George Russell, sempre con Daniel Ricciardo alle spalle dell’inglese in un gran fine settimana per la squadra di Faenza.

Il GP del Messico di Fernando Alonso si è conclusa al giro 47, alla fine di una gara di difficoltà estrema per lo spagnolo dell’Aston Martin. Yuki Tsunoda ha commesso un errore grossolano nel tentativo di sorpassare Oscar Piastri per la settima posizione, ma colpendo la McLaren MCL60 dell’australiano ha mandato in testacoda la sua vettura ritrovandosi in sedicesima posizione dopo un’ottima gara fino a quel momento. La scelta strategica della squadra di Maranello non si è rivelata ottimale, ‘condannando’ Leclerc alla terza posizione dopo un avvio di gara ottimo. Nelle fasi finali di gara la rimonta di Lando Norris si avverata: con team order l’inglese ha sorpassato il compagno, per poi superare Ricciardo con una gran manovra e successivamente Russell, ottenendo la quinta posizione.

Autore: Andrea Vergani

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